One Health 16 Marzo 2026 12:48

Bio-ingegneria, le bottiglie di plastica diventano farmaco per il Parkinson

Un team dell’Università di Edimburgo dimostra come i rifiuti plastici possano essere trasformati in L-Dopa, offrendo un’alternativa sostenibile alla produzione tradizionale del farmaco. La ricerca apre la strada a nuove prospettive per salute e ambiente

di Isabella Faggiano
Bio-ingegneria, le bottiglie di plastica diventano farmaco per il Parkinson

La plastica di scarto potrebbe avere un futuro completamente diverso: da principale inquinante a materia prima per farmaci salvavita. È la promessa del professor Stephen Wallace della University of Edinburgh, descritta in uno studio pubblicato su Nature Sustainability. Lo scienziato ha messo a punto un processo innovativo per convertire bottiglie di polietilene tereftalato (PET) in levodopa (L-Dopa), farmaco essenziale per il trattamento del morbo di Parkinson. Il progetto si basa su batteri geneticamente modificati, capaci di trasformare i componenti chimici del PET – come l’acido tereftalico – in L-Dopa attraverso reazioni biologiche controllate in laboratorio. È la prima volta che un processo biologico naturale viene adattato per convertire rifiuti plastici in un farmaco destinato a una malattia neurologica.

Una produzione più sostenibile

Secondo il team, la tecnologia non solo riduce l’impatto ambientale, evitando l’uso di combustibili fossili e risorse non rinnovabili, ma consente anche di recuperare il carbonio che altrimenti verrebbe disperso in discariche, inceneritori o nell’inquinamento. Il PET, plastica leggera e resistente, rappresenta circa 50 milioni di tonnellate annue nel mondo, gran parte delle quali non viene riciclata efficacemente. Dopo aver isolato la L-Dopa su scala preparativa, il team ora lavora per rendere la tecnologia scalabile e applicabile a livello industriale, valutandone anche l’efficienza ambientale ed economica. Secondo Wallace, questa strategia potrebbe aprire la strada a un vero e proprio bio-riciclo industriale, capace di produrre farmaci ma anche aromi, fragranze, cosmetici e altri composti chimici ad alto valore aggiunto.

Un progetto sostenuto da centri internazionali

Il progetto rientra nelle attività del Carbon-Loop Sustainable Biomanufacturing Hub ed è sostenuto da UK Research and Innovation e dall’Industrial Biotechnology Innovation Centre, centri dedicati allo sviluppo di tecnologie per convertire rifiuti industriali in materiali e prodotti sostenibili. Questa ricerca affronta due sfide globali: la gestione dei rifiuti plastici e la necessità di farmaci essenziali per patologie neurologiche sempre più diffuse. Se implementata su larga scala, la bio-ingegneria del PET potrebbe segnare una svolta nella sostenibilità della produzione farmaceutica, trasformando bottiglie di plastica in una nuova speranza per i pazienti con Parkinson.

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