Salute 11 Marzo 2026 17:00

Antibiotici, l’impatto sul microbioma intestinale può durare fino a otto anni

Uno studio svedese su quasi 15mila adulti mostra che l’uso di antibiotici può alterare a lungo il microbioma intestinale. Anche un singolo ciclo può lasciare tracce significative

di Isabella Faggiano
Antibiotici, l’impatto sul microbioma intestinale può durare fino a otto anni

Gli antibiotici sono strumenti fondamentali contro le infezioni batteriche, ma non colpiscono solo i batteri “cattivi”. Quelli “buoni” che popolano l’intestino possono subire alterazioni significative e di lunga durata, con conseguenze potenzialmente rilevanti per la salute. Un nuovo studio svedese pubblicato su Nature Medicine ha indagato quanto a lungo l’uso di antibiotici possa modificare il microbioma intestinale, analizzando i dati di 14.979 adulti provenienti da tre coorti nazionali e confrontando le prescrizioni farmaceutiche con i metagenomi fecali.

Alcuni antibiotici più impattanti di altri

I ricercatori hanno osservato che gli effetti variano a seconda del tipo di antibiotico. Clindamicina, fluorochinoloni e flucloxacillina sono stati associati a cambiamenti più duraturi nella diversità delle specie batteriche. Al contrario, la penicillina V, l’antibiotico più prescritto al di fuori degli ospedali, provoca alterazioni più brevi e limitate. Anche un singolo ciclo può lasciare tracce a lungo termine, sottolineano gli autori, confermando l’importanza di un uso prudente e mirato.

Effetti osservati a 4-8 anni dall’uso

“Possiamo osservare che l’uso di antibiotici risalente a 4–8 anni prima è correlato alla composizione del microbioma intestinale di una persona oggi. Anche un singolo ciclo di trattamento con alcuni tipi di antibiotici lascia tracce”, spiega Gabriel Baldanzi, primo autore dello studio ed ex dottorando all’Università di Uppsala. Lo studio conferma precedenti evidenze sul legame tra microbioma intestinale e rischi di obesità, diabete di tipo 2 e altre patologie. “Il forte legame tra la flucloxacillina a spettro ristretto e il microbioma intestinale è stato inaspettato. I risultati potranno orientare future raccomandazioni sull’uso degli antibiotici, soprattutto quando si deve scegliere tra farmaci ugualmente efficaci ma con impatto differente sul microbioma”, aggiunge Tove Fall, professoressa di Epidemiologia molecolare all’Università di Uppsala e ricercatrice principale dello studio.

Limiti e prospettive future

I ricercatori precisano che lo studio ha considerato solo le prescrizioni degli ultimi otto anni e che il microbioma è stato campionato una sola volta per partecipante. In corso è la raccolta di un secondo campione da circa metà dei partecipanti, per capire meglio i tempi di recupero e individuare quali microbiomi siano più suscettibili alle alterazioni. Nonostante l’indispensabilità degli antibiotici nella cura delle infezioni, lo studio ricorda quanto sia essenziale un uso prudente e guidato dal medico, per ridurre possibili effetti a lungo termine sulla salute del microbioma intestinale.

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