FIR e SIN promuovono screening gratuiti in tutta Italia per individuare precocemente la Malattia Renale Cronica: la diagnosi precoce consente interventi tempestivi che rallentano la progressione della malattia e riducono la necessità di dialisi
In Italia, come nel resto del mondo, la Malattia Renale Cronica (MRC) rappresenta una delle sfide più urgenti per la sanità pubblica. Colpisce circa 1 persona su 10, con un’incidenza destinata ad aumentare a causa dell’invecchiamento della popolazione e della crescente diffusione di diabete, obesità e ipertensione. Il problema è che la MRC decorre spesso silente: i pazienti non avvertono sintomi nelle fasi iniziali e la malattia può manifestarsi solo quando è già grave, con conseguenze potenzialmente letali. Per fortuna, la diagnosi precoce cambia radicalmente le prospettive. Con esami semplici, poco costosi e non invasivi – creatininemia ed esame delle urine – è possibile identificare la malattia quando ancora è gestibile, permettendo interventi terapeutici in grado di rallentarne significativamente la progressione. In occasione della Giornata Mondiale del Rene, che quest’anno si celebra il 12 marzo, la Fondazione Italiana del Rene (FIR) e la Società Italiana di Nefrologia (SIN) invitano la popolazione a sottoporsi a screening gratuiti in tutta Italia: nelle piazze, nei centri commerciali, negli studi dei medici di medicina generale e nelle farmacie. Un’iniziativa pensata per abbattere le barriere verso la diagnosi precoce e consentire interventi tempestivi, capaci di ritardare la necessità di dialisi o trapianto anche di oltre 25 anni.
Screening, prevenzione e sensibilizzazione
Attraverso l’iniziativa “Porte Aperte in Nefrologia”, i centri di nefrologia e dialisi offriranno visite specialistiche gratuite, misurazione della pressione arteriosa ed esame delle urine. La campagna arriva anche nelle scuole, perché la prevenzione della salute renale inizia dalla consapevolezza e dall’educazione dei più giovani. “Lo screening è particolarmente cruciale per chi vive in condizioni di svantaggio socioeconomico, perché la MRC colpisce in modo sproporzionato le popolazioni più vulnerabili – sottolinea Luca De Nicola, presidente della SIN e professore ordinario all’Università della Campania ‘Luigi Vanvitelli’ -. I programmi comunitari hanno dimostrato di aumentare l’accesso alle cure nelle comunità più fragili. Intervenire precocemente significa limitare la necessità di ricorrere all’emodialisi, una terapia gravata da complicanze, ridotta qualità di vita e costi elevati per il sistema sanitario”.
Dialisi peritoneale: efficacia, autonomia e sostenibilità
In occasione della Giornata Mondiale del Rene, a Roma si tengono gli “Stati Generali della Dialisi Peritoneale”, un momento di confronto tra clinici, istituzioni, associazioni di pazienti e rappresentanti regionali sul futuro della terapia domiciliare per la MRC avanzata. La dialisi peritoneale non è solo efficace: consente ai pazienti autonomia, continuità nel lavoro e negli affetti, e la possibilità di integrare il trattamento nella vita quotidiana senza le interruzioni imposte dalla dialisi ospedaliera. “Il dialogo con le istituzioni è fondamentale per accelerare l’implementazione della dialisi peritoneale nelle regioni italiane e garantire a ogni paziente la terapia più adeguata – aggiunge De Nicola -. Allinearsi ai Paesi più avanzati significa offrire migliori prospettive di vita ai pazienti e sostenere il sistema sanitario nazionale”.
Salute renale e ambiente: un tema globale
Il tema della Giornata di quest’anno riflette anche una consapevolezza globale. Nel 2024, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha adottato la prima risoluzione storica sulla salute renale, riconoscendo i reni come priorità di sanità pubblica globale. “La MRC colpisce più di mezzo miliardo di persone nel mondo, soprattutto chi è già svantaggiato – osserva Massimo Morosetti, presidente della FIR e direttore di Nefrologia e Dialisi all’Ospedale Grassi di Roma –. Inoltre, fattori ambientali come inquinamento, stress da calore e eventi climatici estremi accelerano la progressione della malattia”. La dialisi peritoneale domiciliare si inserisce in questo approccio sostenibile: riduce consumi di acqua ed energia e limita la produzione di rifiuti, proteggendo contemporaneamente salute dei pazienti e ambiente.
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