Nutri e Previeni 9 Marzo 2026 17:03

Mandorle e salute del cuore: una revisione di 36 studi conferma i benefici sul colesterolo

Il consumo regolare di mandorle può migliorare diversi parametri del metabolismo lipidico: dalla riduzione del colesterolo LDL e ApoB ad un equilibrio più sano tra i principali marcatori associati al rischio cardiovascolare

di Isabella Faggiano
Mandorle e salute del cuore: una revisione di 36 studi conferma i benefici sul colesterolo

Consumare mandorle con regolarità può contribuire a migliorare alcuni parametri fondamentali della salute cardiovascolare. È quanto emerge da una nuova revisione sistematica con metanalisi pubblicata sulla rivista Nutrients, che ha analizzato i risultati della letteratura scientifica disponibile sugli effetti di questo alimento sui livelli di lipidi nel sangue. L’obiettivo dello studio era aggiornare le evidenze sugli effetti del consumo di mandorle sui principali marcatori della salute del cuore. Gli studiosi hanno preso in considerazione i parametri comunemente monitorati nella pratica clinica — come colesterolo totale, colesterolo LDL (il cosiddetto “cattivo”), colesterolo HDL (“buono”) e trigliceridi — ma anche altri indicatori più recentemente riconosciuti come predittori di rischio cardiovascolare, tra cui colesterolo non-HDL, apolipoproteina A (ApoA), apolipoproteina B (ApoB) e lipoproteina(a). Il tema è particolarmente rilevante se si considera che, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, le malattie cardiovascolari sono responsabili di circa il 32% dei decessi a livello globale. Tra i principali fattori di rischio rientrano proprio livelli elevati di grassi nel sangue.

Analizzati 36 studi su oltre 2.400 adulti

Per la revisione sono stati analizzati i risultati di 36 studi clinici che hanno valutato gli effetti del consumo di mandorle per almeno quattro settimane sui livelli di lipidi ematici. Complessivamente le ricerche hanno coinvolto 2.485 adulti, con un consumo giornaliero di mandorle variabile tra circa 25 e 168 grammi. Dall’analisi emerge che il consumo di questi frutti a guscio è associato a una riduzione significativa del colesterolo totale, del colesterolo LDL e del colesterolo non-HDL, un parametro considerato particolarmente utile nella valutazione del rischio cardiovascolare. È stato inoltre osservato un miglioramento dell’equilibrio tra colesterolo LDL e HDL.

Il ruolo delle apolipoproteine

Lo studio ha preso in esame anche due proteine che svolgono un ruolo chiave nel trasporto del colesterolo nel sangue: l’apolipoproteina A (ApoA) e l’apolipoproteina B (ApoB). “L’ApoA è una proteina benefica che contribuisce a rimuovere il colesterolo in eccesso dalle arterie, mentre l’ApoB è coinvolta nel deposito del colesterolo nelle pareti arteriose e nella formazione di placche”, spiega Kathy Musa-Veloso, autrice principale dello studio. L’analisi ha mostrato che il consumo di mandorle non modifica in modo significativo i livelli di ApoA, ma è associato a una riduzione statisticamente significativa dell’ApoB, un indicatore legato a un maggiore rischio cardiovascolare.

Per la prima volta analizzato il rapporto ApoB/ApoA

Un elemento innovativo dello studio riguarda l’analisi del rapporto tra ApoB e ApoA, che misura l’equilibrio tra le lipoproteine associate al colesterolo “cattivo” e quelle legate al colesterolo “buono”. Valori elevati di questo rapporto sono considerati un campanello d’allarme per la salute cardiovascolare. La metanalisi ha evidenziato che il consumo di mandorle riduce questo rapporto, indicando un equilibrio più favorevole tra i due tipi di trasportatori di colesterolo. “È la prima volta che una revisione sistematica e una metanalisi analizzano l’effetto delle mandorle su questo parametro”, sottolinea Musa-Veloso. “I risultati suggeriscono un possibile nuovo meccanismo attraverso cui questo alimento può contribuire a mantenere livelli lipidici più sani”.

Il commento dell’esperto

Secondo Michelangelo Giampietro, specialista in Medicina dello sport e in Scienza dell’alimentazione, i risultati confermano il possibile ruolo delle mandorle nella prevenzione cardiovascolare. “Il consumo regolare di mandorle può associarsi a un miglioramento complessivo dei principali parametri del metabolismo lipidico. In particolare lo studio evidenzia livelli più bassi di ApoB nelle persone che le consumano abitualmente, un indicatore strettamente correlato al rischio cardiovascolare”, osserva l’esperto.

Un alimento ricco di nutrienti

Le evidenze scientifiche suggeriscono — anche se non dimostrano in modo definitivo — che consumare circa 42 grammi al giorno di frutta secca, come le mandorle, possa contribuire a ridurre il rischio di malattie cardiache. Studi precedenti indicano infatti una riduzione media del colesterolo LDL di circa il 5%. Dal punto di vista nutrizionale, una porzione di 30 grammi di mandorle apporta circa 6 grammi di proteine, 4 grammi di fibre e 13 grammi di grassi insaturi, oltre a micronutrienti come vitamina E, manganese e magnesio. Per questo possono essere facilmente inserite nell’alimentazione quotidiana, come spuntino oppure aggiunte a yogurt, cereali, insalate o altre preparazioni.

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