Il progetto innovativo sta per essere sperimentato anche in Italia: uno specchio dotato di AI che analizza postura, movimenti e parametri vitali dei giovani sopravvissuti al cancro, fornendo consigli personalizzati
Si chiama Maya – acronimo di Mirrors supporting healthier lives of adolescents and young adults after cancer – e pur sembrando un semplice specchio è, in realtà, molto di più. Dotato di un software di intelligenza artificiale all’avanguardia, lo specchio analizza la postura e i movimenti di chi vi si posiziona davanti, integrando dati biometrici raccolti da bilancia digitale, smartwatch e misuratore di pressione. Il risultato è una valutazione in tempo reale dello stato di benessere del paziente, confrontata con linee guida cliniche e casi analoghi. L’IA è in grado di fornire indicazioni su dieta, attività fisica e gestione dello stress, e di segnalare eventuali rischi che richiedano un approfondimento specialistico.
Focus sui giovani sopravvissuti al cancro
La sperimentazione italiana si svolgerà all’Irst “Dino Amadori” di Meldola (Forlì-Cesena), unico centro nazionale selezionato tra i cinque partner clinici europei, e coinvolge anche il Cnr-Istituto di scienza e tecnologia dell’informazione “Alessandro Faedo” di Pisa. Il target sono adolescenti e giovani adulti tra i 15 e i 39 anni che hanno superato una prima diagnosi di tumore. Con tassi di sopravvivenza in costante aumento – oltre l’85% a cinque anni nella fascia di età considerata – diventa fondamentale concentrarsi su prevenzione, promozione della salute e gestione delle complicanze tardive, con particolare attenzione al sistema cardiovascolare.
Verso una nuova stagione di cura
Gli sviluppatori stimano che, una volta ultimato il prototipo entro il 2028, Maya potrebbe ridurre tra il 30 e il 40% gli eventi cardiaci maggiori, limitare i ricoveri e migliorare complessivamente la qualità della vita. Secondo Pietro Cortesi, responsabile del Servizio di Cardioncologia Irst, la partecipazione al progetto offrirà ai pazienti oncologici accesso a soluzioni digitali personalizzate, essenziali per prevenire complicanze cardiache e supportare percorsi di riabilitazione mirati. La direttrice generale Irst, Cristina Marchesi, sottolinea come il progetto rappresenti un esempio di come cura e ricerca possano dialogare, estendendo la presa in carico del paziente anche oltre la fase acuta della malattia grazie a strumenti tecnologici innovativi.
L’Emilia-Romagna protagonista dell’innovazione
Per Massimo Fabi, assessore regionale alla Salute, la scelta di Meldola conferma il ruolo di eccellenza della sanità emiliano-romagnola nel contesto europeo. Le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale, secondo Fabi, saranno alleati preziosi per la prevenzione e per una medicina sempre più centrata sul paziente, valorizzando competenze professionali e capacità di innovazione. Questo progetto apre la strada a un approccio multidisciplinare e digitale alla cura dei giovani sopravvissuti al cancro, in cui la tecnologia non sostituisce il medico, ma diventa uno strumento avanzato per migliorare salute e qualità della vita.
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