I virus influenzali mutano continuamente e per questo il vaccino viene aggiornato ogni anno. L’OMS ha indicato i tre ceppi che saranno inclusi nella formulazione per la stagione 2026-2027
La stagione influenzale che si avvia alla conclusione è stata tra le più intense degli ultimi anni, con circa 14-15 milioni di persone colpite tra influenza e altri virus respiratori. I dati raccolti dalla rete globale di sorveglianza dell’influenza coordinata dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) hanno permesso agli esperti di analizzare l’andamento epidemiologico e l’evoluzione genetica dei virus circolanti. Sulla base di queste informazioni, il 27 febbraio l’OMS ha pubblicato le raccomandazioni ufficiali per la composizione del vaccino antinfluenzale 2026-2027 nell’emisfero nord, aggiornando i ceppi da includere nella nuova formulazione. L’obiettivo è mantenere alta l’efficacia della vaccinazione e ridurre il rischio di complicanze e ricoveri, soprattutto tra le persone più vulnerabili.
L’influenza resta una sfida per la salute pubblica
L’influenza continua a rappresentare uno dei principali problemi sanitari stagionali. Ogni inverno milioni di persone si ammalano e, nei casi più gravi, possono svilupparsi complicanze respiratorie o cardiovascolari che richiedono il ricovero ospedaliero.
A rendere il quadro più complesso è la circolazione contemporanea di diversi virus respiratori, che spesso condividono sintomi simili. Nella stagione appena trascorsa, oltre ai virus influenzali hanno circolato anche virus respiratorio sinciziale (RSV), metapneumovirus, rinovirus e SARS-CoV-2, contribuendo ad aumentare il numero complessivo di infezioni.
Secondo Fabrizio Pregliasco, virologo e docente di Igiene generale e applicata all’Università di Milano, questo scenario conferma quanto la prevenzione sia cruciale: la vaccinazione rimane lo strumento più efficace per ridurre casi, complicanze e ricoveri, soprattutto tra anziani, bambini piccoli e persone con patologie croniche.
Perché il vaccino deve cambiare ogni anno
A differenza di altri virus, quelli dell’influenza sono caratterizzati da una grande capacità di mutazione. Piccole variazioni nel loro patrimonio genetico possono modificare le proteine di superficie del virus, rendendo meno efficace la protezione offerta dai vaccini degli anni precedenti.
Questo fenomeno, noto come deriva antigenica, costringe la comunità scientifica a riformulare il vaccino ogni stagione. Gli scienziati analizzano costantemente i campioni raccolti nei diversi continenti per individuare le varianti emergenti che hanno maggiori probabilità di diffondersi nella stagione successiva.
Per questo motivo l’OMS pubblica due volte all’anno le raccomandazioni sulla composizione dei vaccini:
I tre ceppi scelti per il vaccino 2026-2027
Per la prossima stagione influenzale nell’emisfero settentrionale, l’OMS ha raccomandato un vaccino trivalente, basato su tre diversi ceppi virali selezionati tra quelli che hanno mostrato la maggiore diffusione negli ultimi mesi.
La nuova formulazione includerà:
Questa scelta riflette le analisi epidemiologiche globali e punta a garantire la migliore copertura possibile contro i virus più probabili della prossima stagione.
Perché si parla sempre più spesso di vaccini trivalenti
Negli ultimi anni la composizione del vaccino antinfluenzale ha subito un cambiamento importante. Storicamente molti vaccini erano quadrivalenti, cioè includevano due ceppi di virus A e due ceppi di virus B appartenenti alle linee Yamagata e Victoria.
Tuttavia il virus B/Yamagata non viene rilevato a livello globale dal 2020, probabilmente a causa delle misure adottate durante la pandemia di COVID-19 che hanno ridotto la circolazione di diversi virus respiratori.
Per questo motivo l’OMS ha indicato come riferimento principale una formulazione trivalente, anche se alcuni produttori potrebbero continuare a realizzare vaccini quadrivalenti includendo comunque entrambe le linee di virus B. Questa scelta serve a mantenere una copertura più ampia nel caso in cui il ceppo Yamagata dovesse ricomparire.
Vaccinazione e prevenzione: il messaggio resta lo stesso
Nonostante i continui aggiornamenti scientifici, il messaggio di sanità pubblica rimane invariato: vaccinarsi contro l’influenza resta la strategia più efficace per proteggere sé stessi e la comunità.
Il vaccino non solo riduce il rischio di ammalarsi, ma contribuisce anche a limitare la diffusione del virus, proteggendo indirettamente le persone più fragili che potrebbero sviluppare complicanze.
Con l’arrivo dell’autunno, le campagne vaccinali torneranno quindi al centro delle strategie di prevenzione sanitaria, con un obiettivo chiaro: ridurre l’impatto dell’influenza sulle popolazioni e sui sistemi sanitari.