Salute 5 Marzo 2026 09:31

Linfedema, 40mila nuove diagnosi l’anno in Italia: diagnosi precoce e tecnologie avanzate migliorano le cure

Il 6 marzo, in occasione del World Lymphedema Day, la Società italiana di chirurgia plastica ricostruttiva-rigenerativa ed estetica promuove una giornata di sensibilizzazione e aggiornamento scientifico

di I.F.
Linfedema, 40mila nuove diagnosi l’anno in Italia: diagnosi precoce e tecnologie avanzate migliorano le cure

Gonfiore persistente di un braccio o di una gamba, difficoltà nei movimenti, infezioni ricorrenti e un impatto significativo sulla vita quotidiana. Sono alcuni dei segnali con cui può manifestarsi il linfedema, una patologia cronica e progressiva causata dall’accumulo di linfa nei tessuti. Nel mondo si stima che a conviverci siano circa 250 milioni di persone, mentre in Italia ogni anno vengono diagnosticati circa 40mila nuovi casi. Nonostante questi numeri, la malattia rimane ancora poco conosciuta e spesso riconosciuta quando è già in fase avanzata. Proprio per accrescere l’attenzione su questa condizione, il 6 marzo – in occasione del World Lymphedema Day – la Società italiana di chirurgia plastica ricostruttiva-rigenerativa ed estetica promuove il Lymphedema Day, una giornata di informazione e confronto scientifico organizzata all’Università di Pisa.

I sintomi e le cause del linfedema

Il linfedema si manifesta con un accumulo di linfa negli arti superiori o inferiori che provoca gonfiore e riduzione della funzionalità dell’arto colpito. Le conseguenze possono essere importanti: limitazioni nei movimenti, infezioni frequenti e difficoltà nella vita sociale e lavorativa. La patologia può essere primaria, quando dipende da anomalie congenite del sistema linfatico, oppure secondaria, quando compare a seguito di altre condizioni. Tra le cause più frequenti c’è la rimozione dei linfonodi durante interventi chirurgici oncologici, ad esempio per tumore della mammella, della cervice, dell’utero o della prostata. Non di rado i sintomi compaiono a distanza di anni dall’intervento oncologico, generalmente tra uno e quattro anni dopo la chirurgia.

Il paradosso dei cancer survivors

Una parte significativa delle persone con linfedema è rappresentata da pazienti che hanno superato un tumore. Si tratta di un paradosso terapeutico: persone guarite dalla malattia oncologica che si trovano ad affrontare una nuova condizione cronica, spesso senza essere state adeguatamente informate sul rischio e sui sintomi iniziali. Per questo la sensibilizzazione e l’informazione rappresentano strumenti fondamentali per favorire una diagnosi precoce e un intervento tempestivo. Secondo gli specialisti, la gestione del linfedema dovrebbe essere il più possibile precoce e basata su un approccio multidisciplinare. Tra le strategie terapeutiche più utilizzate rientrano il controllo del peso, la fisioterapia decongestiva, il bendaggio elastico degli arti e l’utilizzo di indumenti compressivi personalizzati, che aiutano a favorire il drenaggio della linfa e a contenere il gonfiore. Questi interventi sono particolarmente efficaci nelle fasi iniziali della malattia, quando è ancora possibile rallentarne la progressione.

La microchirurgia linfatica e le nuove tecnologie

Nei casi più avanzati può essere necessario ricorrere alla chirurgia, che oggi beneficia di tecniche microchirurgiche sempre più sofisticate. Gli interventi mirano a collegare i vasi linfatici ostruiti con piccole venule, permettendo alla linfa di defluire nel sistema venoso e riducendo così l’edema. Queste procedure richiedono centri altamente specializzati e strumentazioni tecnologicamente avanzate, come microscopi ad alta risoluzione con fluorescenza integrata, ecografie ad altissima frequenza e sistemi di linfografia a fluorescenza. Tra le innovazioni più recenti si affaccia anche l’utilizzo del robot microchirurgico, che potrebbe facilitare la diffusione di queste tecniche e ridurre i tempi di formazione degli specialisti. Accanto alle innovazioni tecnologiche, gli esperti sottolineano l’importanza della consapevolezza dei pazienti. Riconoscere i primi segnali della malattia e rivolgersi tempestivamente a centri specializzati può fare la differenza nel percorso di cura. Informazione, diagnosi precoce e accesso a trattamenti sempre più mirati rappresentano oggi le principali leve per migliorare la gestione del linfedema e la qualità di vita delle persone che ne sono colpite.


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