Nuove ricerche confermano che mantenere stabile la pressione arteriosa e un peso corporeo sano può ridurre significativamente il rischio di sviluppare demenza in età avanzata
La demenza è una delle sfide sanitarie più rilevanti del nostro tempo, e gli esperti concordano che intervenire sui fattori di rischio modificabili può fare la differenza. Gli studi più recenti indicano che non conta solo la pressione arteriosa media, ma anche quanto essa fluttui nel tempo, e che anche l’obesità contribuisce in modo diretto al deterioramento cognitivo. Controllare la pressione e il peso, dunque, non è solo una strategia per il cuore: è un vero e proprio investimento per la salute del cervello.
Variabilità della pressione e declino cognitivo
Uno studio pubblicato su Nature ha dimostrato che le fluttuazioni della pressione arteriosa da visita a visita (VVV) sono associate a un peggioramento della funzione cognitiva e a un aumento del rischio di demenza. Anche in persone senza ipertensione conclamata, una pressione instabile si correla a alterazioni cerebrali strutturali, come iperintensità della sostanza bianca e infarti corticali, che possono accelerare i processi di declino cognitivo. Questi risultati suggeriscono che monitorare la stabilità pressoria nel tempo può aiutare a individuare precocemente chi è più a rischio di sviluppare forme di demenza.
Obesità, pressione alta e rischio di demenza vascolare
Un’altra analisi, pubblicata nel mese di gennaio 2026, invece, ha evidenziato il ruolo causale dell’obesità nello sviluppo di demenza, soprattutto di tipo vascolare. L’eccesso di peso agisce in parte aumentando la pressione arteriosa e danneggiando i vasi cerebrali. Gli autori dello studio stimano che una parte significativa dell’impatto dell’obesità sul rischio di demenza sia mediata proprio dall’ipertensione, sottolineando l’importanza di intervenire precocemente sul peso corporeo per proteggere il cervello.
Studi precedenti
Queste nuove evidenze si inseriscono in un quadro già tracciato da studi del 2025. I ricercatori avevano dimostrato come un controllo intensivo della pressione arteriosa potesse ridurre il rischio di demenza. Controllare la pressione sotto soglie ottimali non solo protegge il cuore, ma limita anche danni cerebrali a lungo termine, prevenendo deficit cognitivi e possibili malattie neurodegenerative. Aldilà delle peculiarità dei singoli studi, tutti sembrano convergere verso strategie concrete, accessibili e altamente efficaci nella prevenzione della demenza:
La salute del cervello dipende oggi dalle scelte quotidiane: monitoraggio regolare, attività fisica e alimentazione equilibrata non sono solo consigli generali, ma veri strumenti di tutela cognitiva.
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