La Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie denuncia i ritardi nella programmazione e nella ripartizione del Fondo nazionale per le non autosufficienze. A rischio, secondo l'associazione, ci sono servizi domiciliari, interventi socioassistenziali e sostegni economici
Dietro una procedura amministrativa che procede a rilento potrebbero nascondersi conseguenze molto concrete per migliaia di famiglie. È l’allarme lanciato dalla FISH, la Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie, che guarda con preoccupazione ai ritardi che stanno interessando la programmazione e la distribuzione del Fondo nazionale per le non autosufficienze (FNA), lo strumento da cui dipendono numerosi interventi destinati alle persone con maggiore bisogno di assistenza.Secondo la Federazione, il mancato trasferimento tempestivo delle risorse alle Regioni rischia di rallentare o bloccare la pianificazione di servizi sociali e sociosanitari, mettendo in difficoltà gli enti territoriali e compromettendo la continuità di prestazioni considerate essenziali.
Le conseguenze per le persone più fragili
Al centro della preoccupazione ci sono le persone con disabilità gravissima, gli anziani non autosufficienti e i loro caregiver, che ogni giorno fanno affidamento su sostegni domiciliari, interventi assistenziali e contributi economici per affrontare le esigenze della vita quotidiana. Per la FISH, l’assistenza non può essere esposta alle incertezze legate ai tempi della burocrazia. Quando le risorse tardano ad arrivare, spiegano dall’associazione, il rischio è che si interrompano percorsi costruiti nel tempo o che si creino ritardi nell’attivazione di interventi indispensabili per garantire autonomia, inclusione e qualità della vita. La Federazione sottolinea inoltre che, nelle situazioni più complesse, il ritardo nell’erogazione dei fondi non rappresenta soltanto un problema organizzativo, ma può incidere direttamente sulla tutela dei diritti e sulla salute delle persone coinvolte.
La richiesta: accelerare la ripartizione delle risorse
Per evitare ripercussioni sui territori, la FISH chiede che la procedura di riparto del Fondo venga completata rapidamente, consentendo alle Regioni di programmare con certezza gli interventi e di garantire continuità ai servizi già attivi. L’associazione evidenzia anche la necessità di una maggiore armonizzazione tra i tempi della programmazione nazionale e quelli della gestione regionale e locale. Senza un coordinamento efficace, infatti, le amministrazioni territoriali rischiano di trovarsi a operare in condizioni di precarietà finanziaria, costrette a ricorrere a soluzioni temporanee per mantenere servizi che dovrebbero essere garantiti in modo stabile.
Chiesto un confronto urgente con il Ministero
Per affrontare il problema in modo strutturale, la Federazione rinnova la richiesta di un incontro immediato con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. L’obiettivo è definire un meccanismo di finanziamento della non autosufficienza che sia più tempestivo, stabile e prevedibile, evitando che ogni ritardo amministrativo si traduca in nuove difficoltà per le persone con disabilità e per le loro famiglie. Per la FISH, garantire continuità alle risorse significa garantire continuità ai diritti. E quando si parla di assistenza alle persone più fragili, il fattore tempo non è una questione tecnica, ma una condizione essenziale per assicurare dignità, tutela e qualità della vita.
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