One Health 23 Febbraio 2026 10:37

Pesticidi in Europa, associazioni unite contro la deregolamentazione: “Difendiamo salute e ambiente”

Undici associazioni italiane inviano una lettera ai ministri dell’Agricoltura, della Salute e dell’Ambiente contro la proposta di regolamento “Omnibus” della Commissione Europea, che rischia di ridurre le tutele per la salute e l’ambiente

di I.F.
Pesticidi in Europa, associazioni unite contro la deregolamentazione: “Difendiamo salute e ambiente”

“Fermate la deregolamentazione e tutelate la salute pubblica e l’ambiente”: a chiederlo sono undici associazioni nazionali – tra cui ACU, AIDA, Federazione Nazionale Pro Natura, Greenpeace, ISDE-Italia Medici per l’Ambiente, Lipu, Rete Semi Rurali, Terra!, UPBio e WWF Italia – che hanno scritto ai ministri dell’Agricoltura, della Salute e dell’Ambiente per esprimere preoccupazione riguardo alla proposta di regolamento “Omnibus” sulla sicurezza di alimenti e mangimi presentata dalla Commissione Europea. Secondo le associazioni, la proposta, presentata sotto il pretesto della semplificazione normativa, rappresenta invece un arretramento per la protezione della salute pubblica e dell’ambiente. “Si rischia di smantellare un impianto normativo costruito in decenni di legislazione europea, motivato dalla crescente consapevolezza dei danni derivanti dall’uso indiscriminato dei prodotti chimici di sintesi in agricoltura”, sottolineano le organizzazioni.

Cosa prevede il provvedimento

Per le associazioni, il regolamento introduce approvazioni illimitate per le sostanze attive, eliminando le revisioni sistematiche necessarie per ritirare dal mercato pesticidi pericolosi alla luce di nuove evidenze scientifiche. Inoltre, verrebbe limitata la capacità degli Stati membri di basarsi sulle più recenti ricerche scientifiche per autorizzare prodotti fitosanitari a livello nazionale, contraddicendo giurisprudenza europea e ruolo dei governi nella tutela dei cittadini. Le associazioni segnalano anche l’allungamento dei periodi di deroga per l’uso di sostanze non più autorizzate e l’ampliamento delle eccezioni per l’impiego di pesticidi pericolosi in nome della produzione agricola, contraddicendo la gerarchia degli obiettivi dell’UE che pone salute e ambiente al primo posto. Un principio che richiama l’articolo 41 della Costituzione italiana, secondo cui l’iniziativa economica privata non può arrecare danno alla salute e all’ambiente.

Nuovi rischi per salute e ambiente

Tra le criticità indicate, le associazioni evidenziano la mancata correzione dei residui di pesticidi vietati nei prodotti importati, perpetuando un doppio standard europeo e incentivando l’uso di sostanze pericolose nei paesi terzi. Inoltre, la definizione vaga di “bio-controllo” potrebbe includere sostanze chimiche dall’impatto sconosciuto, mentre la facilitazione dell’uso dei pesticidi tramite droni solleva interrogativi su esposizione e contaminazione ambientale.

Un appello al governo italiano

“Questa proposta non semplifica ma deregolamenta, è un cavallo di Troia dell’industria chimica che, spacciandosi per favorevole agli agricoltori, tradisce le aspettative dei cittadini europei”, dichiarano le undici associazioni. Chiedono al Governo italiano di opporsi e respingere integralmente il provvedimento in tutte le sedi europee, difendendo la legislazione UE e il principio di precauzione.

Una mobilitazione europea

La lettera italiana si inserisce in un fronte già ampio a livello europeo: nel ottobre 2025, 139 organizzazioni avevano scritto alla Presidente della Commissione Ursula von der Leyen per esprimere preoccupazione contro ogni tentativo di indebolire le garanzie per la salute e l’ambiente. Le associazioni italiane ribadiscono così la necessità di mettere la tutela delle persone e dell’ambiente al di sopra dei guadagni economici, difendendo le conquiste di decenni di legislazione europea in materia di sicurezza alimentare e fitosanitaria.

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