Sanità 18 Febbraio 2026 17:23

A breve la proposta di modifica del limite reddituale per l’assegno d’invalidità civile

Allo studio del Ministro Locatelli criteri più equi e progressivi per ampliare la platea dei beneficiari e favorire l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità

di Redazione
A breve la proposta di modifica del limite reddituale per l’assegno d’invalidità civile

“Stiamo lavorando per proporre una modifica del limite reddituale per l’accesso all’assegno mensile di invalidità civile. Siamo consapevoli che questo limite va superato”. Così il Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli nel corso del question time di oggi alla Camera dei deputati.

“Abbiamo lavorato per una modifica che abbia una copertura di almeno 20 milioni di euro – ha aggiunto – l’obiettivo è superare la logica della soglia secca, introducendo criteri progressivi, evitando effetti che siano disincentivanti e migliorando l’equità complessiva del sistema”. Il riferimento è alle criticità dell’attuale meccanismo, che prevede un limite reddituale rigido: il suo superamento, anche di poco, comporta oggi la perdita totale del beneficio, con ricadute significative sulle condizioni economiche delle persone con disabilità.

Secondo quanto illustrato dal Ministro, la riforma punterebbe quindi a rendere il sistema più graduale e inclusivo, consentendo una modulazione dell’assegno in base al reddito e favorendo, al contempo, l’inserimento lavorativo senza il timore di perdere automaticamente il sostegno economico. “Questo è un impegno che porteremo avanti col primo provvedimento possibile, dopo averlo condiviso con le Associazioni, il Ministro del Lavoro e il Ministro dell’Economia”, ha precisato Locatelli.

Il progetto si inserisce in una più ampia strategia di revisione delle politiche per la disabilità, orientata non solo al sostegno economico ma anche alla valorizzazione dell’autonomia personale e professionale. “Si colloca nell’ottica di spingere anche a un’innovazione culturale verso le capacità, i talenti, le competenze di ogni persona”, ha concluso il Ministro, sottolineando la necessità di un cambio di paradigma che promuova piena partecipazione sociale e lavorativa.