I dati dell’Iss mostrano che età, mancato uso del casco, difficoltà della pista e condizioni della neve possono moltiplicare fino a sette volte la probabilità di traumi che richiedono cure ospedaliere
Piste affollate, velocità sostenute, neve ghiacciata o troppo bagnata. E poi il casco lasciato nello zaino. Sciare è uno sport affascinante, ma non privo di rischi. A ricordarlo è l’Istituto Superiore di Sanità, che attraverso il sistema di sorveglianza epidemiologica Simon – dedicato agli incidenti in montagna – ha analizzato migliaia di infortuni registrati nei comprensori di Courmayeur e Monterosa Ski. I numeri parlano chiaro: la combinazione di più fattori di rischio può aumentare fino a sette volte la probabilità che un incidente sugli sci richieda il ricorso al pronto soccorso.
Difficoltà della pista e condizioni della neve
Tra gli elementi che incidono maggiormente c’è il livello di difficoltà del tracciato. Ogni passaggio a una categoria superiore comporta un incremento del rischio di circa il 16%, con un aumento progressivo passando dalle piste più semplici a quelle più impegnative. Anche la qualità della neve gioca un ruolo determinante. Sciare su neve naturale, rispetto a quella mista con innevamento programmato, aumenta sensibilmente la probabilità di traumi. Se poi le condizioni sono sfavorevoli – ghiaccio, neve crostosa o molto bagnata – il rischio cresce ulteriormente. Le collisioni rappresentano un altro fattore critico: scontrarsi con altri sciatori o con ostacoli è molto più pericoloso rispetto a una caduta accidentale, con un incremento significativo della necessità di cure ospedaliere.
Il peso dei fattori individuali
Accanto agli elementi ambientali, incidono le caratteristiche personali. L’età più avanzata si associa a un aumento progressivo della probabilità di lesioni che richiedono assistenza medica. Ma è soprattutto il mancato utilizzo del casco a fare la differenza: non indossarlo espone a un rischio nettamente più elevato di traumi con accesso al pronto soccorso. I dati mostrano che in condizioni considerate favorevoli – adulto, casco indossato, pista facile, neve in buone condizioni e assenza di collisione – solo una minoranza degli infortunati necessita di cure ospedaliere. Quando invece si sommano età avanzata, assenza di casco e collisione, la probabilità di accesso al pronto soccorso cresce in modo marcato. Se a questi si aggiungono piste difficili e neve in cattive condizioni, il rischio può diventare oltre sette volte superiore rispetto alla situazione ideale.
La prevenzione come scelta consapevole
“I dati confermano che gli incidenti sulle piste non sono eventi casuali, ma il risultato dell’interazione tra più fattori di rischio”, sottolinea Alessio Pitidis dell’Iss. L’aspetto più rilevante è che questi fattori non si limitano a sommarsi, ma si moltiplicano tra loro. La buona notizia è che molti di questi elementi sono modificabili. Indossare il casco, scegliere piste adeguate al proprio livello tecnico, evitare di sciare in condizioni ambientali sfavorevoli e mantenere una velocità controllata sono comportamenti che possono ridurre in modo significativo la probabilità di traumi gravi. In un periodo di grande affluenza nelle località sciistiche italiane, l’invito dell’Iss è chiaro: la sicurezza sulle piste non dipende dal caso, ma da scelte consapevoli. Anche un solo accorgimento può fare la differenza tra una giornata di sport e un accesso al pronto soccorso.
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