One Health 22 Gennaio 2026 10:50

Città per i bambini, da Oms una guida per recuperare spazi sicuri

La guida "Spaces" ricorda l'importanza di una città child-friendly, in cui i bambini siano liberi di giocare e crescere in sicurezza (anche dall'inquinamento). 

di Redazione
Città per i bambini, da Oms una guida per recuperare spazi sicuri

Le città devono essere, prima di tutto, a misura di bambini: sicure, divertenti e controllate. Lo dice l’Organizzazione mondiale della Sanità tramite la pubblicazione della “Guida alla creazione di spazi pubblici urbani per i bambini – SPACES”, realizzata con Unicef e Un-Habitat, pensata per aiutare governi, urbanisti e partner a modellare i luoghi dedicati ai più piccoli nel modo corretto.

Ad oggi, oltre il 55% della popolazione mondiale vive in aree urbane, percentuale che si prevede in aumento al 68% entro il 2050. Eppure, a livello glocale, solo il 44% dei residenti urbani vive in prossimità di uno spazio pubblico aperto, che diventa il 30% tra i residenti di paesi a basso e medio reddito. Sono infatti milioni i bambini che vivono in città che non danno loro possibilità di accesso a spazi pubblici, essenziali per salute e crescita.

Con la guida, si vuole aiutare a creare strade, parchi e luoghi pubblici più sicuri e inclusivi, studiati anche per combattere la crisi climatica.

“L’accesso a spazi pubblici sicuri e inclusivi è direttamente collegato alla salute, allo sviluppo, all’apprendimento e ai legami sociali dei bambini ed è un diritto dei bambini”, spiega il dott. Etienne Krug, direttore del Dipartimento per i determinanti della salute, la promozione e la prevenzione dell’Oms.

La guida “Spaces” fornisce un quadro pratico basato su sei principi: sicurezza, gioco, accesso, salute dei bambini, equità e sostenibilità e offre indicazioni e strumenti correlati per la pianificazione, la progettazione e la gestione degli spazi pubblici.

Gli inviti all’azione contenuti nella guida includono:

  • ridurre i rischi per la sicurezza attraverso misure di moderazione del traffico, attraversamenti sicuri, percorsi ben illuminati e percorsi sicuri per raggiungere scuole, parchi e aree gioco;
  • integrare opportunità di gioco in tutti i tipi di spazi pubblici, tra cui strade, cortili, aree di quartiere e strutture pubbliche;
  • dare priorità all’accesso dove il bisogno è maggiore, utilizzando la mappatura e le valutazioni spaziali per orientare la pianificazione e gli investimenti negli insediamenti informali, ad alta densità e a basso reddito;
  • soddisfare gli standard ambientali e sanitari garantendo aria pulita, ombra, raffreddamento, materiali sicuri, corretta gestione dei rifiuti e protezione dai rischi legati al clima;
  • promuovere l’equità e l’inclusione attraverso la progettazione universale, la partecipazione della comunità e la rimozione delle barriere sociali, di genere e fisiche che limitano l’accesso dei bambini;
  • rafforzare la sostenibilità e la resilienza espandendo le infrastrutture verdi e blu, rivitalizzando i terreni sottoutilizzati e integrando spazi pubblici a misura di bambino nelle strategie per il clima e la resilienza.
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy 2030

Dati clinici e “dati di esperienza”: così Novartis porta la voce dei pazienti dentro le decisioni

Dalle barriere organizzative al burden su caregiver: l’advocacy come leva per una valutazione più completa del valore e per percorsi di cura più equi. Chiara Gnocchi per Advocacy 2...
di Corrado De Rossi Re
Advocacy e Associazioni

Giornata Mondiale del Malato: “Il prendersi cura sia responsabilità condivisa”

Il messaggio di Papa Leone XIV per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato richiama la parabola del Buon Samaritano come chiave per leggere la cura oggi. Un invito alla compassione che diventa responsab...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Fibromialgia nei LEA, FIRA: “Un passo avanti, ma resta cruciale migliorare la diagnosi”

L’inserimento della fibromialgia nei LEA rappresenta un primo riconoscimento istituzionale per i pazienti, ma resta cruciale migliorare diagnosi, percorsi di cura e personalizzazione terapeutica
di I.F.
Pandemie

Long Covid e cervello: il ruolo dell’infezione nelle complicanze neurologiche e psicologiche

Una collaborazione tra il Centro di ricerca coordinata Aldo Ravelli dell’Università Statale di Milano e università internazionali come Yale, University of California e University o...
di Viviana Franzellitti