Un nuovo studio su oltre 800mila adulti in 99 paesi mostra che più di un quarto della popolazione mondiale potrebbe essere idonea all’uso dei farmaci GLP-1 per il controllo del peso
La diffusione dell’obesità è più che raddoppiata negli ultimi trent’anni, portando con sé un aumento di malattie correlate come diabete, tumori e patologie cardiovascolari. Questa crisi di salute pubblica grava pesantemente sui sistemi sanitari e sulle economie mondiali, e richiede soluzioni innovative. Un nuovo studio, condotto dai ricercatori del Mass General Brigham di Boston, in collaborazione con la Washington University School of Medicine di St. Louis e la Rollins School of Public Health dell’Università Emory, pubblicato su The Lancet Diabetes & Endocrinology, fornisce dati aggiornati sull’uso dei farmaci GLP–1 come strumento efficace per la gestione del peso.
Analisi e risultati
Gli esperti hanno analizzato dati provenienti da 99 paesi relativi a 810.635 adulti di età compresa tra 25 e 64 anni, valutando BMI, pressione arteriosa, diabete e ipertensione. Lo studio ha stabilito che gli adulti con BMI superiore a 30, o con BMI superiore a 27 associato a ipertensione o diabete, sarebbero idonei all’uso dei GLP-1. I risultati mostrano che oltre il 27% degli adulti nel mondo rientrerebbe in questi criteri, quattro quinti dei quali provenienti da paesi a basso e medio reddito. Le percentuali più alte di idoneità si registrano in Europa e Nord America (42,8%) e nelle isole del Pacifico (41%). Donne e anziani risultano più idonei rispetto a uomini e giovani, rispettivamente il 28,5% contro il 28% e il 38,3% contro il 17,9%.
I GLP-1 come strumento trasformativo
“Non c’è mai stato uno strumento così potenzialmente trasformativo e scalabile per combattere obesità, diabete di tipo 2 e altre complicanze correlate all’eccesso di peso – sottolinea Jennifer Manne-Goehler, medico del Brigham and Women’s Hospital -. Per decenni abbiamo detto alle persone di muoversi di più e mangiare meno. Gli agonisti del recettore GLP-1 ci mostrano che la biologia è molto più potente di così”. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) riconosce il potenziale di questi farmaci e sta lavorando per renderli accessibili e standardizzati. Tuttavia, come spiegano i ricercatori, è necessario capire quante persone realmente necessitano di questi trattamenti per pianificarne la produzione e la distribuzione su scala globale.
Una questione di equità sanitaria
“L’accesso globale ai GLP-1 è una questione di equità sanitaria – afferma Felix Teufel, dell’Università Emory -. L’obiettivo è garantire l’accesso alle persone che ne trarrebbero maggior beneficio, non solo a chi è più facile da raggiungere”. Gli autori dello studio evidenziano come queste differenze socioeconomiche e di genere siano rilevanti: in Sudafrica, ad esempio, il diabete di tipo 2 è stato la principale causa di morte per le donne nel 2025. Secondo i ricercatori, in molte parti del mondo le donne e gli anziani potrebbero trarre il massimo beneficio da questi farmaci, se accessibili. Oltre a sottolineare il ruolo dei farmaci GLP-1, lo studio richiama l’attenzione sulla necessità di strategie non farmacologiche efficaci per prevenire e trattare l’obesità, ancora largamente insufficienti. L’uso dei GLP-1, affiancato a politiche mirate, potrebbe rappresentare una svolta nella lotta contro l’obesità e le malattie ad essa correlate a livello globale.
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