Salute 4 Dicembre 2025 09:18

Medicina narrativa, Iss e SIMeN: “Sei progetti sul territorio per innovare la sanità pubblica”

Dalla gestione dello stress nei contesti ad alta intensità emotiva alla produzione di contenuti digitali contro lo stigma, la medicina narrativa diventa uno strumento operativo nella sanità pubblica

di I.F.
Medicina narrativa, Iss e SIMeN: “Sei progetti sul territorio per innovare la sanità pubblica”

Dalla salute mentale alla leadership, dall’integrazione socio-sanitaria alla gestione dello stress nei contesti ad alta intensità emotiva: la medicina narrativa si dimostra sempre più uno strumento strategico per migliorare i servizi sanitari pubblici. In questo contesto, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), in collaborazione con la Società Italiana di Medicina Narrativa (SIMeN), ha selezionato sei progetti direttamente applicabili sul territorio, destinati ai responsabili dei servizi di formazione di Asl, Aziende ospedaliero-universitarie e Irccs. Come sottolinea Marco Silano, direttore del Centro nazionale malattie rare, “la formazione può essere una leva strategica per l’innovazione organizzativa del servizio pubblico, capace di generare progetti immediatamente implementabili e di valore per i territori”.

Sei progetti concreti per il territorio

I sei progetti selezionati mostrano la varietà e la concretezza della medicina narrativa applicata alla sanità:

  1. Unità di Salute Mentale: percorso narrativo per migliorare l’ascolto di pazienti e caregiver.
  2. Continuità assistenziale territoriale: progetto ispirato al DM 77/2022 per integrare percorsi sanitari e sociali.
  3. Governance e leadership: intervento per dirigenti e coordinatori volto a trasformare narrazioni e reclami in strumenti di gestione.
  4. Medicina narrativa digitale: produzione di podcast e video per ridurre lo stigma e promuovere la cultura della narrazione.
  5. Laboratorio per coordinatori infermieristici: rafforzare leadership empatica e coesione dei team.
  6. Dipartimenti di Emergenza: percorso basato su intelligenza emotiva e micro-narrazioni audio/video per gestire lo stress nei contesti ad alta intensità emotiva.

Dalla formazione all’azione

Sei partecipanti, provenienti da Toscana, Puglia, Lazio e Piemonte, hanno già inserito i progetti nei piani formativi 2026 delle rispettive organizzazioni, tra approvazioni formalizzate e processi autorizzativi in corso. Questo risultato testimonia il passaggio concreto “dalla formazione all’azione”, con impatti immediati sui contesti sanitari locali. I partecipanti hanno inoltre sottolineato come il percorso formativo sia stato un’esperienza fondamentale per la collaborazione e lo sviluppo di relazioni professionali tra colleghi.

La rete professionale come patrimonio

“La rete professionale emersa dal corso rappresenta un patrimonio da valorizzare: è anche nei legami tra colleghi che si costruisce la sostenibilità delle pratiche innovative”, afferma Amalia Egle Gentile, responsabile del Laboratorio di Health Humanities del Centro nazionale malattie rare. Marco Testa, presidente SIMeN e co-responsabile del percorso formativo, aggiunge: “La collaborazione ISS–SIMeN ha permesso di costruire percorsi formativi basati sulla narrazione e sull’esperienza, valorizzando la dimensione umana e professionale dei partecipanti”.

Strumenti immediatamente applicabili

L’iniziativa dell’ISS conferma l’impegno dell’Istituto nello sviluppo di percorsi formativi che uniscono dimensione scientifica e operativa, fornendo ai professionisti strumenti immediatamente utilizzabili per implementare attività nei propri contesti organizzativi. Il risultato è un modello replicabile e concreto di innovazione nella sanità pubblica, dove la narrazione diventa mezzo per migliorare la qualità dei servizi, sostenere i professionisti e rafforzare la centralità del paziente.

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy 2030

Dati clinici e “dati di esperienza”: così Novartis porta la voce dei pazienti dentro le decisioni

Dalle barriere organizzative al burden su caregiver: l’advocacy come leva per una valutazione più completa del valore e per percorsi di cura più equi. Chiara Gnocchi per Advocacy 2...
di Corrado De Rossi Re
Advocacy e Associazioni

Giornata Mondiale del Malato: “Il prendersi cura sia responsabilità condivisa”

Il messaggio di Papa Leone XIV per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato richiama la parabola del Buon Samaritano come chiave per leggere la cura oggi. Un invito alla compassione che diventa responsab...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Fibromialgia nei LEA, FIRA: “Un passo avanti, ma resta cruciale migliorare la diagnosi”

L’inserimento della fibromialgia nei LEA rappresenta un primo riconoscimento istituzionale per i pazienti, ma resta cruciale migliorare diagnosi, percorsi di cura e personalizzazione terapeutica
di I.F.
Pandemie

Long Covid e cervello: il ruolo dell’infezione nelle complicanze neurologiche e psicologiche

Una collaborazione tra il Centro di ricerca coordinata Aldo Ravelli dell’Università Statale di Milano e università internazionali come Yale, University of California e University o...
di Viviana Franzellitti