Salute 2 Dicembre 2025 13:15

Gravidanza, ecco come cambia (in peggio) il microbioma orale

Durante la gravidanza, il microbioma orale delle donne subisce profondi cambiamenti, diventando meno diversificato e più incline a infiammazioni: già dal secondo trimestre si osservs una riduzione dei batteri “buoni” e un aumento di specie legate all’infiammazione

di Isabella Faggiano
Gravidanza, ecco come cambia (in peggio) il microbioma orale

La gravidanza è un periodo di straordinari cambiamenti per il corpo della donna, e non riguarda solo l’utero o il peso. Anche la bocca subisce trasformazioni importanti. Secondo uno studio condotto da Yoram Louzoun dell’Università Bar-Ilan in Israele, il microbioma orale, ovvero l’ecosistema complesso di oltre 700 specie di batteri che popolano la nostra bocca, si modifica profondamente durante i nove mesi di gestazione, diventando meno diversificato e più incline a generare infiammazioni. “La gravidanza è come un’accelerazione del normale processo di invecchiamento del microbioma. In soli nove mesi si osservano cambiamenti che normalmente avverrebbero in molti anni”, spiega Louzoun.

Dal vecchio adagio alla scienza

Il vecchio detto popolare “Fai un figlio, perdi un dente” trova, dunque, conferma scientifica in un lavoro scientifico condotto da Stefan Listl, dell’Università Radboud in Olanda e pubblicato sul Journal of Epidemiology & Community Health su 34.843 persone. Lo studio ha mostrato che le mamme di tre figli hanno un rischio significativamente maggiore di perdere denti, con una media di quattro denti in meno rispetto alle donne con due figli. Questa correlazione non è solo un effetto degli ormoni: se è vero che i cambiamenti ormonali rendono le gengive più sensibili e le carie più probabili, il microbioma orale gioca un ruolo altrettanto cruciale.

Cosa cambia nella bocca delle gestanti

Nel lavoro di Louzoun, sono stati analizzati campioni di saliva di 346 donne in gravidanza, raccolti in tre momenti chiave: 11-14, 24-28 e 32-38 settimane. I dati hanno mostrato una diminuzione della diversità batterica già tra il primo e il secondo trimestre, che è proseguita fino alla fine della gravidanza.

Tra le modificazioni più rilevanti:

  • Riduzione di Akkermansia muciniphila, un batterio “buono” legato alla salute della mucosa orale.
  • Aumento di Gammaproteobacteria e Synergistota, batteri associati a infiammazione.

Un secondo esperimento su 154 donne incinte in Russia ha confermato questi cambiamenti, evidenziando che le alterazioni del microbioma sono una caratteristica comune della gravidanza, indipendentemente dal contesto geografico.

Implicazioni per salute e prevenzione

Questi cambiamenti non sono solo curiosità scientifiche: il microbioma orale alterato è stato collegato a complicanze della gravidanza. L’identificazione di un “profilo ottimale” del microbiota potrebbe diventare un indicatore utile per monitorare lo stato di salute delle gestanti. “Se riuscissimo a definire un identikit del microbiota ideale, potremmo intervenire con dieta e stili di vita per proteggere sia la salute orale sia lo sviluppo della gravidanza”, conclude Louzoun.

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