Advocacy e Associazioni 28 Novembre 2025 15:03

Conciliare cura e lavoro: welfare aziendale verso nuove frontiere del welfare di comunità

Oltre 70 adesioni al manifesto/appello presentato da CARER ETS a sostegno della conciliazione cura e lavoro

di Redazione
Conciliare cura e lavoro: welfare aziendale verso nuove frontiere del welfare di comunità

In Italia fra il 33 e il 40% dei lavoratori affianca al lavoro attività di cura di una persona cara non autosufficiente o disabile. È quindi preminente interesse delle aziende private e pubbliche, sostenere una “conciliazione di cura” per i propri dipendenti stimolando in tal senso l’innovazione dei servizi e favorendo l’accesso a servizi di informazione, di sollievo, sostegno e formazione mirati ad alleggerire il carico di cura e di stress del lavoratore caregiver. Lo sottolinea una nota di CARER ETS, l’Associazione dei cargiver familiari, a commento delle oltre 70 adesioni al manifesto/appello presentato dall’Associazione a sostegno della conciliazione cura e lavoro nell’ambito del dibattito tenutosi il 27 novembre a Bologna in occasione del Forum della Non Autosufficienza.

All’evento hanno partecipato numerosi esponenti del mondo associativo, delle imprese e delle pubbliche Istituzioni. Lalla Golfarelli, Presidente di Carer, ha aperto i lavori illustrando il “Manifesto/Appello” promosso dalla Associazione a sostegno dei Caregiver che lavorano e alla sinergia tra welfare aziendale e pubblico (cui hanno già aderito oltre settanta Enti. Associazioni, Imprese, Organizzazioni sindacali) e collocando l’iniziativa nella più ampia azione di CARER a sostegno di tutti i Caregiver e di una Legge nazionale inclusiva ed equa. In tale ottica ha richiamato l’assenza di servizi a sostegno dei caregiver e il mero contributo economico previsto dalla proposta di legge presentata dalla Ministra Locatelli a favore di soli caregiver conviventi e con una attività di cura superiore a 91 ore settimanali. Una proposta che “non risponde ai crescenti bisogni assistenziali di una popolazione che invecchia in modo esponenziale. Un bisogno di cura che ricade sulle famiglie tanto da determinare un pesante impatto  sul 40% delle lavoratrici e dei lavoratori costretti a conciliare cura e lavoro”.

Essere caregiver familiare e lavoratore dipendente comporta stress, rinunce a opportunità di carriera, conflitti familiari e difficoltà organizzative. Il tema di una nuova conciliazione “di cura “attraversa e interroga l’intero sistema del welfare assistenziale. A cominciare da una profonda riprogettazione dei servizi sociali chiamati ad essere più flessibili e a sostegno della domiciliarità”. In tal senso Tamara Calzolari Assessore ai Servizi sociali del Comune di Carpi, ha presentato le strategie innovative dei Servizi sociali del territorio caratterizzate dalla capacità di ascolto dei bisogni, di riprogettazione organizzativa e di impiego efficace delle tecnologie in un rapporto aperto fra pubblico e privato. Ma anche il privato è impegnato sul people caring e sul coinvolgimento dei lavoratori per un benessere condiviso che non può prescindere dal promuovere e sostenere le scelte delle aziende che intendono innovare il welfare aziendale   Silvia Torselli – di Jointly, ha infatti illustrato strategie e proposte per nuovi servizi di welfare aziendale orientati alla cura in cui si stanno impegnando importanti Imprese e Gruppi a livello nazionale. Proprio per questo, ha suggerito Federico Boccaletti – Vicepresidente di Anziani e non solo s.c.s,. si deve cercare un percorso di fattibilità per consentire di finalizzare le risorse messe a disposizione dal welfare aziendale per rafforzare i processi innovativi dei servizi pubblici nell’area della domiciliarità assistenziale. Ciò -e a favore della conciliazione cura e lavoro- contaminando le esperienze finora maturate, costruendo dal basso una rete di territori aperti all’innovazione che coinvolga progressivamente le PMI, le imprese artigiane e il lavoro autonomo, impegnando in forme nuove la bilateralità del settore. Ma anche le Istituzioni pubbliche e i Comuni in primo luogo possono attivare servizi di welfare per i propri dipendenti.

Angelo Grippaldi, esperto di welfare aziendale, ha sottolineato come proprio le organizzazioni pubbliche possano effettuare scelte virtuose in coerenza con la loro natura e finalità strategica. Anche la recente sentenza della Corte Europea di Giustizia sulla “discriminazione indiretta” dei caregiver che lavorano può aprire nuovi spazi a strategie aziendali di risposta proattive attraverso il dialogo sociale così come affrontato nell’intervento di Salvatore Milianta, Avvocato esperto dei diritti dei caregiver. Maria Costi. Consigliera regionale e Presidente della Commissione regionale Giovani Formazione Lavoro,dell’Emilia Romagna non ha voluto fare mancare il sostegno dell’Istituzione regionale ricordando che: “Senza il confronto costante con le associazioni, a partire da CARER ETS, in Emilia-Romagna non avremmo raggiunto risultati fondamentali: nel 2014 siamo stati la prima Regione italiana a dotarci di una legge che riconosce il ruolo del caregiving familiare nel welfare territoriale e pubblico, e abbiamo istituito, all’interno del più ampio Fondo per la Non Autosufficienza che è stato progressivamente aumentato, un Fondo regionale dedicato ai caregiver, che oggi conta 3 milioni di euro all’anno per il triennio 2025-2027. A questo si aggiungono il Gruppo regionale Caregiver e la Rete dei referenti territoriali, strumenti preziosi di coordinamento e ascolto. Ed è grazie al confronto con le associazioni se sappiamo quanto sia necessario fare di più: servono iniziative più efficaci a sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori caregiver, per riconoscerne il valore sociale, rafforzare le reti di welfare pubblico e aziendale, così come chiesto dallo stesso Manifesto di Carer, e favorire la realizzazione di un’infrastruttura informatica di supporto, su cui la Regione ha cominciato a muovere i primi passi. A monte di tutto questo, però, serve una legge nazionale. Non un “contentino”, come quello proposto dal Governo in questi giorni, ma un vero e concreto strumento di sostegno e riconoscimento per i caregiver, conviventi e non.” Ha concluso i lavori Loredana Ligabue, Segretaria di Carer, sottolineando l’importanza di una sinergia pubblico/ privato per sviluppare complementarietà strategica in grado di affrontare le epocali sfide connesse alla società dell’invecchiamento, diffondere buone pratiche e sostenere un’innovazione sociale rispondente ai bisogni di una società in forte.

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