Due persone che svolgono insieme un compito elaborano le informazioni nello stesso modo, anche se sedute schiena contro schiena. Lo mostra uno studio pubblicato su PLOS Biology
Due persone che svolgono insieme un compito elaborano le informazioni nello stesso modo, anche se sedute schiena contro schiena. Lo mostra uno studio pubblicato su PLOS Biology da Denise Moerel e colleghi della Western Sydney University, che ha analizzato l’attività cerebrale di 24 coppie impegnate a classificare forme sulla base di regole concordate in precedenza. Ogni coppia ha scelto criteri diversi – linee ondulate o dritte, spessore, contrasto o forma generale – e ha poi svolto il compito mentre elettroencefalogrammi registravano la sincronizzazione delle risposte neurali.
La condivisione di obiettivi e procedure
Nei primi 45-180 millisecondi dopo la comparsa dell’immagine tutti i partecipanti mostravano un’attività simile, legata alla percezione visiva dello stesso stimolo. Dopo 200 millisecondi, invece, l’allineamento emergeva solo nelle coppie che collaboravano seguendo le regole definite insieme, aumentando progressivamente durante l’esperimento. I ricercatori spiegano che la condivisione di obiettivi e procedure porta il cervello a rappresentare l’informazione in maniera più simile, suggerendo implicazioni per la presa di decisione collettiva e per la formazione di tradizioni e rituali nei gruppi umani.
La somiglianza cerebrale aumentava con il miglioramento della collaborazione
Ancora più rivelatore è stato l’aspetto dinamico. La somiglianza cerebrale aumentava con il miglioramento della collaborazione: più a lungo lavoravano insieme, più affinavano il loro modello mentale condiviso. In altre parole, i loro cervelli imparavano a rappresentare le informazioni in modo convergente: una dimostrazione tangibile di ciò che in psicologia è noto come quadri cognitivi condivisi . “Quando due persone imparano a lavorare insieme, i loro cervelli iniziano a rappresentare le informazioni in modo più simile, dimostrando che la collaborazione influenza il modo in cui vediamo e comprendiamo il mondo”, affermano i ricercatori. Questo studio fornisce prove empiriche di un fenomeno intuitivo: la cooperazione non solo coordina le azioni, ma anche le percezioni e i processi mentali.
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