Salute 28 Novembre 2025 09:26

BPCO, l’allarme della SIMG: “Milioni di italiani senza diagnosi!

I medici di famiglia: “Potenziare la prossimità, snellire la burocrazia e garantire ai medici di famiglia gli strumenti necessari per diagnosi tempestive e terapie personalizzate"

di I.F.
BPCO, l’allarme della SIMG: “Milioni di italiani senza diagnosi!

Una malattia che spesso non fa rumore, che si insinua lentamente nella vita dei pazienti e che, non di rado, arriva alla diagnosi quando i margini di intervento si restringono. È la Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO), patologia su cui la Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) richiama l’attenzione in occasione del suo 42° Congresso Nazionale. “I medici di famiglia sono l’avamposto più vicino ai cittadini, i primi osservatori di una patologia che continua a essere sottovalutata”, spiegano gli esperti.

La mappa della BPCO in Italia

Secondo gli ultimi dati ISTAT, la BPCO riguarda il 5,6% della popolazione adulta: oltre 3,5 milioni di persone. Una patologia che assorbe più del 55% dei decessi legati alle malattie respiratorie e che, da sola, rappresenta una delle principali voci di spesa sanitaria per ricoveri e cure. Ma la vera emergenza, denuncia la SIMG, non è nei numeri ufficiali: è nel “sommerso”. La BPCO viene spesso riconosciuta tardi, quando il paziente arriva in ambulatorio dopo l’ennesima riacutizzazione o durante un ricovero ospedaliero. Le fasi iniziali, silenziose, restano invisibili. “È proprio il sommerso che deve interrogarci, perché una diagnosi tempestiva può fare la differenza – sottolinea Andrea Zanché, responsabile SIMG dell’Area Cronicità –. Intercettare tosse persistente, espettorazione cronica, fiato corto o ridotta tolleranza allo sforzo significa modificare la storia della malattia, rallentandone la progressione e migliorando la qualità di vita”.

Medici di famiglia in prima linea

La medicina generale, ricordano i professionisti al Congresso, è la lente più efficace per riconoscere precocemente la malattia. La continuità assistenziale, la conoscenza del paziente e delle sue comorbidità rendono il medico di famiglia un pilastro nella gestione respiratoria. Fondamentale anche il ruolo delle vaccinazioni: influenza, pneumococco, Herpes Zoster e COVID-19 sono strumenti preziosi per evitare riacutizzazioni e proteggere i pazienti più fragili. “Attraverso una ricerca attiva dei soggetti a rischio, un’anamnesi strutturata e l’impiego di strumenti di screening semplici da utilizzare in ambulatorio, il medico di famiglia può individuare precocemente i pazienti a rischio – aggiunge Zanché – . La diagnosi si basa soprattutto sulla spirometria, un esame rapido e non invasivo, imprescindibile per intercettare la malattia in fase precoce. Per questo è molto importante disporre di strumenti diagnostici adeguati nei nostri studi, al fine di poter avviare subito trattamenti mirati e un’adeguata prevenzione, riducendo in modo significativo le riacutizzazioni e il ricorso ai ricoveri ospedalieri”.

Quando la burocrazia ostacola la cura

Un altro nodo critico sollevato da SIMG riguarda le restrizioni prescrittive sulle terapie inalatorie per BPCO e asma cronica. Vincoli diversi da Regione a Regione rischiano di rallentare terapie che, secondo la letteratura scientifica, andrebbero avviate fin dalle prime fasi. “Un eccesso di burocrazia rischia di rallentare cure che dovrebbero essere immediate – evidenzia Alessandro Rossi, Presidente SIMG –. Il medico di famiglia deve poter gestire in modo completo e appropriato la terapia, in piena collaborazione con pneumologi territoriali e ospedalieri, evitando disuguaglianze di accesso e migliorando l’aderenza terapeutica. Complessivamente, un modello territoriale multiprofessionale, proattivo e integrato potrebbe intercettare la malattia nelle sue fasi iniziali e prendersi cura dei pazienti con continuità. Affinché ciò avvenga, serve investire sulla prossimità, semplificare i percorsi clinici, rafforzare la dotazione diagnostica negli studi dei medici di famiglia e valorizzare appieno le loro competenze. Il risultato – conclude – consisterà in diagnosi precoci, terapie tempestive, appropriate e personalizzate”.

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy 2030

Malattie rare, dalla rete nazionale all’Europa: le sfide ancora aperte per diagnosi e cure

L’attuazione del Piano nazionale malattie rare procede, ma restano criticità su diagnosi precoce, accesso ai farmaci orfani e uniformità dei percorsi assistenziali. Il punto di Ann...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Giornata Mondiale del Malato: “Il prendersi cura sia responsabilità condivisa”

Il messaggio di Papa Leone XIV per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato richiama la parabola del Buon Samaritano come chiave per leggere la cura oggi. Un invito alla compassione che diventa responsab...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Fibromialgia nei LEA, FIRA: “Un passo avanti, ma resta cruciale migliorare la diagnosi”

L’inserimento della fibromialgia nei LEA rappresenta un primo riconoscimento istituzionale per i pazienti, ma resta cruciale migliorare diagnosi, percorsi di cura e personalizzazione terapeutica
di I.F.
Pandemie

Long Covid e cervello: il ruolo dell’infezione nelle complicanze neurologiche e psicologiche

Una collaborazione tra il Centro di ricerca coordinata Aldo Ravelli dell’Università Statale di Milano e università internazionali come Yale, University of California e University o...
di Viviana Franzellitti