Advocacy e Associazioni 10 Ottobre 2025 10:37

Salute mentale: via a campagna FIGC “Ad alta voce” con le Nazionali di calcio

In occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale, che si celebra oggi, la FIGC lancia la campagna “Ad Alta Voce” che ha l'obiettivo di richiamare l’attenzione sull'emergenza crescente nei giovani
Salute mentale: via a campagna FIGC “Ad alta voce” con le Nazionali di calcio
Oggi è la Giornata Mondiale della Salute Mentale, istituita nel 1992 e promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità: per l’occasione, la FIGC lancia la campagna “Ad Alta Voce”, che ha l’obiettivo di richiamare l’attenzione su un argomento di grande valenza sociale. Secondo i dati dell’OMS, infatti, una persona su otto nel mondo vive un disturbo legato alla salute mentale. Situazioni che possono influenzare non solo la salute fisica della persona, ma anche il suo benessere complessivo e la qualità delle sue relazioni.

Al Bambino Gesù consulenze neuropsichiatriche aumentate del 1000%

Depressione, ritiro sociale, rifiuto scolastico, autolesionismo, ansia, disturbi del comportamento alimentare, ideazione suicidaria. Nel mondo circa 1 adolescente su 7 tra i 10 e i 19 anni soffre di un disturbo mentale diagnosticato. In Europa i minori che soffrono di un problema di salute mentale sono più di 11 milioni, in Italia sono circa 2 milioni. All’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù le consulenze neuropsichiatriche presso il pronto soccorso sono passate dalle 155 del 2011 alle 1.844 del 2024. Un aumento del 1000%: da 1 consulenza ogni 2 giorni di media a circa 5 al giorno. Gli accessi per autolesionismo sono passati dai 12 del 2011 ai 709 del 2024.

Alla campagna partecipano rappresentanti delle Nazionali di calcio

La campagna, realizzata con la collaborazione della Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale della FIGC e dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, coinvolge 10 componenti delle Nazionali A femminile e maschile (5 per ciascuna Nazionale), che danno voce a pensieri e riflessioni sul tema della salute mentale raccolte tra gli atleti della DCPS (che conta circa 3000 tesserati) e tra i pazienti di neuropsichiatria dell’Ospedale romano. Per la Nazionale A femminile hanno partecipato il commissario tecnico Andrea Soncin e le calciatrici Agnese Bonfantini, Laura Giuliani, Eleonora Goldoni e Annamaria Serturini. Per la Nazionale A maschile i volti e le voci sono del ct Gennaro Gattuso e dei calciatori Manuel Locatelli, Daniel Maldini, Riccardo Orsolini e Sandro Tonali.

Una “carezza” per tutto coloro che soffrono di disagi mentali

Le frasi pronunciate dagli Azzurri si basano su esperienze autentiche, tratte dalla vita quotidiana, e riflettono il vissuto di chi affronta un disagio psicologico o una fragilità mentale. Dare visibilità a chi fa fatica a farsi ascoltare può essere utile per abbattere i tanti tabù ancora esistenti sulla salute mentale.  “La FIGC rinnova il suo impegno nel campo della sostenibilità sociale – afferma il presidente Gabriele Gravina – con un’attenzione particolare alla salute mentale, anche grazie all’impegno quotidiano svolto dalla Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale e, ovviamente, al lavoro specialistico dell’Ospedale Bambino Gesù. Con il coinvolgimento delle Azzurre e degli Azzurri, ‘Ad Alta Voce’ vuole essere una carezza verso coloro che soffrono di questi disagi e, allo stesso tempo, una forte e concreta assunzione di responsabilità. Parlare di questi argomenti, non tacerli, è l’unica modalità che, attraverso percorsi con specialisti del settore, porta ad attenuare il crescente malessere e favorisce la piena inclusione, nello sport e nella società civile”.

“Serve una rete solida per garantire ascolto e diagnosi precoce”

“Siamo profondamente grati alla FIGC per aver lanciato insieme a noi la campagna Ad Alta Voce”, dichiara il presidente del Bambino Gesù, Tiziano Onesti.Affrontare la salute mentale con trasparenza e dignità è un dovere verso le nuove generazioni. I dati ci dicono – continua – che l’emergenza cresce: in 13 anni, le consulenze psichiatriche al nostro pronto soccorso sono aumentate in modo impressionante. Oggi non possiamo più tacere. Serve una rete solida – famiglie, scuola, sport, istituzioni – per garantire ascolto, diagnosi precoce e cure a ogni bambino e adolescente in difficoltà”.

Agire con un alto senso di responsabilità

“La società, proprio come un collettivo sportivo – aggiunge Onesti – deve adottare uno schema di gioco di squadra, di sistema nel quale tutti devono agire con un alto senso di responsabilità con una enfasi particolare sulla prevenzione e sulla eliminazione o attenuazione di quei fattori, talvolta immessi per motivi economici, che possono avere notevole impatto sull’insorgenza di queste patologie. Ai genitori e agli educatori rivolgiamo un messaggio chiaro: non siete soli. Il Bambino Gesù è al vostro fianco, per accogliere, orientare e sostenere, perché nessun giovane resti indietro e ognuno possa guardare al futuro con speranza”.
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