Salute 30 Maggio 2025 11:32

Ansia adolescenziale, lo stress materno ne aumenta il rischio

Gli scienziati hanno deciso di condurre un'anali sul tema in virtù dell'incremento significativo dei disturbi d'ansia tra gli adolescenti di 12-19 anni
Ansia adolescenziale, lo stress materno ne aumenta il rischio

Lo stress materno durante la gravidanza, la qualità delle cure nei primi anni di vita e le condizioni ambientali precoci possono influenzare lo sviluppo delle funzioni esecutive e della regolazione emotiva nei bambini, contribuendo all’insorgenza dei disturbi d’ansia in età adolescenziale. Lo dimostra un recente studio pubblicato su Science e condotto dall’Università di Southampton. Gli scienziati hanno deciso di condurre un’anali sul tema in virtù dell’incremento significativo dei disturbi d’ansia tra gli adolescenti di 12-19 anni, soprattutto in Paesi come gli Stati Uniti, registrato negli ultimi anni. Solo per fare un esempio, un recente rapporto dei CDC statunitensi mostra come circa il 9,4% dei bambini e ragazzi di 3–17 anni presenti una diagnosi clinica di disturbo d’ansia, con percentuali che raggiungono quasi il 20% durante l’adolescenza. Questo aumento non può essere completamente attribuito a eventi stressanti recenti, come la pandemia, suggerendo l’influenza di fattori più profondi e a lungo termine.

L’influenza delle esperienze ‘precoci’

Lo studio sottolinea che le condizioni ambientali nelle prime fasi della vita, a partire dalla gravidanza, possono plasmare in modo significativo il cervello in via di sviluppo, in particolare i sistemi responsabili della regolazione emotiva e del funzionamento esecutivo. Gli autori suggeriscono che questi segnali precoci possano “preparare” i bambini alle avversità. Tuttavia, se le minacce previste non si materializzano durante la crescita, queste risposte emotive accentuate possono portare a disturbi d’ansia, soprattutto nell’adolescenza. Questo disallineamento è ulteriormente aggravato dai rapidi e dinamici cambiamenti sociali e tecnologici che i giovani si trovano ad affrontare.

Verso una prevenzione efficace

Gli autori dello studio evidenziano la necessità di adottare approcci preventivi che considerino l’intero arco della vita. È fondamentale un sostegno coeso ai genitori e ai caregiver, nonché un’attenzione particolare agli anni della prima infanzia da parte dei responsabili politici nei settori della salute, dell’istruzione e dell’assistenza sociale. Interventi mirati in queste fasi cruciali possono contribuire a ridurre l’incidenza dei disturbi d’ansia tra i giovani.

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

 

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy 2030

Malattie rare, dalla rete nazionale all’Europa: le sfide ancora aperte per diagnosi e cure

L’attuazione del Piano nazionale malattie rare procede, ma restano criticità su diagnosi precoce, accesso ai farmaci orfani e uniformità dei percorsi assistenziali. Il punto di Ann...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Giornata Mondiale del Malato: “Il prendersi cura sia responsabilità condivisa”

Il messaggio di Papa Leone XIV per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato richiama la parabola del Buon Samaritano come chiave per leggere la cura oggi. Un invito alla compassione che diventa responsab...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Fibromialgia nei LEA, FIRA: “Un passo avanti, ma resta cruciale migliorare la diagnosi”

L’inserimento della fibromialgia nei LEA rappresenta un primo riconoscimento istituzionale per i pazienti, ma resta cruciale migliorare diagnosi, percorsi di cura e personalizzazione terapeutica
di I.F.
Pandemie

Long Covid e cervello: il ruolo dell’infezione nelle complicanze neurologiche e psicologiche

Una collaborazione tra il Centro di ricerca coordinata Aldo Ravelli dell’Università Statale di Milano e università internazionali come Yale, University of California e University o...
di Viviana Franzellitti