Salute 23 Gennaio 2024 16:48

Alzheimer, diagnosi precoce con un esame del sangue: una possibilità sempre più vicina

Il ricercatore: "È impressionante che i dati emersi dalla semplice analisi del sangue siano uguali a quelli dell'esame ben più invasivo nel mostrare l' Alzheimer e la sua progressione"
Alzheimer, diagnosi precoce con un esame del sangue: una possibilità sempre più vicina

Diagnosticare precocemente il morbo di Alzheimer con una semplice analisi del sangue è una possibilità che appare sempre più vicina. A trasformare il sogno di molti scienziati in realtà potrebbe essere una proteina, la p-tau217, presente nel sangue anche nei primissimi stadi di sviluppo e prima che si manifestino i sintomi. Un nuovo studio, appena pubblicato sulla rivista JAMA Neurology, dimostra infatti il suo ruolo chiave come bio-marcatore chiave della malattia.

Alzheimer, come si fa la diagnosi

Attualmente la diagnosi dell’Alzheimer avviene solo con l’identificazione di livelli elevati della proteina beta-amiloide, che aumenta nel cervello dei malati. Ma il metodo per individuarne la presenza comporta una analisi invasiva del liquido cerebrospinale tramite puntura lombare. Lo studio ha incluso 786 partecipanti con un’età media di 66,3 anni, tra cui 504 femmine e 282 maschi. La ricerca indica che l’esame del sangue è accurato nel 96% dei casi nell’ individuare la presenza della proteina beta-amiloide e nel 98% dei casi nell’identificare i livelli elevati della proteina p-tau-217. I risultati sono stati confermati dai test del liquido cerebrospinale condotto sugli stessi soggetti.

Il parere dei ricercatori

“È  impressionante che i dati emersi dalla semplice analisi del sangue siano uguali a quelli dell’esame ben più invasivo nel mostrare l’ Alzheimer e la sua progressione”, commenta uno degli autori della ricerca, Nicholas Ashton, professore di Chimica neurologica all’università svedese di Goteborg. I ricercatori rilevano che “I risultati ottenuti dimostrano l’importante ruolo giocato dalla proteina p-tau-217 come possibile screening iniziale dell’ Alzheimer, che potrà aiutare a selezionare i pazienti da sottoporre a immunoterapie o altre terapie per rallentare la progressione della malattia”. Secondo Richard Isaacson, direttore dell’ Istituto per le malattie neuro-degenerative della Florida, “questa analisi del sangue per la presenza della proteina p-tau-217 ci porta sempre più vicini allo sviluppo di un singolo esame del sangue per la diagnosi della malattia quando è ancora asintomatica”.

 

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