Salute 26 Maggio 2026 13:13

Un cerotto a ultrasuoni per controllare il feto durante le gravidanze difficili

Il cerotto morbido sviluppato dai ricercatori dell’UC San Diego permette di seguire anatomia e flusso sanguigno fetale anche durante i movimenti.

di Arnaldo Iodice
Un cerotto a ultrasuoni per controllare il feto durante le gravidanze difficili

Un cerotto ecografico morbido e indossabile potrebbe aprire una nuova fase nell’assistenza alle gravidanze a rischio. A svilupparlo sono stati gli ingegneri dell’Università della California di San Diego, che hanno messo a punto un dispositivo capace di monitorare continuamente il feto per diverse ore, anche quando il bambino e il cordone ombelicale si muovono durante la gravidanza. Lo studio è stato pubblicato su Nature Biotechnology. Durante i test clinici, il cerotto ha rilevato segnali fetali anomali prolungati in un caso specifico, contribuendo alla decisione di anticipare il parto con cesareo: secondo i ricercatori, questo intervento potrebbe aver aiutato a salvare la vita del bambino. La tecnologia è stata valutata in uno studio clinico multicentrico presso il Jacobs Medical Center dell’UC San Diego Health e il John Radcliffe Hospital dell’Università di Oxford, su 62 gravidanze sane e complicate.

Come funziona il dispositivo e perché è diverso dalle ecografie tradizionali

Il limite principale delle ecografie prenatali tradizionali è che offrono, nella maggior parte dei casi, un’immagine circoscritta nel tempo della salute fetale. Sono controlli importanti, ma brevi, e richiedono la presenza di operatori qualificati in grado di guidare manualmente la sonda ecografica. Il nuovo cerotto, invece, è pensato per aderire al corpo della madre e restare in posizione, monitorando in tempo reale l’anatomia e il flusso sanguigno del bambino senza bisogno di un controllo manuale continuo.

La sfida più complessa riguarda il movimento costante del feto e del cordone ombelicale. Per superarla, i ricercatori hanno sviluppato algoritmi di tracciamento autonomo capaci di identificare e seguire il cordone durante gli spostamenti. In questo modo il dispositivo può mantenere misurazioni stabili anche quando cambiano la posizione della madre o quella del feto. Secondo il team, proprio la continuità del monitoraggio permette di osservare fluttuazioni dinamiche del flusso sanguigno che potrebbero sfuggire alle ecografie convenzionali.

Un possibile aiuto nelle gravidanze complicate e nei contesti con meno risorse

L’obiettivo non è sostituire il medico, ma dargli uno strumento in più, soprattutto quando la gravidanza presenta fattori di rischio. Il monitoraggio continuo potrebbe rivelarsi utile in condizioni come preeclampsia, ipertensione, diabete gestazionale e anomalie della crescita fetale, tutte situazioni incluse nella valutazione clinica del dispositivo insieme a gravidanze sane. In questi casi, cogliere precocemente segnali anomali può fare la differenza tra un intervento tempestivo e una complicanza riconosciuta troppo tardi. Il caso riportato dai ricercatori, con parto avvenuto a 29 settimane dopo il rilevamento di un’anomalia, mostra il potenziale pratico della tecnologia.

C’è poi un altro aspetto rilevante: l’accesso alle cure. In molti contesti con risorse limitate, il monitoraggio fetale prolungato e la disponibilità di ecografisti esperti non sono garantiti. Un dispositivo indossabile, autonomo e potenzialmente wireless potrebbe allargare la possibilità di controllo prenatale anche fuori dai grandi centri specializzati.

Resta però decisivo il passaggio dalla sperimentazione alla pratica clinica: serviranno ulteriori verifiche, sistemi elettronici compatti e protocolli chiari per stabilire quando e come usare questi dati nel percorso assistenziale.

Dalla ricerca sui dispositivi indossabili alla futura versione wireless

Il progetto nasce da oltre dieci anni di ricerca del laboratorio guidato da Sheng Xu, docente esperto di ingegneria chimica e nanotecnologia, che ha lavorato allo sviluppo di tecnologie ecografiche indossabili per diverse applicazioni sanitarie. Tra queste figurano il monitoraggio non invasivo della pressione sanguigna centrale, il controllo cardiaco mobile e persino l’impiego di gesti quotidiani per comandare dispositivi robotici. Nel nuovo studio, le misurazioni del cerotto sono risultate strettamente coerenti con quelle ottenute tramite dispositivi ecografici portatili standard. Il prossimo passo sarà integrare il cerotto in un sistema elettronico compatto, capace di funzionare in modalità wireless.

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