Advocacy e Associazioni 4 Febbraio 2026 15:59

Umanizzazione delle cure oncologiche: dal caring massage alla realtà virtuale

Non solo bisturi: all’Irccs di Candiolo la lotta contro il cancro passa anche da programmi di pet therapy, mindfulness e musicoterapia, percorsi integrati che affiancano le cure oncologiche tradizionali per migliorare il benessere psicofisico dei pazienti e ridurre stress, ansia e isolamento legati alla malattia

di Viviana Franzellitti
Umanizzazione delle cure oncologiche: dal caring massage alla realtà virtuale

All’IRCCS di Candiolo, situato a Candiolo, in provincia di Torino, la cura del cancro va oltre bisturi, farmaci e tecnologie di ultima generazione. L’Istituto è un IRCCS (Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) specializzato nella cura e nella ricerca sui tumori, dove la medicina tradizionale si integra con iniziative di umanizzazione delle cure. L’obiettivo è migliorare il benessere psicofisico dei pazienti, ridurre stress, ansia e isolamento e offrire un supporto concreto anche ai caregiver. Il progetto Candiolo Cares, sostenuto dalla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro (FPRC), rappresenta un ecosistema di cura unico in Italia, che mette al centro l’ambito esistenziale del paziente. Come sottolinea il direttore generale Salvatore Nieddu, “Ogni iniziativa non è solo un gesto di supporto, ma parte di un progetto di ricerca strutturato: analizziamo i risultati in modo scientifico per valutare i benefici reali sulla salute psico-fisica dei pazienti e sullo stress emotivo dei caregiver”.

Caring massage: il contatto che cura
Tra le novità più significative c’è il caring massage, un massaggio manuale a pressione moderata eseguito da infermieri specializzati. Non si tratta di un massaggio estetico o fisioterapico, ma di una tecnica che unisce manipolazioni mirate e approccio empatico, in grado di ridurre ansia e dolore e migliorare il sonno. Come spiega il direttore sanitario Piero Fenu, “Le evidenze scientifiche internazionali confermano che il massaggio in ambito oncologico è una terapia di supporto straordinaria. A Candiolo, questa pratica diventa un momento di fiducia profonda tra infermiere e paziente. L’infermiere utilizza il contatto fisico come veicolo di sollievo, trasformando la manipolazione della cute e dei muscoli in un gesto di vicinanza emotiva che rilassa il paziente e ne fortifica lo spirito”. Sempre nell’ottica della qualità della vita, l’Istituto promuove anche l’utilizzo dei caschetti refrigerati, fondamentali per contrastare la caduta dei capelli durante la chemioterapia e ridurre l’impatto psicologico della malattia sull’immagine corporea dei pazienti.

Tecnologia, pet therapy e laboratori creativi
Per rendere più sopportabili le lunghe sedute di chemioterapia, i pazienti possono utilizzare visori di realtà virtuale, che li proiettano in viaggi digitali, documentari o tecniche di relax guidato. L’umanizzazione delle cure passa anche attraverso pet therapy con cani e gatti, musicoterapia e laboratori teatrali e creativi, che favoriscono condivisione, sostegno emotivo e senso di comunità, migliorando il benessere psicologico dei pazienti e offrendo supporto anche ai caregiver. Il percorso di cura si estende oltre il paziente, toccando ogni aspetto della vita quotidiana: dagli sportelli psicologici dedicati ai caregiver, ai servizi di salute sessuale, fino ai corsi di mindfulness, pilates e ai laboratori di trucco per ritrovare fiducia nel proprio aspetto.

Coinvolgimento diretto dei pazienti e ricerca scientifica
Da un anno e mezzo è operativo il Board dei pazienti, un team consultivo formato da chi ha vissuto o sta vivendo percorsi di cura presso l’Istituto. “La sanità è fatta da professionisti eccellenti, ma ci sono persone che hanno un titolo diverso e preziosissimo: sono i ‘laureati in sofferenza’ – spiega Fenu -. Grazie a loro abbiamo ripensato servizi, processi di prenotazione e materiali informativi, integrando stabilmente il punto di vista del paziente nelle decisioni clinico-organizzative”. Il progetto ha l’obiettivo di mettere al centro la persona, migliorare l’esperienza di cura e integrare la ricerca scientifica nei percorsi clinici. Ogni intervento viene monitorato e studiato per valutarne l’impatto su ansia, dolore, qualità del sonno e benessere complessivo dei pazienti, creando dati concreti per migliorare continuamente le pratiche adottate.

Risultati e gestione del progetto
Le iniziative di Candiolo Cares hanno dimostrato riduzione di ansia e dolore nei pazienti, miglioramento della qualità del sonno, maggiore fiducia e relazione tra paziente e infermiere, e sostegno emotivo e sociale grazie a laboratori, pet therapy e musicoterapia. Il progetto è coordinato dall’IRCCS Candiolo, sotto la guida del direttore generale Salvatore Nieddu e del direttore sanitario Piero Fenu, con il sostegno scientifico e finanziario della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro (FPRC), e coinvolge infermieri specializzati, operatori di pet therapy, musicoterapisti e volontari, creando un modello integrato di assistenza e ricerca.

Impegno della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro
A quarant’anni dalla sua nascita, la FPRC rinnova il suo impegno nel progetto Candiolo Cares, sostenendo una ricerca che non sia solo di laboratorio ma che si traduca immediatamente in una migliore qualità della vita dei pazienti. Come sottolinea la presidente Allegra Agnelli, “Celebrare il World Cancer Day con questi risultati scientifici e umani conferma che la nostra vision continua a essere fondamentale per una realtà che ha l’ambizione di essere un punto di riferimento nazionale e internazionale”.

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