Il progetto europeo valuterà in Fase I una strategia terapeutica mai sperimentata prima nell’uomo.
Una nuova strategia immunoterapica contro uno dei tumori cerebrali pediatrici più aggressivi. È l’obiettivo di EPICA-DIPG, ((European Paediatric Immunotherapy Trial with Combinatory Advanced Therapy Medicinal Products for DIPG) nuovo consorzio europeo di ricerca nato nell’ambito della Missione Cancro di Horizon Europe e coordinato dall’Institut de Recerca Sant Joan de Déu Barcelona.
Il progetto, della durata di cinque anni, coinvolge anche l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù IRCCS di Roma e punta a valutare, attraverso uno studio clinico di Fase I, una nuova immunoterapia combinatoria destinata a bambini e adolescenti con glioma pontino intrinseco diffuso (DIPG).
Si tratta di una terapia ancora sperimentale e che, in questa forma, non è mai stata testata nell’uomo. L’obiettivo principale dello studio sarà valutarne la sicurezza, insieme alla fattibilità, raccogliendo dati utili a orientare le successive fasi della ricerca clinica e traslazionale.
DIPG, oltre 300 nuovi casi ogni anno in Europa
Il glioma pontino intrinseco diffuso è il più frequente tumore pediatrico del tronco encefalico ed è tra le neoplasie pediatriche con la mortalità più elevata.
Ogni anno in Europa vengono diagnosticati oltre 300 nuovi casi, generalmente in bambini di circa sette anni.
Il tumore si sviluppa nel ponte, una regione del tronco encefalico coinvolta in funzioni essenziali come movimento, respirazione e deglutizione, e presenta una progressione rapida.
La crescita diffusa nel tessuto cerebrale sano rende impossibile l’asportazione chirurgica, mentre i trattamenti oncologici convenzionali si sono dimostrati inefficaci. La radioterapia focale resta il principale trattamento disponibile e può determinare un sollievo temporaneo dei sintomi, ma non è curativa.
Secondo i dati riportati dal progetto, meno del 10% dei bambini sopravvive per due anni dalla diagnosi e meno dell’1% raggiunge i cinque anni.
Studio clinico, biomarcatori e monitoraggio della risposta
EPICA-DIPG non si limiterà alla sperimentazione della terapia. Il progetto svilupperà anche una strategia diagnostica complementare per monitorare in maniera minimamente invasiva e in tempo reale la risposta immunitaria e il carico di malattia durante il trattamento.
Il consorzio lavorerà all’identificazione e alla validazione di biomarcatori rilevanti, con l’obiettivo di comprendere se la terapia determini modificazioni della risposta immunitaria e come il tumore reagisca al trattamento.
L’intento è integrare terapia, monitoraggio e interpretazione dei risultati in maniera uniforme nei diversi centri coinvolti.
Bambino Gesù tra i centri che recluteranno i pazienti
Il reclutamento dei pazienti coinvolgerà tre centri europei: il Pediatric Cancer Center Barcelona del Sant Joan de Déu Barcelona Children’s Hospital, l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù in Italia e il Princess Máxima Center nei Paesi Bassi.
«EPICA-DIPG non si limita a chiedersi se sia possibile sperimentare una nuova strategia terapeutica, ma anche se l’intero percorso che la accompagna possa essere portato su una scala più ampia», spiega Andrés Morales La Madrid, Principal Investigator del progetto e membro del Pediatric Cancer Center Barcelona.
Per un tumore raro come il DIPG, sottolinea Morales La Madrid, è necessario considerare insieme «lo studio clinico, gli strumenti di monitoraggio, la preparazione regolatoria e il modello di distribuzione», così da produrre evidenze realmente utilizzabili.
Il ruolo delle associazioni di pazienti
Il consorzio riunisce centri di oncologia pediatrica, organizzazioni di ricerca, esperti regolatori, specialisti nella valutazione delle tecnologie sanitarie, partner della comunicazione e associazioni di pazienti di Spagna, Italia e Paesi Bassi.
Tra queste figurano Pulseras Candela, Fondazione Il Coraggio dei Bambini e Vereniging Kinderkanker Nederland.
Le associazioni, insieme ai rappresentanti delle famiglie e ai caregiver, contribuiranno alla progettazione, alla revisione e alla valutazione continua del protocollo clinico e dei materiali destinati ai pazienti.
L’obiettivo è rendere lo studio comprensibile, solido sul piano etico e attento all’esperienza concreta dei bambini e delle famiglie.
«Le famiglie portano con sé conoscenze e punti di vista maturati attraverso la loro esperienza con il DIPG e con le difficoltà che si trovano ad affrontare», afferma Alessandro Cannolicchio, presidente della Fondazione Il Coraggio dei Bambini.
Il loro coinvolgimento, aggiunge, può aiutare il progetto a comprendere meglio le domande e le preoccupazioni delle famiglie e a comunicare l’incertezza in maniera aperta, trasparente e sensibile nei momenti in cui è necessario prendere decisioni difficili.
Un modello europeo per produrre e distribuire terapie avanzate
Un altro elemento centrale del progetto riguarda la produzione e la distribuzione dei medicinali per terapie avanzate, trattamenti complessi e costosi da realizzare, soprattutto quando il numero dei pazienti è limitato e la capacità produttiva è concentrata in pochi centri.
EPICA-DIPG sperimenterà un modello nel quale le terapie vengono prodotte centralmente in strutture accademiche specializzate conformi alle GMP e successivamente inviate agli ospedali partecipanti.
Il progetto valuterà così se un sistema con reclutamento decentralizzato dei pazienti e produzione centralizzata delle terapie possa funzionare in maniera affidabile anche nei centri privi di una propria capacità produttiva.
L’obiettivo è capire se questo modello possa contribuire, in prospettiva, a rendere più accessibili trattamenti avanzati particolarmente complessi e costosi.
EPICA-DIPG punta dunque a integrare sperimentazione clinica, diagnostica, regolamentazione e logistica in un unico percorso di ricerca. Se il progetto riuscirà a produrre le evidenze attese, i risultati potranno orientare le successive fasi di sviluppo clinico e fornire indicazioni utili anche per altri modelli di ricerca accademica sulle terapie avanzate nei tumori pediatrici rari.