Prevenzione 5 Febbraio 2026 12:05

Tumori e fertilità, Sidr: “Prevenzione e diagnosi precoce proteggono il futuro riproduttivo”

I tumori ginecologici sono poco considerati nei percorsi di screening e sulle tecniche di crioconservazione di ovociti e tessuto ovarico che preservano il progetto riproduttivo prima delle cure

di Viviana Franzellitti
Tumori e fertilità, Sidr: “Prevenzione e diagnosi precoce proteggono il futuro riproduttivo”

La prevenzione oncologica e la diagnosi precoce non sono strumenti che salvano solo la vita: per molte giovani donne rappresentano anche la chiave per proteggere la propria fertilità e il futuro riproduttivo. Secondo la Società italiana della riproduzione (Sidr), troppe pazienti trascurano i controlli per i tumori ginecologici, ancora poco considerati nei percorsi di screening, rischiando non solo la salute ma anche la possibilità di avere figli. Oggi, però, la medicina offre opzioni concrete per non rinunciare al progetto riproduttivo, come la crioconservazione di ovociti o tessuto ovarico, mentre un approccio multidisciplinare coordinato tra ginecologi, oncologi e specialisti della riproduzione può guidare le pazienti fin dalla diagnosi. Rimane urgente, inoltre, ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso a questi servizi, garantendo pari opportunità di cura in tutto il Paese.

Diagnosi precoce: una doppia protezione
Individuare un tumore in fase iniziale significa non solo salvare vite, ma anche creare le condizioni per preservare la fertilità. “La prevenzione permette alle donne di affrontare eventuali diagnosi con maggiore consapevolezza e di pianificare strategie per proteggere il proprio futuro riproduttivo”, spiega Ermanno Greco, presidente Sidr.

Crioconservazione e fecondazione assistita
Oggi la scienza mette a disposizione strumenti concreti. La crioconservazione di ovociti o tessuto ovarico consente di proteggere la fertilità prima dei trattamenti oncologici. Studi recenti confermano che la stimolazione ormonale utilizzata nei protocolli di fecondazione assistita non aumenta il rischio di tumori ginecologici. Per chi ha familiarità con mutazioni genetiche ad alto rischio, test mirati e la diagnosi genetica preimpianto consentono di ridurre la possibilità di trasmettere mutazioni come BRCA1/2 o sindrome di Lynch.

Multidisciplinarità e accesso equo ai servizi
Affiancare le pazienti richiede un coordinamento tra ginecologi, oncologi e specialisti della riproduzione, con percorsi personalizzati già dalla diagnosi. Tuttavia, l’accesso ai servizi di preservazione della fertilità varia da regione a regione, creando disuguaglianze che rischiano di compromettere le stesse opportunità di cura su tutto il territorio nazionale.

Prevenzione come leva per la vita e la fertilità
Conoscere lo stato di salute e intervenire tempestivamente permette di ottimizzare i trattamenti e migliorare la qualità della vita. La prevenzione oncologica, dunque, non salva solo la vita: tutela anche il futuro riproduttivo delle pazienti, dando loro la possibilità di realizzare i propri progetti familiari dopo la malattia.

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