Dall’alleanza tra Fondazione Umberto Veronesi ETS e FICOG un bando da un milione per studi clinici su una neoplasia a prognosi difficile, con diagnosi in aumento di quasi 800 casi
L’aumento costante dei casi di tumore del pancreas in Italia accende i riflettori su una delle sfide più complesse dell’oncologia contemporanea. A fronte di numeri in crescita e di una prognosi ancora severa, il mondo della ricerca prova a reagire con un’alleanza strategica tra Fondazione Umberto Veronesi ETS e FICOG. Il primo risultato concreto è un bando nazionale che punta a sostenere studi clinici indipendenti, con l’obiettivo di migliorare le opzioni terapeutiche e la qualità di vita dei pazienti. Un’iniziativa che arriva in un momento cruciale, segnato da un bisogno urgente di innovazione scientifica e clinica.
Un tumore in crescita: i numeri in Italia
Nel 2025 si stimano 14.270 nuove diagnosi di tumore del pancreas in Italia, in aumento rispetto alle circa 13.500 del 2024. Un incremento significativo, che conferma un trend opposto rispetto a molte altre neoplasie, dove incidenza e mortalità sono in calo grazie alla prevenzione e ai progressi terapeutici. A rendere più critica la situazione è il fatto che solo un paziente su cinque riceve una diagnosi in fase precoce, quando è ancora possibile intervenire chirurgicamente. Nella maggior parte dei casi, infatti, la malattia viene individuata in stadio avanzato, limitando le possibilità di cura. Nonostante questo scenario, emergono anche segnali incoraggianti: aumenta il numero di persone che vivono dopo la diagnosi, segno che la ricerca e le terapie stanno producendo effetti concreti, anche se ancora insufficienti.
Prognosi difficile e sopravvivenza ancora bassa
Il tumore del pancreas resta tra le neoplasie con la prognosi più sfavorevole. La sopravvivenza a cinque anni si attesta intorno all’11% negli uomini e al 12% nelle donne, dati che evidenziano un gap ancora ampio rispetto ad altri tumori.
Le difficoltà sono legate a diversi fattori:
Per questo motivo, la comunità scientifica considera questa patologia una priorità assoluta per la ricerca oncologica.
Un’alleanza strategica per la ricerca indipendente
Per rispondere a questa urgenza nasce la collaborazione tra Fondazione Veronesi e FICOG, una rete che riunisce i principali gruppi oncologici cooperativi italiani. L’obiettivo è indirizzare risorse e competenze verso le aree con maggior bisogno clinico insoddisfatto. Come sottolinea Paolo Veronesi, presidente della Fondazione, la ricerca rappresenta lo strumento più potente per migliorare la vita dei pazienti. E l’alleanza punta proprio a rafforzare la ricerca clinica indipendente, spesso meno sostenuta rispetto a quella legata allo sviluppo industriale dei farmaci, ma fondamentale per rispondere a domande ancora aperte nella pratica clinica.
Il bando: fino a un milione per uno studio clinico
Il primo passo concreto è il bando nazionale dedicato al tumore del pancreas, attivo dal 20 aprile al 15 giugno 2026. L’iniziativa mette a disposizione fino a un milione di euro per finanziare uno studio clinico indipendente della durata massima di 36 mesi.
L’obiettivo è sostenere progetti capaci di:
Si tratta di un investimento mirato, pensato per colmare le lacune ancora presenti nella gestione della malattia.
Il ruolo degli studi indipendenti
Secondo Giuseppe Procopio, presidente FICOG, gli studi clinici indipendenti sono essenziali per esplorare nuove strategie terapeutiche. Dopo l’approvazione dei farmaci, infatti, restano aperti molti interrogativi su come utilizzarli al meglio nella pratica reale. Questi studi permettono di valutare combinazioni e sequenze di terapie, ottimizzare l’efficacia dei trattamenti e adattare le cure ai diversi profili di paziente. Si tratta di un lavoro complesso che richiede iniziativa accademica e risorse dedicate, spesso difficili da reperire senza programmi di finanziamento specifici.
Una sfida ancora aperta per l’oncologia
Nonostante i progressi degli ultimi anni, dunque, il tumore del pancreas continua a rappresentare una delle sfide più complesse per la medicina. Le possibilità di guarigione restano limitate e il bisogno di innovazione è elevato. Investire in questa area significa puntare su una ricerca ad alto impatto, capace di cambiare concretamente le prospettive di cura. La scelta di partire da qui, da parte della Fondazione Veronesi e di FICOG, riflette un approccio strategico: concentrare gli sforzi dove il divario tra bisogni e soluzioni è più ampio.
Ricerca e collaborazione: la chiave per il futuro
L’iniziativa segna un cambio di passo: non solo finanziamento, ma anche indirizzo scientifico e costruzione di reti collaborative. Come evidenzia Valentina Gambino, coordinatrice delle piattaforme di ricerca e cura di Fondazione Umberto Veronesi ETS, il valore aggiunto sta proprio nella capacità di mettere in connessione competenze multidisciplinari e monitorare i risultati. In un contesto in cui alcune neoplasie hanno beneficiato di grandi progressi, il tumore del pancreas resta indietro. Colmare questo gap richiede visione, investimenti e cooperazione. E oggi, più che mai, la ricerca rappresenta la principale speranza per i pazienti.
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