Salute 29 Maggio 2026 11:14

Spossatezza continua? Potrebbe dipendere anche da B12 e folati

La ricerca dell’Università Metropolitana di Osaka suggerisce che carenze vitaminiche e omocisteina elevata possano influire sui livelli di energia.

di Arnaldo Iodice
Spossatezza continua? Potrebbe dipendere anche da B12 e folati

La stanchezza cronica non sempre nasce solo da stress, insonnia o carichi di lavoro eccessivi. Secondo uno studio giapponese, anche bassi livelli di vitamina B12 e folati, cioè vitamina B9, potrebbero contribuire alla sensazione persistente di affaticamento e alla perdita di motivazione, perfino in persone considerate sane.

La ricerca è stata condotta da un team guidato dal professor Hiroaki Kanouchi, della Facoltà di Scienze della Vita Umana ed Ecologia dell’Università Metropolitana di Osaka, e pubblicata sulla rivista Nutrients. Gli studiosi hanno analizzato circa 600 adulti giapponesi sani, misurando nel sangue i livelli di omocisteina, folati e vitamina B12. L’omocisteina è una sostanza che tende ad aumentare quando l’organismo presenta carenze di questi nutrienti. I partecipanti sono stati poi valutati attraverso la Chalder Fatigue Scale e una scala analogica visiva, strumenti utilizzati per misurare stanchezza e motivazione.

Il ruolo dell’omocisteina nei livelli di energia

Il dato centrale emerso dallo studio riguarda il legame tra livelli più alti di omocisteina e livelli più bassi di vitamina B12 e folati. Questa associazione è stata osservata indipendentemente dal sesso dei partecipanti, suggerendo che la disponibilità di questi nutrienti possa incidere su alcuni meccanismi biologici collegati all’energia percepita. I ricercatori hanno poi approfondito il rapporto tra omocisteina, stanchezza e motivazione distinguendo tra uomini e donne. L’analisi ha tenuto conto di diversi fattori potenzialmente confondenti, tra cui età, durata del sonno, carico di lavoro e abitudini alimentari.

Nei maschi, livelli più elevati di omocisteina sono risultati associati a una maggiore probabilità di riferire stanchezza fisica. Nelle donne, invece, l’associazione più evidente è stata con una minore motivazione. Il risultato è interessante perché sposta l’attenzione da una spiegazione puramente psicologica o comportamentale della stanchezza a una possibile componente nutrizionale. Non significa che ogni forma di spossatezza dipenda da una carenza vitaminica, né che B12 e folati siano una soluzione automatica. Indica però che, in alcuni casi, la fatica persistente potrebbe essere il segnale di un equilibrio metabolico non ottimale. Per questo, davanti a una stanchezza prolungata, può essere utile valutare anche l’alimentazione e, se necessario, alcuni parametri ematici.

Una dieta equilibrata come prevenzione

Il professor Kanouchi ha sottolineato che questa possibile correlazione tra vitamina B12, folati e affaticamento in individui sani potrebbe rappresentare uno dei primi studi di questo tipo. Tradizionalmente, l’omocisteina elevata viene considerata soprattutto un fattore di rischio per malattie cardiovascolari, demenza e fratture. I nuovi risultati suggeriscono invece che questo marcatore potrebbe avere un interesse anche quando si parla di stanchezza e motivazione. La vitamina B12 è presente soprattutto negli alimenti di origine animale, mentre i folati si trovano in verdure a foglia verde, legumi e altri alimenti vegetali. Diete sbilanciate, restrittive o poco varie possono quindi favorire carenze silenziose.

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