Salute 26 Maggio 2026 16:27

Social e smartphone, allarme sui giovanissimi: il Regno Unito valuta una stretta

Nel Regno Unito i medici chiedono interventi più incisivi per limitare i rischi legati all’abuso digitale tra i più giovani, mentre il Governo valuta nuove misure per i minori di 16 anni. Ecco cosa sta accadendo e perché il tema è diventato centrale nel dibattito sulla salute pubblica.

di Viviana Franzellitti
Social e smartphone, allarme sui giovanissimi: il Regno Unito valuta una stretta

L’eccessivo utilizzo di smartphone, social network e piattaforme online da parte di bambini e adolescenti è diventato un tema che coinvolge sempre di più medici, istituzioni e famiglie. Nel Regno Unito il dibattito ha assunto una nuova dimensione dopo la posizione presa dai professionisti sanitari riuniti nell’Academy of Medical Royal Colleges, che hanno chiesto maggiore attenzione sui possibili effetti dell’esposizione prolungata agli schermi. La presa di posizione arriva nel contesto di una consultazione pubblica promossa dal Governo britannico sull’uso dei social media da parte degli under 16, che ha raccolto circa 70mila contributi tra associazioni, cittadini e organizzazioni. L’obiettivo è comprendere quali strumenti adottare per limitare comportamenti considerati a rischio e valutare eventuali restrizioni simili a quelle introdotte in altri Paesi. L’attenzione non riguarda soltanto il tempo trascorso online, ma anche il possibile impatto su salute mentale, relazioni sociali e sviluppo dei più giovani.

Quando gli schermi diventano un problema per i più giovani

Secondo i medici britannici, il tema non può più essere considerato un semplice cambiamento delle abitudini quotidiane. L’aumento del tempo trascorso davanti agli schermi viene visto come un fenomeno con potenziali conseguenze sulla salute, soprattutto quando l’utilizzo diventa eccessivo o sostituisce attività essenziali come sonno, studio, sport e relazioni sociali. L’allarme riguarda in particolare bambini e adolescenti, categorie considerate più vulnerabili agli effetti di una esposizione prolungata ai contenuti digitali. Gli specialisti chiedono che durante le visite mediche diventi più frequente una valutazione delle abitudini digitali, inserendo domande specifiche sul tempo trascorso online e sull’utilizzo dei social.

Il Regno Unito guarda all’esperienza australiana

Il Governo britannico sta valutando nuovi interventi per i minori di 16 anni, che potrebbero arrivare entro la fine del 2026. L’attenzione è rivolta anche all’esperienza australiana, dove sono già state adottate misure più restrittive sui social network. L’obiettivo dichiarato è analizzare funzionalità, meccanismi e modalità di utilizzo delle piattaforme digitali per capire quali possano avere un impatto maggiore sul benessere dei giovani utenti. La discussione potrebbe estendersi anche a piattaforme utilizzate quotidianamente da adolescenti e giovanissimi, comprese quelle dedicate a giochi online e comunicazione tra utenti.

Il ruolo dei medici nella prevenzione digitale

Per gli esperti sanitari il fenomeno richiede un approccio che non si limiti alle sole regole o ai divieti. Una delle richieste avanzate riguarda la definizione di linee guida specifiche per medici e operatori sanitari, così da riconoscere precocemente segnali di un utilizzo problematico o potenzialmente dannoso.

L’idea è trasformare l’uso del digitale in un elemento da monitorare all’interno dei normali percorsi di prevenzione sanitaria, proprio come avviene per altre abitudini che possono influenzare la salute. L’obiettivo non è demonizzare tecnologia e social media, ma favorire un utilizzo più equilibrato e consapevole, soprattutto durante le fasi più delicate della crescita.

Un dibattito che riguarda famiglie, scuola e società

La questione va oltre il rapporto tra ragazzi e smartphone. L’aumento dell’utilizzo dei dispositivi digitali coinvolge infatti famiglie, scuole, professionisti sanitari e istituzioni, chiamati a trovare un equilibrio tra opportunità offerte dalla tecnologia e possibili rischi. Negli ultimi anni l’accesso sempre più precoce ai dispositivi connessi ha modificato profondamente le abitudini dei più giovani. Per questo motivo il tema è destinato a rimanere al centro del confronto pubblico, con una domanda che continua a emergere: quanto tempo davanti agli schermi è troppo?

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