Uno studio su oltre 4,5 milioni di persone mostra che chi smette di fumare e passa alle sigarette elettroniche ha un rischio più alto di tumore al polmone rispetto a chi smette completamente. I dati arrivano da una ricerca pubblicata su Nature Medicine e aprono interrogativi sul ruolo delle e-cig nei percorsi di cessazione.
Un’analisi condotta su un vasto campione di popolazione sudcoreana ha esaminato gli esiti di salute di oltre 4,5 milioni di fumatori, seguiti tra il 2018 e il 2023 nell’ambito di programmi nazionali di screening. Nel periodo osservato sono stati registrati 35.887 casi di tumore al polmone e più di 12.000 decessi correlati. Tra i risultati, emerge un dato centrale: gli ex fumatori che hanno utilizzato sigarette elettroniche dopo aver smesso presentano un rischio di morte per tumore polmonare superiore del 56% rispetto a chi ha interrotto completamente il consumo di tabacco.
Lo studio su milioni di fumatori e i percorsi di cessazione
La ricerca ha analizzato diversi gruppi: fumatori attivi, ex fumatori recenti e persone che avevano smesso da tempo. L’obiettivo era capire come le diverse modalità di cessazione del fumo influenzassero il rischio di sviluppare tumori polmonari. L’analisi, pubblicata su Nature Medicine, è di tipo osservazionale: non dimostra un rapporto diretto di causa-effetto, ma evidenzia una associazione significativa tra uso di e-cig dopo lo stop e peggiori esiti oncologici.
Svapo dopo le sigarette: cosa emerge dai dati
Il confronto più rilevante riguarda chi smette completamente e chi invece passa allo svapo. In questo secondo gruppo si osserva un incremento del 56% del rischio di mortalità per tumore del polmone rispetto a chi non utilizza alcuna forma di nicotina dopo aver smesso. Gli autori richiamano possibili meccanismi biologici già studiati: infiammazione delle vie respiratorie, stress ossidativo, danni al DNA e alterazioni cellulari, che potrebbero contribuire agli effetti osservati.
Smettere del tutto resta la scelta più sicura
Il punto fermo dello studio è che smettere completamente di fumare offre la maggiore protezione possibile. Anche gli ex fumatori che svapano mantengono comunque un rischio inferiore rispetto ai fumatori attivi, ma non raggiungono i benefici di chi interrompe ogni esposizione alla nicotina. Le sigarette elettroniche, quindi, non emergono come alternativa neutra nei percorsi di disassuefazione.
Implicazioni per pazienti e percorsi di cura
Per la sanità pubblica il messaggio è rilevante: nei programmi di cessazione del fumo è fondamentale puntare su strategie efficaci e validate, come supporto farmacologico e percorsi di counseling strutturati. L’utilizzo delle e-cig non dovrebbe essere considerato una soluzione standard, soprattutto nei pazienti già a rischio oncologico. L’obiettivo resta favorire lo stop completo dal tabacco, riducendo recidive e sostituzioni potenzialmente dannose.
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