La Relazione annuale 2024 del PCNP conferma un sistema di controlli ufficiali solido lungo l’intera filiera agroalimentare italiana. A fronte di un aumento dei campioni analizzati e delle non conformità, il livello di tutela rimane adeguato
Nel 2024 il sistema dei controlli ufficiali sulla sicurezza alimentare in Italia ha confermato un livello complessivamente adeguato di tutela lungo l’intera filiera agroalimentare, nonostante un lieve aumento dei campioni analizzati e delle non conformità rispetto all’anno precedente. È quanto emerge dalla Relazione annuale 2024 del Piano di Controllo Nazionale Pluriennale (PCNP) Il documento e Le Filiere 2024, pubblicata dal Ministero della Salute, che fotografa l’attività svolta nei settori della sicurezza degli alimenti e dei mangimi, della salute animale e vegetale, del benessere degli animali e dei regimi di qualità dei prodotti agroalimentari.
I dati raccolti attraverso il sistema informatico del Ministero della Salute RaDISAN (Raccolta Dati in Igiene e Sicurezza degli Alimenti e Nutrizione) indicano per il 2024 un leggero incremento dei campioni analizzati rispetto al 2023, accompagnato da un contenuto aumento dei campioni non conformi. I prodotti carnei si confermano la categoria alimentare più campionata, seguiti da frutta e ortaggi. L’utilizzo del sistema RaDISAN ha inoltre consentito un ulteriore miglioramento in termini di coerenza, accuratezza e precisione delle informazioni trasmesse dai territori.
Nel solo ambito della sicurezza alimentare sono stati censiti oltre 1,37 milioni di operatori, di cui 171 mila sottoposti a controllo, per un totale di 376.969 ispezioni e audit. Le non conformità rilevate sono state 100.919, pari a circa il 27% dei controlli, con oltre 62 mila azioni amministrative e 4.296 segnalazioni giudiziarie che hanno portato anche a sequestri di prodotti. Le attività di controllo hanno interessato tutte le fasi della filiera: dalla produzione primaria alla trasformazione, dalla distribuzione alla vendita all’ingrosso e al dettaglio, fino alla ristorazione e ai servizi di fornitura di alimenti. Le verifiche hanno riguardato anche i materiali e gli oggetti destinati a venire a contatto con gli alimenti, il rispetto delle pratiche commerciali leali e la corretta informazione al consumatore.
Secondo la Relazione, per il 2024 risultano raggiunti gli obiettivi strategici definiti dal PCNP 2023-2027. Sebbene tutte le filiere produttive siano state sottoposte a controllo, particolare attenzione è stata riservata a olio d’oliva, latte e derivati, prodotti della pesca e molluschi bivalvi, miele e prodotti dell’alveare, cereali, uova, frutta e ortaggi. Un report specifico sulle filiere agroalimentari accompagna il documento principale, consentendo una valutazione mirata del raggiungimento degli obiettivi strategici.
Fondamentale il contributo delle Autorità Competenti a livello centrale, regionale e territoriale, affiancate dalle Forze di Polizia e da altre Amministrazioni coinvolte. In particolare, un ruolo rilevante nel contrasto alle pratiche fraudolente è stato svolto dal Comando Carabinieri Tutela della Salute (NAS), dal Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri, dal Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera e dalla Guardia di Finanza. Le attività istituzionali di controllo sono risultate in linea con gli obiettivi prefissati e hanno permesso di individuare violazioni amministrative, non conformità e frodi, con conseguenti provvedimenti amministrativi e giudiziari.
Nel 2024 sono stati analizzati oltre 34.600 campioni per i controlli microbiologici, con un tasso di non conformità del 3%, in lieve aumento rispetto all’anno precedente ma in calo nel confronto di lungo periodo. Le criticità maggiori riguardano carni macinate e prodotti a base di carne fresca, che presentano una percentuale di non conformità pari al 5%. Per altre categorie – prodotti a base di carne, pesce e prodotti della pesca, alimenti trasformati, grassi e oli – le percentuali si attestano intorno al 3,5%.
Sul fronte degli agenti zoonotici, in linea con quanto riportato dall’EFSA, le principali malattie di origine alimentare in Europa sono attribuibili a Campylobacter, Salmonella, Yersinia, Escherichia coli produttori di shiga-tossina (STEC) e Listeria monocytogenes. Nel 2024, per la ricerca di Listeria monocytogenes sono state eseguite 11.537 analisi, con 76 positività pari allo 0,66%; i prodotti carnei e a base di carne risultano ancora i più frequentemente contaminati. Per Listeria spp. sono state effettuate 1.582 analisi, con 20 campioni positivi. Pur non rappresentando un criterio vincolante, la presenza di Listeria spp. è considerata un segnale di attenzione, poiché indica una possibile suscettibilità degli alimenti e degli ambienti di lavorazione alla contaminazione.
Nel 2024 sono state inoltre eseguite 580 analisi per Campylobacter spp., il 62% delle quali su carne di pollo, che risulta anche la matrice più frequentemente contaminata. Per gli STEC sono state effettuate 2.292 determinazioni analitiche, concentrate soprattutto su prodotti lattiero-caseari, che rappresentano il 43% delle analisi e il 49% delle non conformità, seguiti da carne fresca e preparazioni a base di carne. Prosegue anche l’attività di controllo ufficiale sul latte crudo, in conformità all’Intesa CSR del 25 gennaio 2007.
Infine, per la ricerca di Salmonella spp. sono state eseguite 19.157 determinazioni, con 445 risultati positivi pari al 2,32%. Il numero più elevato di non conformità è stato riscontrato nella carne fresca, che rappresenta il 56% dei casi ed è anche la matrice più frequentemente analizzata. La maggior parte delle positività riguarda Salmonella spp., con 20 casi attribuiti al sierotipo Salmonella Infantis, tra quelli più spesso associati alla salmonellosi nell’uomo.
Nel complesso, il quadro tracciato dalla Relazione conferma l’efficacia del sistema dei controlli ufficiali, che nel 2024 ha garantito un livello di sicurezza e qualità adeguato lungo tutta la filiera agroalimentare, pur in presenza di alcune criticità microbiologiche monitorate con attenzione.