Salute 28 Luglio 2026 09:23

Schermi e bambini, gli esperti europei: “L’esposizione precoce è una sfida di salute pubblica”. Le nuove raccomandazioni

Un nuovo Position Paper della European Academy of Paediatrics e della European Confederation of Primary Care Paediatricians sintetizza le più recenti evidenze scientifiche sugli effetti degli schermi sulla salute di bambini e adolescenti

di Isabella Faggiano
Schermi e bambini, gli esperti europei: “L’esposizione precoce è una sfida di salute pubblica”. Le nuove raccomandazioni

Smartphone, tablet, televisione, videogiochi e social network fanno ormai parte della quotidianità di bambini e adolescenti. Ma quanto pesa questa esposizione sul loro sviluppo? E soprattutto, come trovare un equilibrio tra le opportunità offerte dalle tecnologie digitali e la necessità di proteggere salute, sonno, apprendimento e relazioni sociali? A fare il punto è un nuovo Position Paper della European Academy of Paediatrics (EAP) e della European Confederation of Primary Care Paediatricians (ECPCP), pubblicato sulla rivista Acta Paediatrica, che raccoglie le più aggiornate evidenze scientifiche sugli effetti dell’esposizione agli schermi digitali e propone una serie di raccomandazioni condivise per promuoverne un uso più consapevole durante l’infanzia e l’adolescenza. Il documento nasce dal progetto “Giovani, salute e sani stili di vita”, coordinato dall’Università di Padova e avviato nel 2022. Porta la firma di Lorenza Onorati, membro della European Academy of Paediatrics e specializzanda della Pediatria di Padova, e di Eugenio Baraldi, direttore scientifico della Fondazione Città della Speranza e coordinatore del progetto. L’obiettivo è offrire a pediatri, famiglie e istituzioni un quadro aggiornato delle conoscenze disponibili, in un ambito nel quale la diffusione delle tecnologie procede molto più rapidamente dell’elaborazione di politiche condivise.

Non è solo una questione di tempo davanti allo schermo

Uno dei messaggi centrali del Position Paper è che non basta più limitarsi a contare le ore trascorse davanti a smartphone o tablet. Per comprendere il reale impatto delle tecnologie occorre considerare anche l’età del bambino, il tipo di contenuti fruiti, il momento della giornata in cui vengono utilizzati i dispositivi, il coinvolgimento degli adulti e il contesto familiare. Gli autori richiamano inoltre l’attenzione sul fenomeno del “Problematic Media Use”, ossia un utilizzo dei media digitali talmente intenso da interferire con lo sviluppo, le relazioni sociali, il rendimento scolastico e il benessere psicologico dei più giovani.

Gli effetti sulla salute: dal cervello al metabolismo

La revisione della letteratura conferma un’associazione tra l’esposizione eccessiva agli schermi e numerosi problemi di salute. Sul piano fisico emergono collegamenti con maggiore sedentarietà, sovrappeso e obesità, alterazioni metaboliche, aumento della pressione arteriosa, disturbi muscoloscheletrici come dolore cervicale e lombalgia e un rischio più elevato di sviluppare miopia, affaticamento visivo e sindrome dell’occhio secco. Gli autori ricordano inoltre che trascorrere più tempo all’aperto rappresenta uno dei principali fattori protettivi, soprattutto nei confronti della miopia. Le conseguenze riguardano anche il neurosviluppo e la salute mentale. Le evidenze analizzate mostrano associazioni tra un’esposizione precoce e prolungata agli schermi e maggiori difficoltà nello sviluppo del linguaggio, nella regolazione delle emozioni e nelle competenze cognitive, oltre a un aumento del rischio di sintomi depressivi, ansia, disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), isolamento sociale e dipendenza digitale. Tra gli effetti più costantemente osservati figura anche il peggioramento della qualità del sonno, considerato uno dei principali meccanismi attraverso cui l’abuso di dispositivi può influenzare il benessere generale e il rendimento scolastico. Gli stessi autori precisano tuttavia che gran parte delle prove deriva da studi osservazionali e che, pur essendo le associazioni coerenti, non consentono sempre di stabilire un rapporto diretto di causa-effetto.

Il rischio della dipendenza digitale

Tra gli aspetti che destano maggiore preoccupazione figura il crescente rischio di sviluppare comportamenti di dipendenza. “Tra gli aspetti più preoccupanti di una precoce esposizione agli schermi emerge il crescente rischio di comportamenti di dipendenza da dispositivi digitali e social network, favoriti da un utilizzo prolungato e incontrollato, con possibili ripercussioni sul benessere psicologico, sul rendimento scolastico, sulla qualità del sonno, sulle relazioni familiari e sociali e sull’attività fisica”, spiega Eugenio Baraldi. Il Position Paper invita quindi a considerare la salute digitale come parte integrante della salute complessiva del bambino, ponendo particolare attenzione non solo al tempo trascorso davanti agli schermi, ma anche alla qualità dell’esperienza digitale e al ruolo degli adulti nel guidarne l’utilizzo.

Il ruolo decisivo della famiglia

Il documento dedica ampio spazio anche ai fattori che possono aumentare o ridurre i rischi legati all’utilizzo dei dispositivi digitali. Secondo gli autori, l’eccessiva esposizione è favorita da modelli educativi troppo permissivi o troppo autoritari, dall’abitudine di utilizzare smartphone e tablet per calmare i figli e dall’elevato utilizzo degli schermi da parte degli stessi genitori. Al contrario, una relazione positiva tra adulti e bambini, una supervisione costante e il coinvolgimento dei genitori durante l’utilizzo dei dispositivi rappresentano importanti fattori protettivi.

Le raccomandazioni degli esperti

Tra le indicazioni rivolte a pediatri e famiglie figurano alcune raccomandazioni considerate prioritarie. Per i bambini al di sotto dei due anni gli schermi dovrebbero essere evitati, ad eccezione delle videochiamate, ad esempio con un genitore lontano. Tra i 3 e i 5 anni, l’esposizione dovrebbe essere limitata a un massimo di un’ora al giorno, privilegiando contenuti di qualità e possibilmente condivisi con un adulto. Dopo questa età, più che fissare un limite rigido valido per tutti, gli esperti raccomandano di evitare che smartphone, tablet e televisione sottraggano tempo al sonno, all’attività fisica, al gioco, alla creatività e alle relazioni sociali. Accanto ai limiti di esposizione, il documento insiste sull’importanza dell’attività fisica quotidiana, del tempo trascorso all’aria aperta e del coinvolgimento attivo delle famiglie nell’educazione digitale dei figli, affinché imparino fin da piccoli a utilizzare le tecnologie in modo equilibrato.

Una responsabilità che coinvolge tutta la società

Le raccomandazioni non si rivolgono soltanto ai genitori. Il Position Paper chiede alle società scientifiche di aggiornare le linee guida e rafforzare la formazione dei pediatri, alle scuole di promuovere il gioco, il movimento e l’educazione digitale, e ai decisori politici di sostenere campagne di sensibilizzazione, regolamentare meglio l’accesso dei minori ai social media e favorire ambienti che promuovano uno sviluppo sano dei bambini.  La pubblicazione del documento arriva in un momento di particolare attenzione internazionale sul tema. In Italia, pochi giorni fa, è stato presentato un disegno di legge in materia che punta a costruire un vero sistema nazionale di prevenzione, capace di accompagnare le famiglie fin dalla gravidanza e di promuovere un utilizzo consapevole delle tecnologie durante tutta l’età evolutiva. Il disegno di legge, presentato su iniziativa della senatrice Simona Malpezzi, è promosso dalla Società italiana di pediatria (Sip), dalla Fondazione Terre des Hommes Italia ETS e sostenuto da parlamentari di tutti gli schieramenti politici. In Francia, invece, il Parlamento ha recentemente approvato una legge che vieta l’accesso ai social network ai minori di 15 anni, segnale di un crescente interesse delle istituzioni verso la tutela dei più giovani nell’ambiente digitale.

La salute digitale entra tra i sani stili di vita

“Questo documento dimostra come la promozione dei sani stili di vita debba oggi comprendere anche la salute digitale – sottolinea Lorenza Onorati, prima autrice del lavoro -. L’obiettivo è offrire ai pediatri, alle famiglie e ai decisori politici strumenti scientificamente fondati per accompagnare bambini e adolescenti verso un uso equilibrato delle tecnologie”. Per gli autori, il Position Paper rappresenta un passo importante verso una strategia europea condivisa. La sfida non è demonizzare smartphone e tablet, che possono offrire opportunità educative e sociali se utilizzati correttamente, ma riconoscere che l’eccessiva esposizione agli schermi e il rischio di dipendenza digitale costituiscono ormai una vera priorità di salute pubblica, da affrontare con un impegno congiunto di famiglie, scuola, sanità e istituzioni.

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