Salute 23 Dicembre 2020 09:00

Il lato croccante della pizza: piace al palato ma nuoce alla salute

A Natale il menù del benessere, la nutrizionista: «Per ridurre o impedire la formazione di acrilammide, una sostanza cancerogena, cuocere la pasta al forno a 150 gradi e prolungarne il tempo di cottura. Per le fritture utilizzare farine di riso e mais. Preparare gli impasti con tè verde, chiodi di garofano e spezie».
di Isabella Faggiano

Tanto gustosa quanto dannosa: quella crosta marroncina e croccante che si forma su patatine al forno o fritte, sul pane e sulla pizza, si chiama acrilammide ed è un potente cancerogeno. «Ne basta una dose bassissima per nuocere alla nostra salute – spiega Chiara Manzi, nutrizionista esperta di nutrizione culinaria -. Sono sufficienti dai 3 ai 5 grammi al giorno per aumentare il rischio di infertilità maschile e di tumore ai reni, alle ovaie e all’endometrio».

Nel 2018 è stato redatto il Regolamento europeo per la riduzione della presenza di acrilammide negli alimenti: il contaminante è stato valutato dall’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) e considerato come potenziale cancerogeno per i consumatori in tutte le fasce di età. «Addirittura – continua la nutrizionista -, mangiando delle patate, un ortaggio particolarmente ricco di asparagina, è sufficiente ingerire un solo grammo “di bruciacchiato” per superare la dose di acrilamide giornaliera considerata tollerabile».

Acrilammide: dove si trova e come evitarla

Questa sostanza cancerogena, infatti, si forma a seguito della reazione di Maillard tra l’asparagina (un amminoacido) e gli zuccheri che inizia a temperature superiori a 120 gradi. «Gli alimenti maggiormente suscettibili di contaminazione sono quelli ricchi di carboidrati, come cereali, patate, caffè», dice l’esperta.

Eppure basterebbero pochi accorgimenti per evitarne o ritardarne la formazione. «È possibile ottenere cotture croccanti, formando una piacevole crosticina senza che questa diventi marroncina.  Pensiamo ad esempio alla frittura di pesce, piatto tipico della Vigilia di Natale – dice la nutrizionista -. Utilizzando farine povere di asparagina come quella di riso o di mais si produrrà meno acrilammide, sostanza che si sviluppa con estrema facilità, invece, utilizzando grano e cereali integrali».

Consigli per il pranzo di Natale

Per il pranzo di Natale sarà ugualmente possibile portare in tavola una pasta al forno salutare ma gustosa. «Il segreto – continua Manzi – è abbassare la temperatura del forno a circa 150 gradi e prolungare il tempo di cottura. Si formerà uno strato croccante in superficie, ma non scurirà. Questo metodo di cottura a temperature moderate è indicato anche per la preparazione di patate al forno e dolci».

Negli impasti, inoltre, è possibile aggiungere degli ingredienti che ritardano la formazione di acrilamide o la impediscono: «Il tè verde al 3% (3 grammi ogni 100 grammi di farina) rallenta la comparsa della sostanza cancerogena – spiega l’esperta-. La curcuma, che rende i prodotti dorati, ne impedisce la formazione. Nei dolci è consigliato aggiungere spezie come cannella e chiodi di garofano, ricchi di polifenoli, o il cacao. E chi non riesce a rinunciare al tradizionale panettone, dovrà quanto meno rimuoverne la calotta che, con il suo colore decisamente marroncino – conclude Chiara Manzi -, è ricca di acrilammide».

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy 2030

Dati clinici e “dati di esperienza”: così Novartis porta la voce dei pazienti dentro le decisioni

Dalle barriere organizzative al burden su caregiver: l’advocacy come leva per una valutazione più completa del valore e per percorsi di cura più equi. Chiara Gnocchi per Advocacy 2...
di Corrado De Rossi Re
Advocacy e Associazioni

Giornata Mondiale del Malato: “Il prendersi cura sia responsabilità condivisa”

Il messaggio di Papa Leone XIV per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato richiama la parabola del Buon Samaritano come chiave per leggere la cura oggi. Un invito alla compassione che diventa responsab...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Fibromialgia nei LEA, FIRA: “Un passo avanti, ma resta cruciale migliorare la diagnosi”

L’inserimento della fibromialgia nei LEA rappresenta un primo riconoscimento istituzionale per i pazienti, ma resta cruciale migliorare diagnosi, percorsi di cura e personalizzazione terapeutica
di I.F.
Pandemie

Long Covid e cervello: il ruolo dell’infezione nelle complicanze neurologiche e psicologiche

Una collaborazione tra il Centro di ricerca coordinata Aldo Ravelli dell’Università Statale di Milano e università internazionali come Yale, University of California e University o...
di Viviana Franzellitti