Salute 10 Settembre 2026 13:58

Radioterapia, la salute dei piccoli vasi “spia” di effetti collaterali

Uno studio italiano su 314 pazienti con tumore della mammella, della prostata e della testa-collo individua nel MicroVascular Health Score un possibile nuovo parametro per prevedere la tossicità acuta del trattamento

di Isabella Faggiano
Radioterapia, la salute dei piccoli vasi “spia” di effetti collaterali

La risposta alla radioterapia potrebbe dipendere anche dalla salute del microcircolo. È quanto suggerisce uno studio pubblicato su Radiotherapy and Oncology, che ha analizzato il rapporto tra le condizioni dei piccoli vasi sanguigni e il rischio di sviluppare effetti collaterali acuti dopo il trattamento. La ricerca ha coinvolto 314 pazienti con tumore della mammella, della prostata e della testa e del collo e ha valutato, prima dell’inizio della radioterapia, un parametro chiamato MicroVascular Health Score (MVHS). L’obiettivo era capire se lo stato del microcircolo potesse aggiungere informazioni utili alla previsione della tossicità radio-indotta e, in prospettiva, contribuire a una maggiore personalizzazione dei trattamenti.

Un microscopio per osservare il microcircolo

Per misurare il MVHS i ricercatori hanno utilizzato un microscopio sublinguale non invasivo, in grado di registrare immagini dei globuli rossi mentre attraversano i microvasi. Le immagini permettono di analizzare alcune caratteristiche funzionali e geometriche della microvascolarizzazione e di ricavare un punteggio complessivo sullo stato di salute del microcircolo. Il valore ottenuto è stato quindi inserito in un modello statistico insieme agli altri fattori potenzialmente in grado di influenzare la comparsa degli effetti collaterali, compresa la dose di radiazioni ricevuta.

Un punto in meno, rischio più alto

Nella popolazione complessiva dello studio è emersa una associazione significativa tra il MicroVascular Health Score e il rischio di sviluppare effetti collaterali acuti. In particolare, una riduzione di un punto del MVHS è risultata associata a un aumento del 31,9% del rischio di sviluppare sintomi indotti dalla radioterapia nei tre gruppi di pazienti analizzati. Il dato suggerisce quindi che le condizioni del microcircolo potrebbero rappresentare un elemento aggiuntivo per identificare, prima del trattamento, le persone maggiormente esposte alla tossicità acuta.

Verso una radioterapia più personalizzata

Il risultato più interessante dello studio riguarda proprio la possibilità di affiancare ai tradizionali parametri clinici e dosimetrici un’indicazione relativa alla condizione vascolare del paziente. La radioterapia è un trattamento fondamentale contro molti tumori, ma può provocare effetti collaterali acuti che variano da persona a persona. Comprendere in anticipo chi sia maggiormente predisposto potrebbe aiutare a migliorare la valutazione del rischio e, in prospettiva, a costruire strategie terapeutiche sempre più personalizzate. Il lavoro non dimostra però che il MVHS possa già essere utilizzato nella pratica clinica per decidere il trattamento. I risultati mostrano un’associazione tra salute del microcircolo e tossicità acuta e indicano il parametro come potenziale strumento predittivo, da validare ulteriormente. La ricerca apre così una nuova prospettiva: non guardare soltanto al tumore e alla quantità di radiazioni somministrata, ma considerare anche come l’organismo del singolo paziente, e in particolare il suo microcircolo, può rispondere al trattamento.

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