In occasione del 19 marzo, Festa del Papà, l’UNICEF rilancia il ruolo della paternità attiva, proponendo azioni concrete rivolte a politica, imprese e servizi per l’infanzia
In occasione della Festa del Papà, l’UNICEF Italia richiama l’attenzione su un nodo cruciale per il futuro sociale: il coinvolgimento dei padri nella cura quotidiana dei figli. Attraverso quattro raccomandazioni rivolte a decisori pubblici, aziende e operatori sanitari, l’organizzazione evidenzia come una paternità accudente e responsiva contribuisca in modo determinante al benessere dei bambini, alla riduzione delle disuguaglianze di genere e alla costruzione di relazioni familiari più equilibrate. Dall’estensione dei congedi alla formazione, passando per politiche aziendali e percorsi di sensibilizzazione, l’obiettivo è promuovere un cambiamento culturale profondo che parta dai primi mille giorni di vita.
Congedi di paternità più lunghi per una reale condivisione
Il primo punto indicato dall’UNICEF riguarda l’estensione del congedo di paternità, ancora troppo limitato rispetto agli obiettivi di equità. L’indicazione è quella di ampliare durata e accessibilità, favorendo una partecipazione concreta dei padri fin dai primi giorni di vita. Non è solo una misura di welfare: è uno strumento che incide sulla qualità della relazione padre-figlio e contribuisce a ridistribuire i carichi di cura, ancora oggi prevalentemente sulle madri. Incentivare anche l’utilizzo del congedo parentale da parte degli uomini diventa quindi decisivo per rendere effettiva questa trasformazione.
Imprese e lavoro: il ruolo delle politiche family-friendly
Un altro fronte strategico è quello del lavoro. L’UNICEF invita a sostenere le aziende che adottano politiche family-friendly, capaci di andare oltre la semplice conciliazione tra vita privata e professionale. L’obiettivo è promuovere un modello organizzativo che riconosca il valore sociale della cura, favorendo flessibilità, inclusione e responsabilità condivisa. In questo scenario, la paternità attiva non è più un ostacolo alla carriera, ma un elemento integrato nella cultura aziendale.
Formazione sanitaria e primi mille giorni di vita
Particolare attenzione viene riservata al sistema sanitario. Secondo l’UNICEF, è necessario rafforzare i programmi di formazione per gli operatori sanitari, affinché possano coinvolgere attivamente i padri nel percorso di nascita e nei primi mille giorni di vita del bambino. In questa fase, il sostegno paterno è cruciale anche per favorire pratiche come l’allattamento e per costruire un ambiente familiare più stabile e collaborativo. Investire sulla formazione significa quindi rafforzare competenze e consapevolezza.
Sensibilizzazione territoriale per cambiare cultura
Il cambiamento passa anche dai territori. L’UNICEF propone percorsi di sensibilizzazione all’interno dei servizi locali per promuovere la partecipazione attiva dei padri. L’obiettivo è superare stereotipi ancora diffusi e valorizzare una paternità presente, empatica e consapevole. Questo approccio contribuisce a ridurre comportamenti violenti e competitivi, favorendo relazioni più sane all’interno delle famiglie e della comunità.
Una leva per una società più equa
Come sottolineato dal presidente di UNICEF Italia, Nicola Graziano, la paternità rappresenta “un vero e proprio strumento di trasformazione sociale“. Promuovere il coinvolgimento dei padri significa investire in una società più equa, capace di tutelare i diritti di bambini e bambine e di costruire un equilibrio più giusto tra vita familiare e lavorativa. Non solo una questione privata, ma una scelta strategica che riguarda l’intero sistema sociale.
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