Uno studio mostra che il corpo compensa parte delle calorie bruciate con l’esercizio, limitando l’effetto sulla perdita di peso. La dieta resta fondamentale.
Fare attività fisica fa bene alla salute, ma potrebbe non essere così efficace per perdere peso come si pensa. A suggerirlo è un nuovo studio pubblicato su Current Biology, che mette in discussione l’idea tradizionale secondo cui più ci si allena, più calorie si bruciano in modo proporzionale. I ricercatori spiegano che il corpo umano tende a compensare l’energia spesa con l’esercizio, limitando l’aumento reale del consumo calorico totale. Questo meccanismo aiuterebbe a capire perché, nonostante l’impegno in palestra, il dimagrimento risulti spesso modesto.
Due modelli a confronto: additivo contro vincolato
Per anni gli scienziati hanno adottato il cosiddetto Modello Additivo: il consumo totale di energia equivale alla somma tra il metabolismo di base e le calorie bruciate con l’attività fisica. In teoria, ogni allenamento aggiunge un surplus calorico consumato. Ad esempio, se una persona consuma 2.000 calorie giornaliere per mantenersi in vita e poi corre bruciando 400 calorie, il totale previsto sarebbe di 2.400 calorie. Si riteneva che questo surplus potesse portare a una perdita di peso significativa.
Negli ultimi tempi, però, ha preso piede il Modello Vincolato, secondo cui il corpo dispone di un tetto massimo di energia giornaliera. Quando si aumenta lo sforzo fisico, l’organismo reagisce riducendo altre spese energetiche, come alcune funzioni metaboliche o attività quotidiane meno evidenti, mantenendo stabile il bilancio complessivo.
Questo significa che una parte delle calorie bruciate in palestra viene “compensata” dal corpo, riducendo l’effetto reale dell’allenamento sul dispendio calorico totale. Il modello vincolato aiuta a spiegare perché programmi di esercizio intenso spesso portano a risultati di perdita di peso inferiori alle aspettative e perché il semplice calcolo additivo non corrisponde alla realtà biologica.
Lo studio della Duke University
Herman Pontzer ed Eric T. Trexler hanno analizzato 14 studi su 450 persone coinvolte in programmi di esercizio, oltre a ricerche sugli animali. Confrontando le calorie teoricamente consumate con quelle effettive, hanno osservato che l’aumento reale è spesso inferiore alle previsioni del modello classico. “Gli esseri umani e altri animali rispondono all’aumento dell’attività fisica riducendo il dispendio energetico in altre attività, supportando un modello vincolato di dispendio energetico”, hanno commentato i ricercatori nel loro articolo.
Cosa significa per chi vuole perdere peso
In media, solo il 72% delle calorie bruciate con l’esercizio si traduce in un aumento effettivo del consumo totale, mentre circa il 28% viene compensato dal corpo, con variazioni da persona a persona. L’attività fisica resta fondamentale per salute cardiovascolare, metabolismo e benessere mentale, ma da sola difficilmente basta a far calare i chili in eccesso. Per dimagrire in modo concreto, l’alimentazione rimane il fattore decisivo, da integrare con movimento regolare e abitudini sostenibili.
Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato