Salute 9 Settembre 2026 13:17

Ore al computer per lavoro? La cintura lombare può alleviare il mal di schiena

Uno studio francese mostra che 12 settimane di utilizzo di una cintura lombare morbida, aggiunta alle cure standard, migliorano dolore e funzionalità.

di Arnaldo Iodice
Ore al computer per lavoro? La cintura lombare può alleviare il mal di schiena

Una cintura di supporto lombare morbida e flessibile potrebbe aiutare ad alleviare il dolore lombare quotidiano e migliorare la funzionalità nei pazienti con lombalgia aspecifica. È quanto suggerisce una sperimentazione clinica di 12 settimane condotta in 17 centri medici francesi e pubblicata su JAMA Network Open. Lo studio ha coinvolto 168 adulti tra 18 e 75 anni con dolore lombare inspiegabile presente da uno a sei mesi. I partecipanti sono stati assegnati casualmente a due gruppi: 86 hanno aggiunto alle cure standard l’utilizzo di una cintura lombare morbida, mentre 82 hanno ricevuto soltanto le cure abituali.

Dopo 12 settimane, il miglioramento della disabilità è stato di 10 punti nel gruppo con cintura, contro 5,3 punti nel gruppo di controllo. Inoltre, il 60,5% dei pazienti che utilizzavano il supporto ha raggiunto un miglioramento clinicamente significativo, rispetto al 40,5% di quelli sottoposti alle sole cure standard.

Lombalgia aspecifica, un problema comune e spesso ricorrente

La lombalgia aspecifica rappresenta circa il 90% dei casi di dolore lombare e, per definizione, non può essere ricondotta a una specifica lesione o a una patologia sottostante. Può manifestarsi come un disturbo lieve e transitorio oppure assumere forme più persistenti e invalidanti. Il problema è particolarmente rilevante per chi trascorre molte ore seduto, per esempio davanti a un computer, mantenendo a lungo la stessa posizione.

Nel corso della vita, il dolore lombare interessa fino all’80% delle persone e rappresenta una delle principali cause di disabilità a livello globale. Nelle forme acute, i sintomi generalmente si risolvono entro sei settimane, ma le recidive sono frequenti: fino a un terzo delle persone può andare incontro a un nuovo episodio entro 12 mesi, con conseguenze sulla qualità della vita.

Per controllare il dolore vengono spesso utilizzati farmaci, tra cui gli antinfiammatori non steroidei, i cosiddetti FANS. Se da un lato possono garantire un sollievo temporaneo, dall’altro un utilizzo prolungato può aumentare il rischio di effetti indesiderati. Per questo vengono impiegati anche approcci non farmacologici, tra cui i supporti lombari. Ne esistono diversi tipi, dai tutori rigidi alle cinture morbide e flessibili. Il loro ruolo, tuttavia, resta controverso: diverse linee guida europee e l’Organizzazione mondiale della sanità non ne raccomandano l’impiego, anche alla luce della grande eterogeneità degli studi precedenti, che hanno utilizzato dispositivi differenti, coinvolto popolazioni diverse e previsto periodi di osservazione non uniformi.

Quattro-otto ore al giorno con il supporto lombare

La sperimentazione francese ha cercato di ridurre questa variabilità concentrandosi su un unico tipo di cintura morbida e flessibile. I partecipanti sono stati assegnati casualmente ai due gruppi con un rapporto di 1:1. Gli 86 pazienti del gruppo sperimentale hanno indossato il supporto lombare, oltre a ricevere le normali cure mediche, durante le attività quotidiane per 4-8 ore al giorno nell’arco delle 12 settimane. La cintura doveva essere rimossa soltanto durante il sonno. Gli altri 82 partecipanti hanno invece seguito esclusivamente le cure standard, senza utilizzare il dispositivo.

Al termine del periodo di trattamento, le differenze non hanno riguardato soltanto la disabilità funzionale. Il dolore si è ridotto maggiormente nel gruppo che aveva utilizzato la cintura, sia quando i pazienti erano a riposo sia durante l’attività. Anche il ricorso agli antidolorifici è risultato inferiore: il 50,6% dei partecipanti che indossavano il supporto ha avuto bisogno di farmaci contro il dolore durante lo studio, rispetto al 67,6% del gruppo di controllo. Ancora più evidente la differenza per gli antinfiammatori, come l’ibuprofene: sono stati utilizzati dal 18,5% dei pazienti con cintura, contro il 36,5% di quelli sottoposti alle sole cure standard. Anche la valutazione clinica ha evidenziato un vantaggio: i medici hanno considerato migliorati il 71,8% dei pazienti del gruppo con cintura, rispetto al 44,9% del gruppo di controllo.

Un risultato promettente, ma servono ulteriori conferme

Sul fronte della sicurezza, la cintura morbida non ha evidenziato particolari problemi. Durante le 12 settimane di sperimentazione non si sono verificati effetti collaterali gravi. Alcuni partecipanti hanno riferito soltanto irritazioni cutanee temporanee o un lieve fastidio associato all’utilizzo del dispositivo. Nel complesso, i risultati suggeriscono quindi che l’aggiunta di un supporto lombare non rigido alle cure standard possa contribuire ad alleviare il dolore e a ridurre la disabilità funzionale nelle persone con lombalgia aspecifica.

Gli stessi risultati, però, non bastano ancora a chiudere il dibattito sul ruolo delle cinture lombari. Il limite principale riguarda infatti la natura del confronto: i pazienti sapevano se stavano indossando o meno il dispositivo. Questo rende difficile stabilire quanto del beneficio osservato sia dovuto all’azione fisica della cintura e quanto possa dipendere dall’effetto placebo o dalle aspettative dei partecipanti.

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