Prevenzione 15 Giugno 2026 13:11

Oltre 600 annegamenti in 2 anni in Italia: ecco le 13 regole ISS salva-vita

Il monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità registra 604 decessi per annegamento nel 2024-2025. Mare, laghi e piscine tra i contesti più a rischio: le principali regole di prevenzione.

di Viviana Franzellitti
Oltre 600 annegamenti in 2 anni in Italia: ecco le 13 regole ISS salva-vita

Nel biennio 2024-2025 in Italia si contano oltre 600 annegamenti, un dato che conferma un fenomeno stabile ma ancora troppo sottovalutato. La fotografia arriva dal sistema di sorveglianza coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, che analizza decessi e dinamiche degli incidenti in ambiente acquatico. L’obiettivo è ridurre eventi che, nella maggior parte dei casi, sono prevenibili con comportamenti corretti e maggiore attenzione.

Numeri e profilo delle vittime

Nel periodo osservato sono stati registrati 604 decessi per annegamento. Un fenomeno che resta fortemente sbilanciato: oltre l’80% delle vittime è maschile. Le fasce più vulnerabili sono due opposti della popolazione: circa 30% over 65 e quasi 25% tra bambini e giovani, a conferma di rischi legati sia all’età avanzata sia alla scarsa consapevolezza dei più piccoli.

Dove avvengono gli incidenti

Gli eventi si distribuiscono quasi equamente tra mare (281 casi) e acque interne (277 casi). Le spiagge libere risultano tra i contesti più critici per la minore presenza di sorveglianza. Le piscine, pur meno numerose nei dati complessivi, restano un punto sensibile soprattutto per i minori.

Cause principali degli annegamenti

Quasi la metà degli episodi è legata a malori improvvisi in acqua (44,9%). Seguono cadute accidentali, condizioni meteo avverse e correnti di ritorno, spesso sottovalutate. In una quota dei casi emerge anche il mancato rispetto di segnalazioni di pericolo, come la bandiera rossa.

Le 13 regole ISS per prevenire gli annegamenti

Bambini e sorveglianza

  • Mai lasciare i bambini incustoditi vicino all’acqua, nemmeno per pochi minuti
  • Designare sempre un adulto con sorveglianza esclusiva
  • Mettere in sicurezza piscine domestiche o condominiali con recinzioni adeguate
  • Favorire l’apprendimento precoce delle abilità acquatiche

Mare, laghi e fiumi

  • Non entrare in acqua con bandiera rossa o mare mosso
  • Evitare il bagno in condizioni meteorologiche avverse
  • Non contrastare le correnti di ritorno: uscire lateralmente e segnalare difficoltà
  • Non tuffarsi senza conoscere profondità e fondale

Comportamenti individuali

  • Vietato nuotare dopo consumo di alcol o sostanze che riducono riflessi e giudizio
  • Mai fare il bagno da soli

Anziani e fragilità

  • Limitare lo sforzo fisico in acqua
  • Valutare condizioni di salute prima dell’ingresso in acqua
  • Evitare immersioni in condizioni sfavorevoli

Sicurezza generale

  • Attenzione nei fiumi a correnti, freddo e sponde instabili
  • Rispettare sempre cartellonistica e avvisi di pericolo
  • Preferire aree sorvegliate da assistenti bagnanti

Prevenzione ancora insufficiente

Il quadro conferma che gli annegamenti restano un problema di sanità pubblica in larga parte evitabile. Le differenze tra spiagge attrezzate e libere e la scarsa percezione del rischio continuano a incidere sui numeri.

Impatto sul sistema sanitario

Ridurre questi eventi significa intervenire prima dell’emergenza: meno accessi in pronto soccorso, meno ricoveri e soprattutto meno decessi evitabili. La prevenzione diventa quindi un tema centrale anche per l’organizzazione del Servizio sanitario.

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