Salute 20 Novembre 2025 10:41

“Ogni ora di schermo è un rischio”: la SIP aggiorna le linee guida sui bambini digitali

Troppi device, troppo presto. I pediatri: “Lo smartphone? Non prima dei 13 anni”

di I.F.
“Ogni ora di schermo è un rischio”: la SIP aggiorna le linee guida sui bambini digitali

Dormono meno, parlano meno, si muovono meno. E sono più ansiosi, più soli. È il prezzo silenzioso – ma molto concreto – che i bambini stanno pagando per un’esposizione al digitale sempre più precoce. A ricordarlo, con dati aggiornati e raccomandazioni più stringenti, è la Società Italiana di Pediatria (SIP), che ha presentato la nuova revisione della letteratura sull’uso di schermi in età evolutiva, in occasione degli Stati Generali della Pediatria 2025, dedicati al tema “Il bambino digitale”. “Ogni anno guadagnato senza digitale è un investimento sulla salute mentale, emotiva, cognitiva e relazionale”, affermano i pediatri. E le evidenze lo confermano: basta mezz’ora in più di schermi sotto i due anni per raddoppiare il rischio di ritardo del linguaggio; ogni ora aggiuntiva tra i 3 e i 5 anni riduce il sonno di 15 minuti; oltre 50 minuti al giorno aumentano il rischio di ipertensione e, dai 3 anni, anche quello di sovrappeso.

Una nuova revisione della letteratura: 6.800 studi analizzati

Dopo le prime raccomandazioni del 2018 e del 2019, la SIP ha condotto una nuova revisione sistematica della letteratura internazionale: 6.800 studi valutati, 78 inclusi nell’analisi finale. “La pandemia ha cambiato radicalmente le abitudini digitali dei minori, con un aumento di 4–6 ore al giorno rispetto al pre-Covid – spiega Rino Agostiniani, Presidente SIP -. Un cambiamento che ha imposto un aggiornamento delle precedenti linee guida”. Il nuovo documento analizza gli effetti dell’esposizione a smartphone, tablet, videogiochi e social su corpo, mente e sviluppo dei minori.

Le nuove indicazioni: ritardare, accompagnare, vigilare

Le raccomandazioni SIP chiamano in causa famiglie, scuole e professionisti:

  • Niente accesso non supervisionato a Internet prima dei 13 anni
  • Primo smartphone personale non prima dei 13 anni
  • Ritardare l’uso dei social media, anche se legalmente consentito
  • No schermi durante i pasti e prima di dormire
  • Sì a sport, gioco all’aperto, lettura e attività creative
  • Supervisione e dialogo costanti in tutte le età

Confermate le indicazioni storiche: 0 schermi sotto i 2 anni, meno di 1 ora al giorno tra 2 e 5 anni, meno di 2 ore dopo i 5 anni, sempre con un adulto.

“Il cervello dei bambini ha bisogno di tempo, non di schermi”

“L’età pediatrica è una fase di straordinaria vulnerabilità e crescita – ricorda Agostiniani -. Una stimolazione digitale precoce può alterare attenzione, apprendimento e regolazione emotiva. Posticipare l’accesso autonomo a Internet e il primo smartphone almeno fino ai 13 anni è un investimento in salute. Dobbiamo restituire ai bambini tempo per annoiarsi, muoversi, giocare e dormire. E l’esempio degli adulti è il primo atto di prevenzione digitale”.

“Meno schermi, più vita vera”: i rischi documentati

Sotto i 13 anni, l’eccesso di schermi si associa a ritardi del linguaggio, calo dell’attenzione e disturbi del sonno. Negli adolescenti cresce il peso di ansia, isolamento, dipendenze e autostima in caduta.

“Ogni ora di schermo è un’ora sottratta al gioco, allo sport, alla creatività”, sottolinea Elena Bozzola, coordinatrice della Commissione Dipendenze Digitali SIP. “Non serve demonizzare la tecnologia, ma insegnare a usarla con misura. Più esperienze reali, meno digitale non supervisionato: è questa la sfida educativa”.

La revisione SIP evidenzia rischi in molteplici aree:

  • Obesità e rischio cardiometabolico
  • Anche un’ora al giorno può essere un fattore di rischio sotto i 13 anni. Oltre due ore al giorno aumentano del 67% il rischio di sovrappeso negli adolescenti.
  • Sviluppo cognitivo
  • Interferenze su apprendimento e linguaggio; studi di neuroimaging documentano modifiche nelle aree cerebrali dell’attenzione.
  • Sonno
  • L’89% degli adolescenti dorme con lo smartphone in camera, favorendo una cronica deprivazione.
  • Salute mentale
  • Ansia, depressione, bassa autostima. Le adolescenti sono più vulnerabili alla comparazione sociale e al “Fear of Missing Out”.
  • Dipendenze digitali
  • Internet Gaming Disorder: dall’1,7% al 10,7%.
    Uso problematico dello smartphone: fino al 20% dei giovani.
  • Vista
  • Aumento di miopia precoce, affaticamento e secchezza oculare.
  • Cyberbullismo
  • In crescita del 26% tra i 10 e i 13 anni. Le vittime hanno un rischio triplo di ideazione suicidaria.
  • Sessualità online
  • Espansione dell’esposizione precoce alla pornografia, con comportamenti sessuali più rischiosi.

Posticipare, proteggere, promuovere esperienze reali

  • Le raccomandazioni SIP ruotano intorno a tre principi guida:
  • Posticipare l’esposizione digitale
  • Proteggere corpo e mente
  • Promuovere esperienze reali
  • Preservare la centralità dell’adulto
  • “La tecnologia è uno strumento straordinario, ma deve entrare nella vita dei ragazzi al momento giusto, quando c’è la maturità per gestirla”, sottolineano i pediatri.
  • Una responsabilità condivisa: famiglie, scuola, società.


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