Secondo l’ultimo report Istat, nel 2025 il 46,4% degli adulti italiani è in eccesso di peso. Il dato resta stabile, ma negli ultimi dieci anni aumenta l’obesità, soprattutto tra i più giovani adulti
Quasi un adulto su due dovrebbe avere una dieta più sana e una vita meno sedentaria. L’ultima fotografia dell’Italia scattata dall’Istat nel 2025, rivela, infatti che il 46,4% della popolazione over 18 è in eccesso di peso. Un dato che, a prima vista, sembra stabile rispetto agli ultimi anni, ma che nasconde un cambiamento più profondo: cresce l’obesità. A dirlo è l’ultimo report dell’Istat sui fattori di rischio per la salute, che evidenzia come, nell’arco di un decennio, la quota di persone obese sia passata dal 9,8% all’11,6%. Un aumento che non viene compensato dal lieve calo del sovrappeso, sceso dal 35,5% al 34,8%.
Uomini più colpiti, soprattutto tra i 35 e i 59 anni
L’eccesso di peso continua a essere un fenomeno fortemente segnato dal genere. Gli uomini risultano più colpiti rispetto alle donne: oltre la metà (55,1%) è in sovrappeso o obesa, contro il 38,2% delle donne. Il divario si amplia nelle età centrali della vita, tra i 35 e i 59 anni, dove la differenza supera i venti punti percentuali. Più contenuta, invece, tra i più giovani e negli anziani.
L’età fa la differenza
Il peso in eccesso cresce progressivamente con l’età. Se tra i 18 e i 24 anni il sovrappeso riguarda il 16,8% dei giovani, tra gli over 75 arriva a coinvolgere oltre il 40%. Anche l’obesità segue un andamento simile, con un picco tra i 65 e i 74 anni, quando interessa circa una persona su sei. Dopo i 74 anni si osserva una lieve riduzione, probabilmente legata a condizioni di salute più fragili.
Bambini e ragazzi: un problema che inizia presto
Il fenomeno non riguarda solo gli adulti. Nel biennio 2024-2025, il 26% dei bambini e adolescenti tra i 3 e i 17 anni è in eccesso di peso: circa 2 milioni tra bambini e ragazzi. La situazione è più critica tra i più piccoli, nella fascia 3-10 anni, dove si supera il 32%. Con l’adolescenza, invece, il fenomeno tende a ridursi, fino al 17,9% tra i 14 e i 17 anni. Anche tra i giovani emerge una differenza di genere: i maschi risultano più colpiti rispetto alle femmine, una distanza che si accentua con la crescita.
Un segnale da non sottovalutare
Se il dato complessivo appare stabile, l’aumento dell’obesità rappresenta un segnale importante per la sanità pubblica. Non si tratta solo di numeri, ma di un fattore di rischio che si associa a molte patologie croniche, dalla malattia cardiovascolare al diabete. Il quadro che emerge è quello di un fenomeno radicato, che attraversa tutte le età e che richiede interventi mirati, soprattutto nelle fasce più giovani, dove si costruiscono abitudini destinate a durare nel tempo.
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