Sanità 22 Ottobre 2025 17:30

Obesità: due cittadini su tre sono informati, ma oltre un terzo non intraprende cure

Presentati i dati finali della campagna “Obesità. Non ignorarla, affrontiamola insieme” promossa da Cittadinanzattiva con Federfarma. Bene il riconoscimento della malattia come condizione cronica, ma restano barriere nell’accesso alle cure e forte stigma sociale

di I.F.
Obesità: due cittadini su tre sono informati, ma oltre un terzo non intraprende cure

L’obesità è sempre più al centro del dibattito pubblico, ma troppo spesso resta chiusa nel silenzio delle persone che la vivono. Due italiani su tre dicono di essere “abbastanza” o “molto” informati, eppure più di un terzo non ha mai intrapreso un percorso di cura. È il paradosso che emerge dall’indagine promossa da Cittadinanzattiva, in collaborazione con Federfarma, all’interno della campagna “Obesità. Non ignorarla, affrontiamola insieme”. L’indagine – condotta tra marzo e giugno in oltre 1500 farmacie e con più di 5.500 cittadini coinvolti – restituisce una fotografia complessa. Il 66% degli intervistati riconosce l’obesità come una vera e propria malattia, e oltre l’80% la considera importante quanto le altre patologie croniche. Ma tra consapevolezza e azione c’è ancora una distanza profonda, fatta di stigma, paure e solitudine.

Il peso dello stigma sociale

La metà degli intervistati ritiene che chi vive con l’obesità abbia bisogno prima di tutto di comprensione e supporto. E non è un caso: il 34% riconosce che la discriminazione è ancora presente in contesti come la scuola e il lavoro, mentre quasi una persona su quattro percepisce un forte pregiudizio sociale nei confronti del peso. “Chi è obeso è spesso considerato pigro o demotivato”, si legge nei commenti raccolti nel sondaggio. Il 43,8% degli intervistati è convinto che discriminazione ed emarginazione rendano più difficile gestire la malattia. Lo stigma diventa così una barriera invisibile, ma potente, che ostacola diagnosi e cure, alimentando senso di colpa e isolamento.

Tra percezione e realtà: un’Italia che si sottostima

Uno dei dati più significativi è quello che riguarda la percezione del proprio corpo. Quasi il 45% degli intervistati si definisce normopeso, ma i dati antropometrici raccolti nelle farmacie raccontano un’altra storia: sei italiani su dieci, uomini e donne, sono in sovrappeso o obesi. L’obesità viene attribuita per metà a cause patologiche o metaboliche e per metà a fattori psicologici ed ereditari. Tuttavia, oltre il 90% degli intervistati continua a legarla a comportamenti individuali come eccessi alimentari e sedentarietà. Una visione che, pur contenendo una parte di verità, rischia di ridurre una condizione complessa a un problema di volontà.

Le farmacie, luoghi di prossimità e ascolto

Le farmacie che hanno partecipato alla campagna sono diventate punti di osservazione privilegiati. Molti farmacisti hanno segnalato difficoltà a coinvolgere i cittadini, spesso imbarazzati o inconsapevoli della propria condizione. “Non tutte le farmacie hanno spazi adeguati o personale da dedicare a questo tipo di attività”, hanno raccontato. Eppure proprio la farmacia di comunità si conferma un presidio prezioso di ascolto, prevenzione e accompagnamento, in un’ottica di presa in carico integrata del paziente cronico. “Le farmacie hanno collaborato con convinzione – spiega Marco Cossolo, presidente di Federfarma nazionale – perché l’obesità è una malattia ad alto impatto sanitario e sociale. Molti pazienti tendono a nascondere la propria condizione, ma la farmacia può essere il primo luogo dove sentirsi accolti e non giudicati”.

“Non ignorarla, affrontiamola insieme”

Per Tiziana Nicoletti, Responsabile del Coordinamento Nazionale delle Associazioni di Malati Cronici e Rari di Cittadinanzattiva, questa campagna arriva in un momento decisivo. “Il riconoscimento dell’obesità come malattia cronica, sancito dalla Legge 741/2025, segna un cambio di passo importante. Ma serve fare di più per garantire equità e accesso alle cure, e soprattutto per combattere lo stigma. L’obesità non è una scelta personale: è una malattia che richiede diagnosi, trattamenti e tutela nei contesti di vita quotidiana”. La campagna, aggiunge Nicoletti, “vuole tenere insieme due messaggi: non ignorarla, perché non è un problema di volontà, e affrontarla insieme, perché solo un approccio corale che unisca cittadini, professionisti e decisori può ridurre le disuguaglianze e garantire percorsi di cura multidisciplinari e uniformi”.

Le proposte per il futuro

Dall’indagine nascono anche proposte concrete: attuare i decreti della Legge 741/2025, includere l’obesità nei LEA, approvare il nuovo Piano Nazionale della Cronicità, creare Centri per l’Obesità e un registro nazionale, formare gli operatori sanitari e promuovere campagne di educazione nelle scuole. Perché la consapevolezza, da sola, non basta. Serve una rete di cura che accompagni le persone lungo tutto il percorso, dal riconoscimento alla terapia, senza giudizio e senza barriere. L’indagine e tutti i materiali della campagna sono disponibili sul sito web di Cittadinanzattiva. Il progetto è stato realizzato con il supporto non condizionato di Eli Lilly.

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