Salute 8 Gennaio 2026 11:32

Obesità, con i nuovi farmaci rischio ricaduta: in due anni si torna al peso originario

Molto successo per i farmaci agonisti del GLP-1: fino al 20% del peso perso in poco tempo. Ma che succede dopo? Lo studio dell'Università di Oxford.

di G.F.
Obesità, con i nuovi farmaci rischio ricaduta: in due anni si torna al peso originario

La perdita di peso che si ottiene grazie ai nuovi farmaci anti-obesità non è definitiva: con l’interruzione della somministrazione molti pazienti ritornano al peso originario in meno di due anni, con un aumento di peso di circa 400 grammi al mese. Peggiorano, inoltre, anche gli indicatori della salute cardiovascolare e del diabete. I dati arrivano da uno studio dell’Università di Oxford, pubblicato sul British Medical Journal.

L’obesità è la malattia del nostro secolo e una delle principali preoccupazioni di salute pubblica a livello mondiale. Negli Stati Uniti la situazione è molto complessa, si è toccato il picco del 40,3% degli adulti in situazione di obesità media o grave. La patologia è infatti legata a un rischio aumentato di sviluppare numerose malattie croniche, tra cui il diabete di tipo 2, condizioni cardiovascolari e alcuni tipi di cancro, insieme a un declino delle funzioni cognitive, demenza e morte prematura. 

Trattare l’obesità non è semplice, solo una profonda modifica delle abitudini alimentari e dello stile di vita aiuta concretamente a sconfiggere la malattia. Negli ultimi anni, i risultati ottenuti dai farmaci agonisti del GLP-1 hanno fatto ben sperare, grazie ad un’iniziale importante perdita di peso anche nei pazienti più gravi, fino al 15-20% del loro peso totale. Tuttavia, un riaumento di peso è quasi inevitabile dopo il trattamento, come mostra lo studio pubblicato sul Bmj.

La ricerca ha analizzato 37 studi e i casi di oltre 9 mila persone in cura con gli agonisti del GLP-1 per circa 9 mesi. In generale circa il 50% dei pazienti interrompe il trattamento entro il primo anno. Dopo l’interruzione ci sono voluti meno di due anni per tornare al peso originale o peggiorare. Ancora più grave e veloce la regressione dei progressi ottenuti sui marcatori della salute cardiovascolare e metabolica. I dati dello studio sembrano suggerire che, da soli, i farmaci non sono poi sufficienti a gestire il controllo del peso a lungo termine.

Gli agonisti del recettore GLP-1 non dovrebbero essere considerati una cura magica per trattare l’obesità. Sebbene una notevole perdita di peso, anche se temporanea, possa comunque portare alcuni benefici per la salute di chi soffre di obesità, chi utilizza agonisti del recettore GLP-1 dovrebbe essere consapevole dell’elevato tasso di sospensione e delle conseguenze dell’interruzione dei farmaci. Pratiche alimentari e di stile di vita sani dovrebbero rimanere la base per il trattamento e la gestione dell’obesità, con farmaci come agonisti del recettore GLP-1 utilizzati come aggiunti.

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