Salute 23 Dicembre 2025 12:51

Nuovi farmaci anti-obesità: “Non modificano solo il peso, ma anche il carrello della spesa”

I nuovi farmaci anti-obesità e anti-diabete della classe GLP-1 non agiscono solo sul peso corporeo: secondo uno studio della Cornell University, modificano anche le abitudini di spesa alimentare delle famiglie statunitensi

di Isabella Faggiano
Nuovi farmaci anti-obesità: “Non modificano solo il peso, ma anche il carrello della spesa”


L’uso di farmaci agonisti del recettore GLP-1 non influisce solo sul peso corporeo e sui valori glicemici, ma modifica anche gli acquisti alimentari delle famiglie. Lo dimostra uno studio della Cornell University, pubblicato sul Journal of Marketing Research, che ha confrontato i dati dei sondaggi sull’uso dei farmaci con le registrazioni delle transazioni di decine di migliaia di famiglie statunitensi, offrendo uno sguardo completo sull’impatto reale dei trattamenti.

Calo della spesa alimentare e nei ristoranti

Gli autori evidenziano che le famiglie con almeno un membro che utilizza un GLP-1 riducono la spesa alimentare complessiva del 5,3% entro sei mesi dall’inizio del trattamento, con un calo dell’8,2% nelle famiglie a reddito più elevato. Anche la spesa nei fast-food, nelle caffetterie e nei ristoranti a servizio limitato diminuisce di circa l’8%. “Dati mostrano chiari cambiamenti che seguono all’adozione dei farmaci. Dopo l’interruzione, gli effetti diventano più piccoli e più difficili da distinguere dai modelli di spesa pre-GLP-1”, spiegano gli autori dello studio, sottolineando come questi cambiamenti persistano per almeno un anno, sebbene con un lieve attenuamento dopo sei mesi.

Riduzioni più marcate per cibi ipercalorici

I cali di spesa non sono distribuiti uniformemente su tutti i prodotti. Le riduzioni più consistenti riguardano i cibi ultra-elaborati e ricchi di calorie, maggiormente legati alle “voglie” alimentari: gli snack salati registrano un -10,1%, con diminuzioni simili per dolci, prodotti da forno e biscotti. Anche pane, carne e uova mostrano riduzioni. Al contrario, alcune categorie registrano aumenti modesti, come lo yogurt, la frutta fresca, barrette nutrizionali e snack di carne. “Il modello principale è una riduzione degli acquisti alimentari complessivi. Solo un piccolo numero di categorie mostra aumenti, e tali aumenti sono modesti rispetto al declino complessivo”, chiarisce Sylvia Hristakeva, assistant professor di marketing e coautrice dello studio.

Implicazioni per industria alimentare e sanità pubblica

Gli effetti si estendono oltre il supermercato. La diminuzione della spesa nei ristoranti suggerisce che produttori, ristoratori e rivenditori potrebbero dover adattare pacchetti, porzioni, formulazioni e strategie di marketing. Per i responsabili politici e gli esperti di sanità pubblica, invece, questi risultati forniscono un contesto utile ai dibattiti sul ruolo dei trattamenti medici nel modellare i comportamenti alimentari, suggerendo che i cambiamenti dell’appetito guidati biologicamente possono avere effetti più efficaci di tasse ed etichette alimentari, spesso insufficienti a modificare le abitudini di consumo.

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
One Health

One Health in oncologia: la nuova frontiera della prevenzione incontra la sfida dell’antimicrobico-resistenza

L’approccio One Health si propone come nuovo paradigma per affrontare le grandi sfide della sanità pubblica. Dalla seconda puntata di Health Serie di Homnya, un confronto tra esperti per ...
di Marzia Caposio
Advocacy e Associazioni

Caregiver familiari, approvato il disegno di legge dal Consiglio dei Ministri

Tutele, riconoscimento e risorse per chi si prende cura dei propri cari
di Redazione
Nutri e Previeni

Prevenzione cardiovascolare: il ruolo dei nutraceutici nella gestione della dislipidemia lieve e moderata

Dai limiti degli esami negli under 40, all’uso mirato dei nutraceutici, passando per il valore della prevenzione primaria e l’importanza delle nuove linee guida ESC 2025: un quadro aggiorn...
di Marzia Caposio
Advocacy e Associazioni

Terapie a rischio dopo i 12 anni? L’inchiesta di Sanità Informazione e il sondaggio Anffas

Dopo le segnalazioni di genitori riguardo all’interruzione delle terapie riabilitative per i figli con disabilità in adolescenza, raccolte da Sanità Informazione sui social media, ...
di Isabella Faggiano