Nutri e Previeni 28 Maggio 2026 16:00

Non solo calorie: la SINU rilancia il ruolo terapeutico della nutrizione

Al 46° Congresso nazionale della Società Italiana di Nutrizione Umana il confronto tra esperti italiani e internazionali su obesità, tumore al seno, malnutrizione nell’anziano e dieta sostenibile

di Isabella Faggiano
Non solo calorie: la SINU rilancia il ruolo terapeutico della nutrizione

La nutrizione come strumento terapeutico, elemento di prevenzione e chiave per affrontare le grandi sfide sanitarie di una popolazione che invecchia rapidamente. È questo il filo conduttore del 46° Congresso nazionale della Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU), in corso a Bergamo fino al 29 maggio, che riunisce studiosi ed esperti italiani e internazionali per fare il punto sul rapporto tra alimentazione, salute pubblica e medicina personalizzata. Dalla nutrizione oncologica alla malnutrizione nell’anziano, dall’obesità ai nuovi modelli di dieta sostenibile, il congresso mette al centro un cambio di paradigma: l’alimentazione non può più essere considerata soltanto un insieme di regole dietetiche o un semplice conteggio delle calorie, ma una parte integrante dei percorsi di prevenzione e cura.

Obesità, “serve superare il semplice controllo delle calorie”

Tra i temi più discussi del congresso emerge quello dell’obesità, oggi riconosciuta dalla comunità scientifica come una malattia cronica complessa, multifattoriale e recidivante. Secondo gli esperti SINU, è necessario superare definitivamente una visione riduttiva basata esclusivamente sul bilancio energetico. “Per molti anni la gestione dell’obesità è stata ricondotta prevalentemente al semplice controllo delle calorie introdotte e consumate. Oggi questo approccio appare superato”, spiegano gli specialisti della Società Italiana di Nutrizione Umana. Le evidenze scientifiche dimostrano infatti come l’obesità sia il risultato dell’interazione tra fattori biologici, metabolici, neuroendocrini, ambientali, psicologici e sociali. Da qui la necessità di un approccio multidisciplinare e continuativo che integri alimentazione, attività fisica, supporto comportamentale e, quando necessario, terapia farmacologica o chirurgica. Un dibattito reso ancora più attuale dall’arrivo dei nuovi farmaci anti-obesità, che stanno modificando profondamente la gestione della malattia. “Questi trattamenti non devono essere interpretati come una soluzione isolata o alternativa alla terapia nutrizionale – sottolinea la professoressa Simona Bo, membro del Consiglio direttivo SINU -. La loro efficacia è massima quando inseriti all’interno di un programma strutturato e multidisciplinare che includa educazione alimentare, monitoraggio clinico, attività fisica e supporto comportamentale”. Secondo la presidente SINU, Anna Tagliabue, anche nell’era dei farmaci innovativi “la corretta alimentazione resta centrale” e la risposta all’obesità “non si costruisce con l’allarmismo né con le semplificazioni, ma con la scienza”.

Tumore al seno, la nutrizione entra nei percorsi di cura

Ampio spazio è dedicato anche al ruolo della nutrizione nel carcinoma mammario, oggi considerata una componente imprescindibile del percorso terapeutico. Gli esperti sottolineano come il metabolismo della paziente non rappresenti più un elemento passivo, ma una variabile capace di influenzare tolleranza ai trattamenti, qualità della vita e sopravvivenza. Il tumore del seno resta il più frequente tra le donne: nel mondo si registrano ogni anno circa 2,3 milioni di nuovi casi, mentre in Italia le nuove diagnosi superano quota 50mila l’anno. Nel carcinoma mammario, spiegano gli specialisti, il problema nutrizionale non riguarda più soltanto la malnutrizione per difetto tipica di molte neoplasie, ma sempre più spesso una malnutrizione per eccesso associata a obesità sarcopenica e alterazioni metaboliche. “Le donne con obesità dopo la diagnosi presentano un rischio più elevato di mortalità sia per tutte le cause sia per il tumore al seno stesso” evidenzia Alessio Filippone, vice coordinatore del gruppo di lavoro SINU ‘Nutrizione in oncologia’. Per questo le linee guida internazionali raccomandano uno screening nutrizionale precoce già al momento della diagnosi, con interventi mirati a preservare la massa muscolare, controllare il profilo metabolico e promuovere uno stile di vita attivo. Particolare attenzione viene attribuita alla Dieta Mediterranea e all’attività fisica regolare, associate a una riduzione della mortalità e delle recidive.

Malnutrizione nell’anziano, una priorità di sanità pubblica

Tra le priorità evidenziate dalla SINU figura anche la malnutrizione nell’anziano, definita una vera emergenza di sanità pubblica in un Paese sempre più longevo come l’Italia. Gli over 65 sono oggi 14,8 milioni, pari a oltre un quarto della popolazione, mentre continua a crescere il numero degli ultraottantacinquenni e degli ultracentenari. “La qualità della vita degli anziani è strettamente correlata alla corretta alimentazione – sottolinea Anna Tagliabue -. Una delle sfide più rilevanti per la salute pubblica è riconoscere e trattare tempestivamente la malnutrizione”. Il problema riguarda sia la malnutrizione per eccesso, legata all’obesità e alla perdita di massa muscolare, sia quella per difetto, molto diffusa tra gli anziani fragili e nelle RSA. Secondo le stime presentate al congresso, il rischio di malnutrizione interessa fino al 69% dei pazienti ricoverati nelle strutture di lungodegenza. Per questo la società scientifica chiede protocolli sistematici di screening nutrizionale, monitoraggio dei consumi alimentari e percorsi personalizzati nelle strutture residenziali. “La ristorazione nelle RSA non deve essere considerata soltanto un servizio – spiega il dottor Umberto Scognamiglio, consigliere SINU – ma un momento di cura e socializzazione fondamentale per la qualità della vita”.

Dieta sostenibile e medicina personalizzata

A fare da sfondo all’intero congresso è il tema della dieta sostenibile e personalizzata, indicata dalla SINU come una delle principali sfide future della salute pubblica. La società scientifica richiama l’attenzione sulla necessità di contrastare la disinformazione alimentare e promuovere raccomandazioni basate sulle evidenze scientifiche, soprattutto in una fase storica caratterizzata dall’invecchiamento della popolazione e dalla diffusione di informazioni scorrette attraverso i social. “Gli aggiornamenti scientifici presentati al congresso diventano sempre più rilevanti in una popolazione che invecchia rapidamente – conclude Anna Tagliabue -. Ci auguriamo che questo appuntamento possa rappresentare un’importante occasione di confronto scientifico e culturale, capace di influenzare positivamente il futuro della nutrizione umana e della salute pubblica”.

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