Prevenzione 6 Febbraio 2026 14:15

Morbillo, la PAHO mette in guardia sulle epidemie in corso nelle Americhe

L’Organizzazione panamericana della sanità (PAHO) lancia un nuovo allarme epidemiologico per il morbillo nella regione delle Americhe. I casi confermati nel 2025 sono aumentati drasticamente e il trend sembra proseguire anche nel 2026

di I.F.
Morbillo, la PAHO mette in guardia sulle epidemie in corso nelle Americhe

Le Americhe stanno vivendo una recrudescenza preoccupante dei casi di morbillo, tanto da spingere l’Organizzazione panamericana della sanità (PAHO) a diffondere, nei primi giorni di febbraio 2026, un’allerta epidemiologica mirato a intensificare la sorveglianza e rafforzare le campagne vaccinali. Il documento richiama l’attenzione delle autorità sanitarie sulla persistenza della trasmissione del virus in più Paesi della regione, in un contesto di aumento sostenuto di casi nel 2025 e nei primi giorni del 2026.

Situazione epidemiologica in rapida evoluzione

Nel corso dell’anno solare 2025, la regione delle Americhe ha confermato 14.891 casi di morbillo e 29 decessi in 13 Paesi, un dato che rappresenta un incremento di circa 32 volterispetto a quanto osservato negli anni precedenti. Francia, Canada, Messico e Stati Uniti sono tra i Paesi che hanno riportato un numero particolarmente elevato di infezioni.  Nei primi 21 giorni del 2026, sono stati confermati 1.031 casi in sette Paesi, continuando il trend di crescita con un aumento di oltre 43 volte rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Anche se fortunatamente non sono stati registrati decessi in queste prime settimane del nuovo anno, la prosecuzione della trasmissione evidenzia una forte circolazione del virus.

Vaccinazione e gruppi vulnerabili

Secondo la PAHO, il 78% dei casi confermati con informazioni vaccinali disponibili riguardava persone non vaccinate, mentre l’11% aveva uno stato vaccinale sconosciuto. Le fasce più colpite, per tassi di incidenza, sono i neonati sotto 1 anno, seguiti dai bambini da 1 a 4 anni e da quelli tra i 5 e i 9 anni. Questo profilo epidemiologico sottolinea l’importanza di completare i programmi vaccinali per proteggere i più vulnerabili, in particolare i bambini e i soggetti non ancora completamente immunizzati.

Sorveglianza e immunizzazione: le raccomandazioni della PAHO

L’allerta PAHO punta in particolare su due ambiti di intervento complementari: la sorveglianza epidemiologica sensibile e l’intensificazione delle attività vaccinali. In vista di eventi di massa come la FIFA World Cup 2026, che si terrà in Canada, Messico e Stati Uniti tra giugno e luglio, l’organizzazione raccomanda l’implementazione di sistemi attivi di rilevazione dei casi, inclusi meccanismi di diagnosi di laboratorio tempestiva.  PAHO invita inoltre a colmare i “gap immunitari” con campagne di immunizzazione supplementari e ad assicurare una risposta rapida a qualsiasi caso sospetto, per interrompere la trasmissione del morbillo e proteggere le popolazioni più fragili. L’uso di vaccini con due dosi di MMR (morbillo, parotite e rosolia) resta il mezzo più efficace per prevenire malattia e morte.

Copertura vaccinale sotto soglia

Nonostante un lieve miglioramento della copertura vaccinale nella regione — che ha visto un aumento dal 87% all’89% per la prima dose del vaccino MMR tra il 2023 e il 2024 — i livelli restano al di sotto della soglia del 95% ritenuta necessaria per prevenire le epidemie. Solo un terzo dei Paesi e territori della regione ha raggiunto almeno il 95% di copertura per la prima dose, e appena il 20% ha raggiunto questo obiettivo con due dosi. Si stima che 1,5 milioni di bambini non abbiano ricevuto alcuna dose di vaccino nel 2024.

La sfida resta aperta

Il morbillo è una malattia altamente contagiosa ma prevenibile con adeguata immunizzazione. La perdurante trasmissione del virus nelle Americhe mette in luce proprio quei gap nella copertura vaccinale che possono favorire il riemergere di epidemie anche in aree che avevano raggiunto lo status di “libere dal morbillo”. Per contrastare questa tendenza, la sorveglianza tempestiva dei casi, le campagne di vaccinazione e una risposta rapida rimangono strumenti centrali per la salute pubblica regionale.

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