Lavoro e Professioni 23 Settembre 2014 14:16

Il mondo delle assicurazioni

"Obbligo assicurativo per i medici: ecco chi è coinvolto"
di Assicurazione

“Un giovane chirurgo a contratto presso una struttura pubblica di eccellenza, chiede lumi sull’effettiva situazione assicurativa della sua categoria e sui rischi che i contrattisti corrono non essendo protetti da una polizza”.

La situazione, in termini di responsabilità professionale, non si è affatto modificata a seguito dell’introduzione dell’obbligo assicurativo, dal momento che il medico era responsabile personalmente per eventuali danni a terzi anche prima del 15 agosto 2014 – data in cui è entrata in vigore la legge 148 del 2011 sulla obbligatorietà. Questa legge riguarda e si applica a tutti gli operatori sanitari (liberi professionisti, dipendenti di strutture pubbliche e private), quindi anche ai contrattisti. Pertanto lo scrivente dovrebbe munirsi di una polizza per la sua responsabilità professionale, benché ad oggi non sia stato ancora emanato il Regolamento attuativo che ne precisi i limiti e le modalità di funzionamento (per esempio: il massimale, il periodo della efficacia retroattiva e ultrattiva).
D’altra parte le polizze delle Aziende Ospedaliere – che di solito estendono la copertura a tutti gli operatori sanitari operanti presso la struttura a qualsiasi titolo e quindi non solo ai dipendenti  – hanno adottato franchigie molto elevate a loro carico (es: la Lombardia prevede una franchigia di € 250.000,00 per ciascuna richiesta di risarcimento). Questa innovazione, finalizzata a contenere il costo delle polizze, implica che la struttura potrà esercitare il diritto di rivalsa nei confronti del medico contrattista, dichiarato responsabile per la somma rimasta a suo carico, non solo se sussiste la colpa grave, ma in tutti i casi di acclarata responsabilità. Il rischio è chiaramente maggiore nei casi in cui l’azienda di appartenenza adotti la pratica dell’autoassicurazione (no polizza).
Insomma, in una situazione ancora colma di incertezze interpretative e di lacune legislative, non resta che suggerire la stipula di una polizza di assicurazione professionale personale, al duplice scopo di adempiere alla legge e di proteggersi da eventuali richieste di risarcimento provenienti dalla Azienda di appartenenza o direttamente dal presunto danneggiato.

Il team SanitAssicura 

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy 2030

Dati clinici e “dati di esperienza”: così Novartis porta la voce dei pazienti dentro le decisioni

Dalle barriere organizzative al burden su caregiver: l’advocacy come leva per una valutazione più completa del valore e per percorsi di cura più equi. Chiara Gnocchi per Advocacy 2...
di Corrado De Rossi Re
Advocacy e Associazioni

Giornata Mondiale del Malato: “Il prendersi cura sia responsabilità condivisa”

Il messaggio di Papa Leone XIV per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato richiama la parabola del Buon Samaritano come chiave per leggere la cura oggi. Un invito alla compassione che diventa responsab...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Fibromialgia nei LEA, FIRA: “Un passo avanti, ma resta cruciale migliorare la diagnosi”

L’inserimento della fibromialgia nei LEA rappresenta un primo riconoscimento istituzionale per i pazienti, ma resta cruciale migliorare diagnosi, percorsi di cura e personalizzazione terapeutica
di I.F.
Pandemie

Long Covid e cervello: il ruolo dell’infezione nelle complicanze neurologiche e psicologiche

Una collaborazione tra il Centro di ricerca coordinata Aldo Ravelli dell’Università Statale di Milano e università internazionali come Yale, University of California e University o...
di Viviana Franzellitti