Advocacy e Associazioni 1 Aprile 2026 14:26

Mobilità sanitaria, arriva anche in Italia il supporto di airbnb.org per le famiglie in cura lontano da casa

Prende il via il programma di Airbnb.org per offrire alloggi gratuiti a pazienti e caregiver costretti a spostarsi per cure mediche. Coinvolte dieci realtà non profit già attive sul territorio

di I.F.
Mobilità sanitaria, arriva anche in Italia il supporto di airbnb.org per le famiglie in cura lontano da casa

C’è un momento, nella vita di molte famiglie, in cui la malattia non porta solo con sé la fatica delle cure, ma anche quella di dover lasciare casa. Succede quando i percorsi terapeutici più adeguati si trovano lontano, spesso nelle grandi città, e costringono pazienti e caregiver a trasferimenti temporanei che incidono non solo sul piano economico, ma anche su quello emotivo e organizzativo. È proprio in questo spazio fragile che si inserisce il nuovo programma di Airbnb.org, l’organizzazione no profit nata dall’esperienza di Airbnb, che nel 2026 avvierà anche in Italia un progetto dedicato alla mobilità sanitaria.

Alloggi gratuiti vicino agli ospedali

L’obiettivo è semplice quanto concreto: offrire soggiorni gratuiti a chi deve spostarsi per ricevere cure. Grazie alla rete di host e alla piattaforma già esistente, Airbnb.org metterà a disposizione alloggi temporanei nelle vicinanze di ospedali e centri specialistici, riducendo il peso economico e logistico che spesso accompagna questi percorsi. Dal 2020, l’organizzazione ha già garantito oltre 1,6 milioni di notti gratuite a più di 250mila persone nel mondo, tra emergenze legate a calamità naturali e necessità sanitarie.

La rete delle associazioni italiane

In Italia il progetto si costruisce insieme a chi, da anni, lavora sul campo. Sono dieci le organizzazioni coinvolte nella prima fase, tra cui A Casa Lontani Da Casa, AIL, AISLA, CasAmica, Fondazione per l’Infanzia Ronald McDonald Italia, Mission Bambini, Peter Pan ODV e VIDAS. Realtà diverse, ma unite da un obiettivo comune: offrire accoglienza e supporto a chi si trova ad affrontare la malattia lontano da casa. Un aiuto che va oltre il semplice alloggio, includendo orientamento, assistenza e sostegno emotivo.

Un fenomeno che riguarda centinaia di migliaia di persone

I numeri raccontano quanto la mobilità sanitaria sia un fenomeno diffuso. In Europa, quasi una persona su quattro dichiara di aver avuto bisogno di una sistemazione temporanea per restare vicino a strutture sanitarie. In Italia, ogni anno circa un milione di pazienti è costretto a spostarsi per ricevere cure adeguate. Nella maggior parte dei casi – quasi l’80% – non è solo: accanto c’è almeno un caregiver. Questo significa che oltre 1,3 milioni di persone vivono, anche solo per un periodo, lontano dalla propria quotidianità. Secondo lo studio “Curarsi lontano”, sono circa 600mila i pazienti accompagnati durante il percorso di cura, e per molti di loro la permanenza fuori casa supera le quattro notti per ogni ciclo terapeutico.

Alleggerire il peso della cura

“Rendere più semplice e accessibile per le famiglie viaggiare per ricevere cure mediche è una priorità”, spiega Christoph Gorder, direttore esecutivo di Airbnb.org, sottolineando l’impegno ad ampliare progressivamente il programma coinvolgendo nuovi partner. L’iniziativa punta a intervenire su un aspetto spesso invisibile della malattia: tutto ciò che accade fuori dall’ospedale. Perché curarsi, per molti, significa anche trovare un posto dove stare, sentirsi accolti, e poter affrontare il percorso terapeutico con un po’ meno peso sulle spalle.

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