Prevenzione 13 Marzo 2026 16:30

Mindfulness e fertilità: lo stress di coppia può cambiare la PMA

Ricercatori dell’Università di Pisa studiano come mindfulness e dinamiche di coppia possano influenzare i trattamenti di procreazione medicalmente assistita

di Viviana Franzellitti
Mindfulness e fertilità: lo stress di coppia può cambiare la PMA

L’infertilità è una condizione che coinvolge sempre più coppie e che spesso porta a intraprendere percorsi di procreazione medicalmente assistita (PMA) complessi e carichi di stress. Un team di ricercatori dell’Università di Pisa ha avviato il progetto MOONSHINE, uno studio interdisciplinare che unisce bioingegneria, psicologia e modellistica matematica per comprendere il ruolo delle emozioni nei trattamenti di fertilità. La ricerca, iniziata nell’ottobre 2024, ha coinvolto finora tre gruppi di circa quattro coppie ciascuno, mentre un quarto gruppo è attualmente in corso. I primi risultati indicano che la pratica della mindfulness può aumentare la sincronizzazione fisiologica tra i partner e ridurre i livelli di stress, aprendo la strada a modelli predittivi capaci di integrare fattori clinici, psicologici ed emotivi nel percorso terapeutico.

Stress e infertilità: il peso emotivo dei percorsi di PMA

Affrontare un percorso di procreazione medicalmente assistita non significa solo sottoporsi a trattamenti medici complessi. Per molte coppie rappresenta anche una sfida emotiva intensa, caratterizzata da ansia, aspettative e frustrazione. Negli ultimi anni diversi studi hanno evidenziato come lo stress psicologico possa influire sul benessere delle persone coinvolte e, indirettamente, anche sull’andamento dei trattamenti. È proprio in questo contesto che nasce il progetto MOONSHINE (ProMOting and mOdelliNg phySiological syncHronization In iNfertile couplEs), coordinato dall’Università di Pisa, con l’obiettivo di comprendere come gli aspetti emotivi e relazionali possano interagire con i processi biologici della fertilità.

Il progetto MOONSHINE: tecnologia e psicologia per studiare la coppia

Il progetto integra competenze di bioingegneria, psicologia clinica e modellistica matematica per analizzare la relazione tra mente e corpo nei percorsi di fertilità. Le coppie coinvolte partecipano a un programma di mindfulness guidato da psicologi dei centri di procreazione assistita. Durante il percorso, i ricercatori monitorano la sincronizzazione fisiologica tra i partner e i livelli di stress attraverso dispositivi indossabili minimamente invasivi, in grado di registrare segnali del sistema nervoso autonomo. Questo approccio consente di osservare come le dinamiche emotive e fisiologiche della coppia si influenzino reciprocamente nel corso del trattamento.

La sincronizzazione fisiologica tra partner

Uno degli aspetti più innovativi dello studio riguarda la sincronizzazione delle dinamiche fisiologiche tra i membri della coppia. Il team di bioingegneri dell’Università di Pisa ha sviluppato algoritmi specifici per misurare l’andamento dei parametri fisiologici dei partner nel tempo e valutare quanto questi tendano ad allinearsi durante il percorso terapeutico. I dati raccolti permettono di analizzare la relazione tra attività del sistema nervoso autonomo, stress percepito e stato psicologico, offrendo una prospettiva più completa rispetto alle valutazioni esclusivamente cliniche.

I primi risultati della ricerca

La sperimentazione, avviata nell’ottobre 2024, ha coinvolto finora tre gruppi di coppie, mentre un quarto gruppo è attualmente impegnato nel percorso. I risultati preliminari indicano un aumento significativo della sincronizzazione fisiologica durante la pratica della mindfulness. Inoltre, i ricercatori hanno osservato una correlazione tra le dinamiche fisiologiche della coppia e alcuni parametri psicologici, tra cui i livelli di stress e la capacità di riconoscere i segnali del proprio corpo. Questi dati suggeriscono che il lavoro sulla consapevolezza e sulla gestione delle emozioni potrebbe avere un ruolo importante nel migliorare il benessere delle coppie durante i trattamenti di fertilità.

Un modello matematico per prevedere la gravidanza

Uno degli obiettivi più ambiziosi del progetto è la creazione di un modello matematico predittivo della gravidanza. Questo strumento utilizza i dati raccolti durante lo studio per mettere in relazione attività vagale, parametri psicologici e dinamiche fisiologiche di coppia. Il modello analizza in particolare l’evoluzione dell’attività del sistema nervoso autonomo durante il percorso di mindfulness e la collega ad alcuni indicatori psicologici legati alla gestione dello stress e del dolore. In prospettiva, questo approccio potrebbe consentire di personalizzare i trattamenti di procreazione assistita, integrando variabili cliniche, emotive e relazionali.

Una ricerca interdisciplinare tra università e ospedali

Il progetto MOONSHINE è coordinato da Mimma Nardelli, docente di bioingegneria del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa, e coinvolge ricercatori dello stesso dipartimento e del Dipartimento di Patologia Chirurgica, Medica, Molecolare e dell’Area Critica. Alla ricerca partecipano anche gli psicologi del percorso di PMA dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana e il centro di procreazione medicalmente assistita dell’Azienda Ospedaliera Dulbecco di Catanzaro, diretto da Roberta Venturella, vicecoordinatrice del progetto. MOONSHINE è finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del programma PRIN 2022 e rappresenta un esempio di collaborazione tra ricerca accademica e pratica clinica.