Salute 10 Luglio 2026 12:29

Meta nel mirino dell’Ue: Facebook e Instagram accusati di favorire la dipendenza

Sotto accusa lo scorrimento infinito, l'autoplay, le notifiche push e gli algoritmi di raccomandazione. L'azienda rischia una sanzione fino al 6% del fatturato annuo mondiale

di Redazione
Meta nel mirino dell’Ue: Facebook e Instagram accusati di favorire la dipendenza

Lo scorrimento infinito dei contenuti, la riproduzione automatica dei video, le notifiche push e gli algoritmi che propongono contenuti sempre più personalizzati non sono semplici funzionalità pensate per migliorare l’esperienza dell’utente. Per la Commissione europea rappresentano elementi di un design che può favorire comportamenti compulsivi, con possibili ripercussioni sul benessere fisico e mentale delle persone, soprattutto dei più giovani. È su questa base che Bruxelles ha notificato a Meta le proprie conclusioni preliminari nell’ambito dell’indagine avviata nel maggio 2024 sul rispetto del Digital Services Act (DSA). Secondo l’esecutivo europeo, infatti, Facebook e Instagram non avrebbero valutato né mitigato adeguatamente i rischi derivanti da un’architettura delle piattaforme concepita per massimizzare il coinvolgimento degli utenti.

Il “design che crea dipendenza” sotto accusa

Nel mirino della Commissione ci sono alcune delle funzionalità più diffuse dei social network: l’infinite scroll, che consente di visualizzare contenuti senza interruzioni; l’autoplay, che avvia automaticamente nuovi video; le notifiche push e i sistemi di raccomandazione altamente personalizzati. Secondo Bruxelles, queste caratteristiche alimentano nell’utente il desiderio di continuare a utilizzare la piattaforma, inducendo il cervello a entrare in una sorta di “pilota automatico”. Il risultato può essere un utilizzo compulsivo dei social media, con la progressiva perdita del controllo sul tempo trascorso online e l’adozione di abitudini poco salutari. Particolare attenzione è stata riservata ai minori. La Commissione ritiene che Meta non abbia tenuto adeguatamente conto delle evidenze disponibili sull’utilizzo notturno di Facebook e Instagram da parte degli adolescenti e dell’effetto che formati come Reels e Storie possono avere nel favorire un uso eccessivo delle piattaforme.

Strumenti ritenuti insufficienti

Secondo l’indagine preliminare, le misure adottate da Meta per limitare il tempo trascorso sulle piattaforme non sarebbero sufficienti ad affrontare i rischi individuati. Gli strumenti di gestione del tempo, compresi quelli attivati automaticamente per gli adolescenti, possono essere facilmente ignorati, mentre i controlli parentali richiedono competenze tecniche e un impegno che non tutte le famiglie sono in grado di garantire. Anche le iniziative di sensibilizzazione sulla salute mentale presenti nel Centro sicurezza dell’azienda non sarebbero considerate adeguate a compensare gli effetti del design delle piattaforme.

Le modifiche richieste da Bruxelles

Nelle conclusioni preliminari la Commissione indica anche alcune possibili misure correttive. Tra queste figurano la disattivazione, per impostazione predefinita, di funzionalità come l’autoplay e lo scorrimento infinito, l’introduzione di pause realmente efficaci nell’utilizzo delle piattaforme e una revisione dei sistemi di raccomandazione affinché siano meno orientati a massimizzare il coinvolgimento degli utenti. Meta potrà ora esercitare il proprio diritto alla difesa, esaminando gli atti dell’indagine e presentando osservazioni scritte prima che la Commissione adotti un’eventuale decisione definitiva.

Il rischio di una sanzione miliardaria

Se le conclusioni preliminari saranno confermate, la Commissione potrà imporre una sanzione fino al 6% del fatturato annuo mondiale dell’azienda, oltre a richiedere l’adozione di misure correttive per adeguare le piattaforme al Digital Services Act. L’indagine rappresenta uno dei procedimenti più rilevanti avviati nell’ambito del DSA e si inserisce in una più ampia strategia europea volta a limitare i cosiddetti “dark patterns”, ossia quelle scelte di progettazione che orientano inconsapevolmente il comportamento degli utenti.

“La salute mentale deve essere una priorità”

“La tutela della salute fisica e mentale dei cittadini europei deve essere una priorità per le piattaforme di social media”, ha dichiarato la vicepresidente esecutiva della Commissione europea per la Sovranità tecnologica, la Sicurezza e la Democrazia, Henna Virkkunen. “Il Digital Services Act fornisce un quadro chiaro per responsabilizzare le piattaforme rispetto alla progettazione e agli effetti dei loro servizi, che possono indurre dipendenza. Siamo pienamente impegnati a far rispettare la nostra normativa in Europa”. L’azione nei confronti di Meta si affianca ad altri procedimenti già avviati dalla Commissione sui rischi sistemici delle grandi piattaforme digitali e conferma l’attenzione crescente delle istituzioni europee verso l’impatto che il design dei social network può avere sulla salute mentale, in particolare di bambini e adolescenti.

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato