Nutri e Previeni 10 Luglio 2026 11:16

Mercati contadini in 70 ospedali: nasce l’alleanza tra agricoltori e medici

Con “Campagna Amica per la Salute”, prodotti freschi, locali e tracciati entrano negli ospedali per promuovere prevenzione, Dieta Mediterranea e corretti modelli alimentari.

di A. I.
Mercati contadini in 70 ospedali: nasce l’alleanza tra agricoltori e medici

Portare il cibo sano nei luoghi dedicati alla cura, rafforzando il legame tra alimentazione e prevenzione. È l’obiettivo di “Campagna Amica per la Salute”, l’iniziativa promossa da Coldiretti, Fondazione Campagna Amica e Fondazione Aletheia che vede la presenza contemporanea di mercati contadini all’interno di oltre 70 ospedali italiani. Dal Niguarda di Milano all’Isola Tiberina di Roma, dal Gaslini di Genova al Santobono di Napoli, pazienti, familiari, operatori sanitari e cittadini possono acquistare prodotti agricoli freschi, locali, stagionali e tracciati.

Il progetto sancisce una nuova alleanza tra agricoltura e medicina, fondata sulla corretta alimentazione e sulla valorizzazione della Dieta Mediterranea come strumenti di tutela della salute. L’iniziativa nasce anche dalla volontà di contrastare la diffusione di prodotti considerati dannosi o poco trasparenti: dall’olio manipolato e miscelato per essere commercializzato come extravergine al grano importato da Paesi extraeuropei nei quali è consentito l’impiego del glifosato in pre-raccolta, pratica vietata in Italia, fino agli alimenti ultraformulati come energy drink, barrette proteiche, snack salati e merendine.

La giornata è stata aperta da un incontro istituzionale al Policlinico Universitario Fondazione Agostino Gemelli IRCCS, prima struttura ad avviare il progetto con Coldiretti, Fondazione Campagna Amica e Fondazione Aletheia. All’appuntamento hanno partecipato i vertici dell’organizzazione agricola e dell’ospedale, il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Rocco Bellantone, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e il sindaco di Roma Roberto Gualtieri. Sette ospedali pediatrici, universitari e civili si sono inoltre collegati da diverse parti d’Italia.

Il report Coldiretti-Censis: ultraformulati diffusi soprattutto tra i giovani

In occasione dell’iniziativa è stato presentato l’Instant report Coldiretti-Censis “Mangiare bene per vivere meglio”. Dall’indagine emerge che per il 97% degli italiani mangiare in maniera sana è essenziale per prevenire malattie come diabete, patologie cardiache e obesità. Molti cittadini, tuttavia, dichiarano di avere difficoltà a distinguere gli alimenti salutari da quelli potenzialmente dannosi. L’88% vorrebbe quindi conoscere la reale provenienza dei prodotti e dei loro ingredienti.

Il consumo di alimenti ultraformulati e ricchi di additivi coinvolge una parte consistente della popolazione. Il 45% degli italiani consuma snack salati almeno una volta alla settimana, il 34% dolciumi e caramelle, il 31% merendine, il 20% barrette proteiche e il 16% energy drink. Le percentuali aumentano tra i giovani: il 61% mangia settimanalmente snack salati, il 47% merendine, il 39% dolciumi, il 35% barrette proteiche e il 29% energy drink. Per questi ultimi, la quota rilevata tra i ragazzi è quasi nove volte superiore a quella degli anziani.

Il 58% dei genitori riconosce che i figli, quando ne hanno la possibilità, tendono ad abbandonare un’alimentazione equilibrata. La stessa percentuale si dichiara favorevole all’introduzione di limiti al consumo di alimenti ultraformulati. Il report segnala anche una percezione distorta delle proprietà di alcuni prodotti: il 27% degli italiani ritiene che barrette proteiche ed energy drink aiutino a mantenersi in forma. Ne è convinto il 35% dei giovani, il 31% degli adulti e il 16% degli anziani.

Le bevande energetiche stanno conquistando spazio nelle abitudini dei ragazzi anche per effetto di campagne di marketing aggressive, confezioni accattivanti e meccanismi di emulazione sociale. Un genitore su due pensa che i figli le consumino soprattutto perché rappresentano una moda tra i coetanei. Secondo il 52% dei genitori, vengono utilizzate in particolare nei periodi di studio più intenso, in prossimità di verifiche ed esami, nella convinzione che possano sostenere le prestazioni scolastiche.

Allo stesso tempo cresce la disponibilità a modificare le proprie abitudini. Tre italiani su quattro si dichiarano pronti a rinunciare alle barrette proteiche e agli energy drink, mentre il 71% eliminerebbe merendine, dolciumi e caramelle. Il 63% sarebbe disposto a rinunciare agli snack salati. Secondo Coldiretti, questi dati mostrano una maggiore sensibilità verso alimenti naturali, trasparenti, di qualità e di origine certa, oltre alla necessità di riportare la Dieta Mediterranea al centro delle politiche pubbliche di prevenzione.

Dal microbiota alla fertilità, gli effetti dell’alimentazione

L’alimentazione può influire sul microbiota intestinale, sul metabolismo, sul sistema cardiovascolare, sulla fertilità e sul rischio di diabete, obesità, tumori e patologie neurodegenerative. Secondo un’analisi della Fondazione Aletheia, i circa 38 trilioni di microrganismi che popolano l’intestino contribuiscono alla regolazione del sistema immunitario, dell’infiammazione, del metabolismo e della comunicazione tra intestino e cervello.

Quando l’equilibrio di questo ecosistema viene alterato si può sviluppare una condizione di disbiosi, capace di favorire un’infiammazione cronica di basso grado, definita metainfiammazione. Si tratta di uno dei meccanismi biologici che possono precedere l’insorgenza di malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2, alcune forme tumorali e patologie neurodegenerative. Una dieta ricca di frutta, verdura, legumi, cereali integrali e alimenti freschi sostiene la biodiversità del microbiota e la produzione di acidi grassi a catena corta, sostanze importanti per il funzionamento della barriera intestinale e del sistema immunitario. Il consumo abituale di alimenti ultraformulati, contenenti additivi, emulsionanti, conservanti e dolcificanti artificiali, può invece alterare questo equilibrio.

Una meta-analisi pubblicata sul BMJ nel 2024 e basata su quasi 10 milioni di partecipanti ha associato un consumo elevato di alimenti ultraprocessati a un incremento del 50% della mortalità cardiovascolare e del 40% del rischio di diabete di tipo 2. Secondo l’analisi riportata dalla Fondazione Aletheia, gli effetti non dipenderebbero soltanto dalle calorie o dai macronutrienti, ma anche dalla presenza degli additivi.

Le conseguenze possono interessare anche la salute riproduttiva. Tre ricerche indipendenti, tra cui una meta-analisi pubblicata su Human Reproduction Update, uno studio apparso nel 2024 su Nutrients e una ricerca europea pubblicata su Human Reproduction Open, hanno associato il consumo elevato di alimenti ultraformulati a una riduzione della qualità del liquido seminale nei giovani uomini, con effetti sulla concentrazione e sulla motilità degli spermatozoi. Uno studio pubblicato su Human Reproduction nel 2026 ha inoltre collegato il consumo abituale di junk food a una crescita embrionale più lenta e a un minore volume del sacco vitellino durante il primo trimestre di gravidanza. Anche in questo caso, l’alterazione del microbiota intestinale viene indicata come uno dei possibili meccanismi attraverso i quali l’alimentazione può influire sul concepimento e sullo sviluppo del nascituro.

Energy drink, snack e frodi alimentari sotto osservazione

Tra i prodotti che destano maggiore preoccupazione figurano gli energy drink. L’elevato contenuto di caffeina, zuccheri e taurina può favorire dipendenza, disturbi del sonno, tachicardia e aumento della pressione arteriosa. Uno studio pubblicato nel 2023 su Nature da ricercatori della University of Rochester ha rilevato, in modelli sperimentali animali, che la taurina potrebbe promuovere la proliferazione di alcune forme di cellule leucemiche. Si tratta di un risultato preclinico che richiede ulteriori verifiche nell’uomo, ma che suggerisce prudenza nel consumo di queste bevande, soprattutto tra bambini e adolescenti.

Le merendine industriali, ricche di zuccheri semplici, grassi raffinati, sale e additivi, possono contribuire a sovrappeso, obesità, resistenza all’insulina e alterazioni metaboliche. Gli snack salati sono associati a un maggiore rischio di ipertensione e di patologie cardiovascolari e cerebrovascolari. Anche le barrette energetiche industriali, spesso presentate come prodotti salutari o adatti agli sportivi, possono contenere elevate quantità di zuccheri aggiunti, sciroppi e ingredienti ultraformulati, con formulazioni composte da decine di elementi estranei alla tradizione della Dieta Mediterranea.

Considerazioni simili riguardano piatti pronti e prodotti precotti, spesso caratterizzati da conservanti, grassi di bassa qualità, sodio e additivi. Il loro consumo abituale è associato a un maggiore rischio di diabete di tipo 2, ipercolesterolemia, obesità e malattie cardiovascolari.

Accanto alla composizione nutrizionale, il progetto richiama l’attenzione sull’origine delle materie prime e sulle frodi alimentari. Il grano importato da Paesi nei quali è autorizzato l’impiego del glifosato in pre-raccolta pone, secondo Coldiretti, problemi di trasparenza e di equità competitiva rispetto agli agricoltori italiani. Sebbene i residui presenti nei prodotti finali risultino generalmente inferiori alle soglie regolamentari, viene rivendicato il diritto dei consumatori a conoscere i metodi di produzione e l’eventuale presenza di residui.

Lo stesso principio riguarda il settore dell’olio d’oliva, nel quale prodotti non conformi ai requisiti previsti per l’extravergine possono essere miscelati o commercializzati in maniera ingannevole. Garantire la salute dei cittadini significa quindi, secondo i promotori dell’iniziativa, non soltanto favorire un’alimentazione equilibrata, ma anche assicurare la tracciabilità degli alimenti, contrastare le sofisticazioni e sostenere le aziende agricole che producono nel rispetto delle norme italiane.

L’alleanza tra agricoltura, medicina e ricerca

“La scienza del microbioma ci ha mostrato che la salute non è soltanto l’assenza di malattia molecolare – dichiara il Prof. Antonio Gasbarrini, Direttore Scientifico Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS e Presidente del Comitato Scientifico, Fondazione Aletheia –: è la resilienza di un ecosistema biologico complesso, plasmato da ciò che mangiamo, dall’ambiente in cui viviamo e dalle esperienze che attraversiamo. Portare un mercato agricolo in settanta ospedali italiani non è un gesto di comunicazione. È la dimostrazione che l’integrazione tra ambienti alimentari protettivi e infrastruttura sanitaria è possibile oggi, a scala nazionale, e che la prevenzione basata sull’evidenza biologica può diventare parte integrante della missione di un ospedale moderno”.

“Il Policlinico Gemelli è da sempre un luogo in cui la missione della cura si intreccia con quella della ricerca e dell’innovazione – spiega Daniele Franco, Presidente Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS –. La Salute Entra in Campo aggiunge una dimensione nuova e necessaria: la prevenzione attiva, portata dentro le mura dell’ospedale attraverso il linguaggio concreto del cibo di qualità. È un modello che siamo orgogliosi di ospitare e di promuovere”.

Daniele Piacentini, Direttore Generale Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, dichiara che “la salute si costruisce ogni giorno, non soltanto quando si è ammalati. Questa iniziativa trasforma l’ospedale in un ambiente che parla di benessere anche a chi è sano, a chi accompagna un familiare, a chi lavora qui ogni giorno. È un investimento sulla prevenzione che ha il merito della concretezza immediata”.

Per Dominga Cotarella, Presidente Fondazione Campagna amica – Terranostra, “con Campagna Amica portiamo negli ospedali molto più di un mercato contadino. Portiamo un’idea nuova di prevenzione, fondata sull’incontro tra il lavoro degli agricoltori e quello dei medici. Diffondere la cultura del cibo sano significa ridurre i rischi per la salute e costruire un modello che mette al centro il benessere delle persone. Per questo il lavoro delle aziende agricole di Campagna Amica assume un valore che va ben oltre la produzione di alimenti: è un presidio di prevenzione. Nonostante le difficoltà causate dall’aumento dei costi, dalla crisi economica e dagli effetti sempre più pesanti della siccità, i nostri agricoltori continuano a garantire prodotti genuini, tracciabili e di qualità. Scegliere questi alimenti significa anche difendersi da tutto quel cibo che danneggia la salute dei cittadini”.

“Con questa iniziativa – spiega Vincenzo Gesmundo, Segretario Generale Coldiretti – dimostriamo, grazie al contributo scientifico degli oltre 70 ospedali coinvolti, che il cibo rappresenta uno dei più efficaci strumenti di prevenzione. Il cibo che fa bene: sano, naturale, tracciato e di qualità. L’esatto contrario di quel cibo che ammala, frutto di manipolazioni e inganni, come l’olio venduto come extravergine senza esserlo, il grano trattato con glifosato che finisce sulle nostre tavole e tutti quei prodotti ultraformulati che danneggiano soprattutto i giovani. Questa grande mobilitazione culturale, che unisce medici e agricoltori, dimostra ancora una volta come Coldiretti si confermi una vera Forza Amica del Paese, con una filiera agricola italiana capace di rispondere con tempestività, responsabilità e coerenza a una crescente domanda di salute che arriva dalla società e trova pieno riscontro nella scienza”.

Per Ettore Prandini, Presidente Coldiretti, “i nostri agricoltori possono garantire sulla qualità e quindi sulla salubrità dei prodotti che portano all’interno dei mercati, degli ospedali o in qualsiasi altro luogo. Questo progetto rappresenta una grande alleanza tra sanità, agricoltura, istituzioni, scuola e ricerca fondata su una convinzione semplice ma rivoluzionaria: investire nella prevenzione significa investire nel futuro del Paese. La nostra rete capillare e il supporto scientifico dimostrano la forza di questa iniziativa unica destinata a diventare un vero e proprio modello, con l’Italia che ancora una volta si conferma paese leader in Europa e nel mondo in fatto di cultura della sicurezza e qualità alimentare”.

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